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L'azienda

Cantina Antonelli, non solo Sagrantino: “Il nostro Trebbiano spoletino affinato in anfore”

24 Marzo 2025
Filippo Antonelli con le figlie Irene e Livia Filippo Antonelli con le figlie Irene e Livia

Osservando l’entusiasmo delle giovanissime Irene e Livia Antonelli nel presentare la degustazione organizzata a Milano presso la Trattoria del Nuovo Macello, viene da dire che la scelta del padre Filippo di interrompere quattro generazioni di avvocati per fare il vignaiolo è stata quella giusta. E’ il 1986 quando Filippo Antonelli sceglie di dedicarsi alla cura dell’azienda di proprietà del Vescovo di Spoleto, acquistata nel 1883 dall’avvocato Francesco Antonelli che, però, non trascurò l’attività forense. Con tutto ciò, avviò una trasformazione radicale delle vigne, al punto da svolgere un ruolo fondamentale nella crescita dell’intero territorio di Montefalco. Impegno che proseguiranno i suoi eredi, anche loro alternando l’attività forense con la cura delle vigne, tanto da farne un’azienda modello e, contestualmente, svolgere un ruolo importante per arrivare al punto di svolta del 1979, quando Montefalco ottiene la doc.

E’, ormai, il decollo definitivo del Sagrantino e la Cantina di Antonelli diviene l’esempio di come un’azienda può essere l’espressione della sua terra e della sua comunità. Sette anni dopo la doc arriva Filippo e questo legame azienda-territorio diviene sempre più solido anche perché l’Antonelli vignaiolo a tempo pieno, contribuisce a raggiungere un altro traguardo, quando, nel 1992, il Sagrantino ottiene il prestigioso riconoscimento della dodicesima Docg in Italia. E’ il decollo definitivo del Sagrantino, vitigno autoctono di Montefalco, che viene sottoposto ad un rigoroso processo di zonazione al fine di esaltare appieno le sottili sfumature che si notano dalle diverse annate e dalle posizioni specifiche dei vigneti. Non solo attraverso i due cru, Chiusa di Pannone Montefalco Sagrantino Docg e Molino dell’Attone Montefalco Sagrantino Docg, che emergono da vigne differenti in esposizione e conformazione del terreno, ma anche con il classico Montefalco Sagrantino Docg. Per quest’ultimo, vengono selezionate di anno in anno le migliori parcelle dei vigneti. Un approccio simile è applicato al Trebbiano Spoletino, vitigno per anni dimenticato e che recentemente è stato riscoperto, offrendo alla zona di Montefalco la possibilità di produrre vini bianchi dalla lunga e interessante prospettiva, accanto ai rinomati rossi.

Questo vitigno si rivela versatile e sorprendente nei risultati ottenuti attraverso diverse tecniche di vinificazione e affinamento. Con Vigna Tonda, un vino composto al 100% da Trebbiano Spoletino, Antonelli ha recentemente testato l’utilizzo di anfore, sia di ceramica sia di terracotta. Invece a completare la gamma di vitigni a bacca rossa, c’è il Sangiovese e altre varietà tipiche del centro Italia, fondamentali per la creazione dell’uvaggio del Montefalco Rosso Doc e della sua versione riserva. Per quanto riguarda i bianchi, il Grechetto gioca un ruolo chiave. Tant’è che nel corso degli anni la Cantina Antonelli ha dedicato energie all’esplorazione e alla sperimentazione, presentando all’appassionato vini come Contrario Umbria Rosso Igt, Trebbiano Spoletino Spumante Spoleto Doc Metodo Classico e Vigna Tonda Trebbiano Spoletino Spoleto Doc. Così si rivolgono anche a consumatori alla ricerca di prodotti che bilancino sapientemente innovazione e rispetto per la varietà. Il Sagrantino con la sua complessità è destinato ad un pubblico capace di apprezzare un prodotto che può presentare sfide alla prima degustazione. I vini bianchi, in particolare il Trebbiano Spoletino, mirano a cambiare la percezione di Montefalco, solitamente associata ai rossi, e a far emergere il suo nome anche in relazione a una varietà bianca riscoperta nell’ultimo decennio.

Da rammentare, inoltre, che la Cantina Antonelli è impegnata nella promozione delle iniziative locali e nell’enoturismo. Il bosco “Macchione”, amato dalla famiglia, è uno dei polmoni verdi del territorio, aperto a tutti per esplorare sentieri e radure. La cantina ha ottenuto la certificazione biologica nel 2012, confermando il suo impegno per pratiche agricole sostenibili. Aperta al pubblico ogni giorno, la Cantina offre degustazioni, visite guidate, lezioni di cucina ed esperienze uniche immerse nella tradizione umbra, come la caccia al tartufo nero e bianco e il progetto “Cucina in Cantina”, guidato dalla cuoca e giornalista australiana Wendy Aulsebrook. Con progetti futuri che includono la prossima apertura dell’agriturismo Casale Satriano con quindici camere, l’azienda mira a condividere la sua autentica ospitalità con un pubblico sempre più ampio. La produzione ha superato la 400.000 bottiglie, con un export del 20 %.

I VINI DEGUSTATI

Questi i vini degustati a Milano:

Trebbiano Spoletino Metodo Classico Spoleto doc 2020
Trebbiano Spoletino in purezza per questo elegante spumante che nel calice si presenta con un bel colore giallo paglierino intenso e un profilo olfattivo con prevalenza di profumi fruttati e floreali, tra mandorla, biancospino e cedro che si fondono ad un sottofondo leggermente speziato. In bocca è secco, morbido, una bella acidità che sostiene l’ottima persistenza e ne fa davvero un grande vino e, oltretutto, adatto a molteplici abbinamenti tra prosciutto crudo, primi piatti strutturati, risotto allo zafferano.

Trebium Trebbiano Spoletino Spoleto doc 2023
Solo recentemente riscoperto in modo diffuso, il trebbiano spoletino è vitigno che appartiene al territorio compreso tra Montefalco e Spoleto da tempo immemore. Si tratta di una varietà che in realtà è molto diverso dal ben più famoso trebbiano toscano e che regala vini inconfondibili per l’accennato carattere aromatico e per la spiccata acidità. In particolare, il Trebbiano Spoletino di Antonelli è vino che spicca per profondità ed eleganza.

Vigna Tonda Spoleto doc 2022
Davvero un grande vino questo Trebbiano spoletino in purezza che fermenta in contenitori di terracotta, dove rimane per 9 mesi prima di essere imbottigliato. Il colore è tra il paglierino e l’oro. Bouquet intenso con persistenti profumi fruttati e floreali con diverse sfumature e una leggera nuance più speziata. All’assaggio è di buon corpo, caratterizzato da un sorso sapido e da una bella acidità che rende ancora più fresca la beva. Vino da consumare con crudità di pesce, primi e secondi piatti di pesce ma, anche, carne bianca.

Montefalco rosso riserva 2020
Vino prodotto solo nelle migliori annate di uve Sangiovese (80%) e 20 % di Sagrantino che matura per 18 mesi in grandi botti di rovere e affinato con 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino carico. Impatto olfattivo molto intenso e complesso con sentori fruttati, floreali e speziati. Al gusto è strutturato ed elegante, dotato di una notevole persistenza gusto-olfattiva. Ottimo con primi piatti saporiti, carni alla griglia, arrosti, formaggi stagionati a pasta dura. Raggiunge la piena maturità dopo 4-5 anni dalla vendemmia ed è in grado di affinarsi in bottiglia per oltre 15 anni. E’ stato prodotto la prima volta nel 1998.

Chiusa di Pannone Montefalco Sagrantino docg 2018
Per “chiusa” si intendeva un oliveto spesso delimitato da muretti in pietra. Anche la Chiusa di Pannone lo era, mentre oggi è la singola vigna usata in esclusiva per l’omonimo vino, cioè Sagrantino 100% da selezione massale dell’azienda che lo ha prodotto la prima volta nel 2003. E’ un vino che matura per almeno 30 mesi in botti di rovere prevalentemente grandi. Prima dell’imbottigliamento sosta in vasche di cemento per alcuni mesi. Di colore rosso rubino intenso e olfatto ricco e potente caratterizzato da note di frutta ed erbe aromatiche, tra agrumi, ciliegia, frutti di bosco, menta e origano. Al palato è un vino molto strutturato, con un tannino deciso e integrato. Accompagna grigliate ed arrosti, carni rosse brasate o stufate, cacciagione e formaggi a pasta dura stravecchi. Vino che si esprime al meglio dopo un lungo affinamento in bottiglia. Infatti, raggiunge la piena maturità dopo 10-15 anni dalla vendemmia ed è in grado di affinarsi in bottiglia per oltre 30 anni.

Molino dell’Attone Montefalco Sagrantino docg 2019
Uva sagrantino in purezza vendemmiata a fine ottobre nell’omonimo vigneto che si estende per 0,50 ettari. Matura in carati di rovere da 5 ettolitri per oltre 3 anni; assemblaggio; in bottiglia per almeno un anno. Il colore è rosso rubino intenso, con olfatto caratterizzato da note di frutta ed erbe aromatiche, dove spiccano agrumi, ciliegia, frutti di bosco, menta e origano. Al palato è un vino molto fine e strutturato, con un tannino deciso e integrato. Vino che si esprime al meglio con un lungo affinamento in bottiglia. Accompagna grigliate ed arrosti, carni rosse brasate o stufate, cacciagione e formaggi a pasta dura stravecchi. E’ un vino che raggiunge la piena maturità dopo 10-15 anni dalla vendemmia ed è in grado di affinarsi in bottiglia per oltre 30 anni.

Montefalco Sagrantino docg passito 2020
L’uva Sagrantino viene fatta appassire sui graticci per due mesi. Fermentazione e macerazione avvengono a bassa temperatura e matura in grandi botti di rovere per almeno un anno; affina a lungo in bottiglia. Il colore è rosso rubino tendente al granato. All’olfatto è ricco e complesso, con note di ciliegia sotto spirito, confettura di frutti di bosco, buccia di agrumi canditi e spezie. Al gusto è un vino sorprendente, dove l’ingresso dolce lascia il posto ad un finale fresco con persistenza delle sensazioni aromatiche avvertite all’olfatto. Ottimo con crostate di frutta rossa, pasticceria secca, cioccolata gianduia, formaggi.

Antonelli San Marco
Località San Marco, 60 – Montefalco (PG)
T. 0742.379158
www.antonellisanmarco.it
info@antonellisanmarco.it