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Cibo e dintorni

A Torino chiude lo stellato Magorabin. Trentini: “Il fine dining non è più sostenibile”

19 Febbraio 2025
Marcello Trentini Marcello Trentini

Il 2025 continua a essere l’anno delle chiusure di grandi ristoranti fine dining. E così dopo Accursio a Modica, in provincia di Ragusa (leggi qui), il nuovo progetto di Floriano Pellegrino e Isabella Potì che hanno chiuso il loro Bros di Lecce (leggi qui) e Felice Lo Basso a Milano, chiude anche a Torino Magorabin. 

Dopo 22 anni e una Stella Michelin, Marcello Trentini, si concentra sul bistrot e mette la parola fine al ristorante. 

Adesso Trentini vuole puntare tutto su Casa Mago. “Cari amici reali e virtuali – scrive su Facebook – con il 22esimo compleanno del nostro amato Magorabin, sono ad annunciarvi la chiusura definitiva del ristorante. Prima che haters e tifosi si scatenino, uso questo canale per raccontarvi la mia versione. Al netto delle illazioni e delle presunte certezze che alcuni vogliono leggere come verità, le ragioni della mia decisione hanno radici profonde. Sicuramente l’uscita dalla brigata di un sous chef non è tra quelle”.

Poi la spiegazione: “Che la ristorazione definita fine dining, per come è stata concepita nell’era contemporanea, non sia più sostenibile (se si escludono alcune eccezioni) lo sanno ormai anche i sassi e mi sembra superfluo ribadire che senza catering, consulenze, branding, etc.. nessuno può stare felice. Ma noi abbiamo inseguito il solito vecchio sogno di fare bene , anche da indipendenti. Purtroppo,però, non funziona così… e chi dice il contrario mente, sapendo di farlo. Chi mi conosce bene sa che, col passare del tempo, mi sono gradualmente innamorato di un tipo di ristorante più Smart che io definisco Funky. Locali laici dove musica, belle vibe, vino e cibo divertente lasciano spazio alla libertà di interpretazione della serata. Starò lontano mille miglia dalle polemiche sul presunto stato di salute del mondo gourmet, un can can che non appartiene a chi, come me, ha un’anima punk rock e quindi ognuno faccia quello che vuole. La stella Michelin l’ho desiderata, fortemente voluta, conquistata e portata tatuata sulla pelle con grande piacere per ben 13 anni. È stato un riconoscimento al nostro amore per la filosofia dell’ accoglienza e dí sicuro non la rinnegheremo. Da alcuni anni a questa parte, però, ho deciso che il mio tempo, gli affetti, la qualità della vita sarebbero diventati una mia priorità e le regole non scritte della ristorazione gastronomica non mi appartenevano più. Tutto qui… nulla di più”.

E l’invito: “Chi si sentisse orfano della mia cucina potrà ritrovare i miei piatti surf’n’turf a casamago, il bistro nato 6 anni fa sulle ceneri del vecchio mago dove tutto ebbe inizio. Ho tagliato i dread, la barba e’ un po’ più bianca, ho tolto la giacca da chef e l’ho sostituita con maglietta e grembiule, ma non ho mai smesso di cucinare con cuore e pancia. Rock’n’roll”.