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Lug

on 29 Luglio 2010. Pubblicato in Numero 176 del 29/07/2010

L’INTERVISTA

Da cento giorni assessore regionale all’Agricoltura, Michele Trematerra punta al rilancio del comparto agroalimentare. “Pronti a investire oltre un miliardo di euro”

“La mia missione
per la Calabria”

Da appena cento giorni assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, Michele Trematerra non perde tempo e schiera in campo forze e risorse per rilanciare il comparto agroalimentare. Un miliardo e quarantanove milioni di euro è la cifra dei fondi comunitari del Psr. Fino ad ora rimasti nel casse della Regione andranno investiti con un piano che agevolerà gli imprenditori preparandoli al confronto con il mercato globale. In questa intervista le linee guida dettate dal neo assessore. Tutte convergenti verso un'unica meta: fare sistema attraverso la filiera.

Da cento giorni alla guida dell'assessorato come sta andando?
“C'è tanto lavoro, tanto approfondimento da fare con la consapevolezza che ci muoviamo in un settore strategico per la Calabria. C'è la crisi economica che non riguarda solo questo settore, però, per quello che rappresenta, ancora di più si fa pressante l'urgenza di impegnarsi e lavorare, si deve fare di tutto per uscire da questa fase e mobilitare le risorse”.

Parla delle risorse del Psr? Sono arrivate?
“I fondi ci sono, solo che non sono stati investiti. Si tratta di un miliardo e quarantanove milioni di euro. Li investiremo secondo i criteri dettati dal programma operativo. Diverse sono le tipologie di intervento previste: una parte andrà all'agricoltura, una destinata agli investimenti nelle infrastrutture, un'altra alla formazione”.

Il comparto come sta?
“Si sta soffrendo molto, ma come stanno soffrendo altri settori. Nonostante questo ci sono persone che sono riuscite ad arrivare ad ottenere i risultati anche senza contributo della politica. Adesso la politica deve stare vicino a questi imprenditori. Sono andati avanti senza sostegno immaginiamo cosa possano fare adesso con una politica attenta ai loro bisogni”.

C'è una produzione in particolare che può fare da traino per il comparto?
“Non una, ma tante. A partire dal vino. È presente in Calabria da circa 3000 anni, rappresenta la nostra, cultura, tradizione e storia. I nostri vini hanno raggiunto un livello tale di eccellenza da posizionarsi nei mercati regionali e non. Per non parlare dell'olio che ha caratteristiche ineguagliabili più sul piano della qualità e sta trovando molto spazio. Abbiamo il bergamotto, le clementine, i formaggi. Tanti prodotti che solo questo basta per fronteggiare la concorrenza. Abbiamo tutte le carte in regola, adesso possiamo misurarci sulla qualità e puntare sulla promozione”.

E gli imprenditori calabresi? Ponti per fare sistema?
“Il piano di sviluppo rurale prevede misure per le filiere. E' questo il sistema per fare stare insieme gli imprenditori, è un modo per mettere in rete i diversi stadi della produzione, trasformazione e commercializzazione. Fare sistema è un'esigenza ed una grande opportunità”.

Ma in passato cosa è che non è andato?
“Guardiamo al futuro. E' sempre facile col senno del poi giudicare le scelte del passato e affermare che sono state sbagliate. Preferisco guardare avanti”.

Come lo vede allora il futuro?
“Sono realista, mi rendo conto che c' un mercato globale e che bisogna sapere aggredire, avendo cura dei format e maturando le capacità di presentare la qualità dei nostri prodotti. La sola caratteristica su cui far leva, dato che non possiamo produrre in quantità vista la piccola estensione della nostra regione. Se c'è un economia che funziona questa farà da traino per tutte le altre aziende. Al di là della crisi saremo pronti”.

A tal proposito, ha trovato una squadra all'altezza?
“Non è necessario che in una squadra ci vogliano undici fuori classe per fare una partita. Per vincerla basta essere tutti affiatati, è importante motivare il gruppo. Cerco infatti di motivare i dirigenti, che ho trovati tutti capaci e concordi nel lavorare nella stessa direzione. Il mio intendimento è quello di andare avanti tutti insieme verso la direzione su cui sto costruendo il mio mandato”.

Manuela Laiacona


 

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