Con le sue 1.326 pagine, Vitae-La Guida Vini 2024 pubblicata dall’Associazione Italiana Sommelier si riconferma la pubblicazione più “pesante” del settore che, nel contempo, con il suo contenuto assicura un viaggio davvero affascinante tra i tesori vitivinicoli più preziosi d’Italia. Infatti con dodicimila vini recensiti (15.000 sull’App Vitae), 900 degustatori coinvolti, 2.354 cantine selezionate (2.700 nell’App), su una selezione di 25.000 bottiglie e, in più, l’introduzione alle regioni scritto da un giornalista esperto di vini che ha coinvolto gli scrittori per avere la loro opinione sulla propria terra. Che dire? E’ un’opera concepita per “invitare i nostri lettori a intraprendere un viaggio, fisico e sentimentale, nei tanti luoghi d’Italia dove un filare diventa sinonimo di bellezza e umanità – ha detto Sandro Camilli, presidente nazionale dell’Ais -. Non un invito astratto ma reale, grazie agli appuntamenti di Esperienze di Vitae, il ciclo di presentazioni locali della nostra guida da quest’anno declinati anche in ottica interregionale, per offrire esperienze di degustazione ancora più ricche”.
Ad affiancare il presidente Camilli nella presentazione di Vitae 2024, il giornalista Franco Ferraro incaricato di coordinare i lavori e Nicola Bonera referente della pubblicazione che ha illustrato alcune innovazioni alla Guida del decennale che hanno ulteriormente arricchito la pubblicazione di elementi che i curatori ritengono importanti per accompagnare i lettori a conoscere meglio il grande patrimonio viticolo italiano. Così, accanto ai simboli come il “tastevin” assegnato a 22 vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine e, quindi, rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona; c’è la “gemma” che identifica i vini che hanno meritato punteggi medi più elevati; il “cuore” per i vini “Cupido” che in degustazione hanno suscitato amore al primo sorso; la “bilancia” per indicare i vini che esprimono un esemplare valore produttivo se rapportato al prezzo di vendita; la “foglia” per segnalare le aziende che aderiscono al progetto green; la “torre” per il virtus loci che segnala luoghi o siti di valore storico, artistico o ambientale in cui risiede l’azienda; la “chiave” per il vino passepartout che è una referenza preziosa per la carte dei vini perché è quello che si dimostra molto versatile negli abbinamenti. Poi ci sono le viti, con le quattro viti per segnalare i vini di eccellente profilo stilistico e organolettico.
Ad illustrare le tre nuove segnalazioni presenti in guida, ci hanno pensato Andrea Margaritelli (Presidente dell’Istituto nazionale di architettura e brand manager di Listone Giordano); Patrizia Lusi (Presidente nazionale dell’Associazione dei paesaggi rurali di interesse storico, Pris) per l’icona della torre identifica la Virtus Loci; poi la chiave a rappresentare il Vino Passepartout, descritta da Alessandra Dal Monte (Food editor di Cook). E, infine, l’intervento di Luciano Ferraro, vice direttore del Corriere della Sera, che ha scritto l’introduzione delle regioni, incalzando lo scrittore del luogo, affinchè esprimesse la propria opinione sul territorio dove è nato. Sono venuti fuori racconti piacevoli, intensi, capaci di spingere il lettore a conoscere meglio le ricchezze della propria terra. Originale l’idea di consegnare il tastevin alle 22 aziende selezionate, presentandole a raggruppamento in suggestive categorie per esaltare ulteriormente l’originalità delle produzioni. E, quindi, “vini della fede” (Campania, Emilia, Trentino); “vini delle donne” (Abruzzo, Calabria, Puglia); “vini delle cooperative” (Marche e Sardegna), “vini dedicati” (Lombardia, Sicilia, Veneto); “vini d’acciaio” (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche); “gli aneddoti” (Lazio e Piemonte); “a spasso nel tempo” (Alto Adige, Molise, Toscana); “gli ornitologici” (Basilicata, Romagna, Umbria).
“Abbiamo scelto il paesaggio come tema dell’edizione 2024 di Vitae: un’edizione importante poiché segna i primi dieci anni della nostra pubblicazione – ha spiegato il presidente nazionale Camilli -. Abbiamo voluto invitare i nostri lettori a intraprendere un viaggio, fisico e sentimentale, nei tanti luoghi d’Italia dove un filare diventa sinonimo di bellezza e umanità”.