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25
Ott

Glifosato, autorizzazione per soli sette anni? La commissione europea decide

on 25 Ottobre 2017. Pubblicato in Scenari

Un rinnovo dell'autorizzazione del glifosato di 5-7 anni anziché dei 10 inizialmente previsti, per tenere almeno parzialmente conto della posizione dell'Europarlamento, che lo vorrebbe invece eliminare gradualmente nell'arco di 5 anni. 

E' la proposta che farà la Commissione europea ai 28 sul controverso erbicida in base alla decisione del Collegio dei commissari, che modifica la precedente posizione dell'esecutivo dell'Unione Europea. Il cambio di rotta è avvenuto "in considerazione del voto dell'Europarlamento e delle conoscenze scientifiche a livello europeo e internazionale", ha spiegato il portavoce della Commissione Margaritis Schinas. Poche ore prima dell'annuncio, infatti, l'Europarlamento aveva approvato, con 355 voti a favore e 204 contrari, una risoluzione non vincolante che chiedeva di non rinnovare la licenza del glifosato, che scade nel dicembre 2017, e di eliminare gradualmente l'utilizzo del prodotto nell'Unione europea entro la fine del 2022. "Si tratta di un importante cambiamento - ha sottolineato in merito Greenpeace Europa - il voto è per il divieto, nel 2016 il Parlamento aveva votato per una licenza di sette anni". "Il Parlamento europeo non ha colto la richiesta che viene dalla società", ha invece criticato la coalizione "Stopglifosato", che raccoglie 45 associazioni italiane che si sono schierate contro l'utilizzo dell'erbicida. In Italia, in seguito al recepimento di una decisione dell'Unione europea dell'estate 2016, "esistono già divieti", ricorda però Coldiretti, che ora chiede di applicare i medesimi criteri per le importazioni di alimenti. Il rinnovo di cinque o sette anni che propone la Commissione europea è però diverso dall'eliminazione graduale in cinque anni che vorrebbe il Parlamento.

E probabilmente a colmare la distanza tra i due concetti non basterà il voto di domani, in quanto questo è per sua natura limitato alla licenza della sostanza. Domani Bruxelles potrebbe quindi ottenere già una maggioranza qualificata a favore della sua bozza di decisione. Se così non fosse, però, avrebbe altre due opzioni. Presentare una nuova proposta, oppure decidere di andare in appello con quella bocciata. Se anche il comitato d'appello non esprimesse la maggioranza necessaria, come spesso accade su questioni controverse come già avvenne con gli ogm, la Commissione potrebbe agire in autonomia autorizzando il rinnovo. Ma questa è un'eventualità che il presidente dell'esecutivo Ue Jean-Claude Juncker ha ripetuto più volte di non voler neanche prendere in considerazione.

C.d.G.

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