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09
Apr

Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino traino dei vini della Campania: l'Irpinia fa rete

on 09 Aprile 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vinitaly 2019

Promozione col segno più per l’Irpinia del vino, che a Vinitaly si presenta compatta (90 espositori - di cui 83 cantine, 3 produttori di liquori e distillati,  3 consorzi ed una rete d’impresa), forte di una produzione che sfiora i 10 milioni di bottiglie, di un export stabilmente a doppia cifra (quasi 18 milioni di euro in valore nel 2018) e di un nuovo brand che per tutto il 2019 unirà le eccellenze del territorio proprio per fare breccia nei mercati di tutto il mondo. 

Con Irpinia goccia a goccia infatti la filiera agroalimentare, capitanata dal vino, è pronta a raccogliere la sfida dell’internazionalizzazione, ponendo l’accento sul proprio terroir che, non a caso, rappresenta un unicum nel Sud Italia. A fare da traino, naturalmente, tre delle massime espressioni della millenaria vitivinicoltura della provincia di Avellino: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino, che insieme coprono il 76% di tutta la produzione enologica di qualità dell’Irpinia, con quasi 52 mila ettolitri. Ma tra i protagonisti della "marcia" irpina ci sono anche i siti d’interesse storico-culturale, i parchi naturalistici e una ricca proposta gastronomica, tra formaggi, salumi e olio extravergine di oliva. Un prodotto, quest’ultimo, che grazie a esempi di pregio come la Dop Irpinia Colline dell’Ufita, sta riscuotendo crescenti consensi dentro e fuori dai confini nazionali, tanto da essere inserito nella nuova edizione della Guida delle Cantine, presentata ieri sera a Palazzo Giusti di Verona, nel corso della serata-evento "Irpinia Wine Night", organizzata dalla Camera di Commercio di Avellino e con la partecipazione straordinaria dello chef stellato Andrea Aprea e del volto Rai, Veronica Maya.

Come ormai da tradizione, il volume fornisce una panoramica completa sulle aziende vitivinicole presenti nel territorio e sulle evoluzioni produttive, trainate dalle Docg irpine e attraversate, nel contempo, da un significativo fenomeno di ricambio generazionale registrato in vigna negli ultimi anni. Ma quest’anno si presenta con un look rinnovato, un nuovo titolo (Irpinia goccia a goccia) e la nuova sezione dedicata ai frantoi e ai produttori di olio extravergine di oliva, presenti in modo diffuso nella provincia di Avellino e ormai veri ambasciatori della Dop Irpinia Colline dell’Ufita, ricavata dalla varietà Ravece, oggi simbolo dello sviluppo dell’olivicoltura di qualità nell’area. “Quella dell’Irpinia per il 2019 – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Avellino, Oreste La Stella – è una strada che va oltre i campanilismi. Abbiamo infatti scelto di puntare tutti insieme sulle numerose risorse del territorio, facendo rete con i diversi attori del territorio e presentandoci da Vinitaly in avanti sotto un unico brand. Ciò al fine di rafforzare la nostra attrattività a livello nazionale e internazionale e dare ulteriore slancio al turismo locale che ancora oggi ha tanto da esprimere. Guardiamo naturalmente al vino come principale locomotiva di questa spinta, ma è arrivato il momento di fare leva anche sulle risorse paesaggistiche, sul patrimonio gastronomico e sulla ricchezza artistico-culturale che contraddistinguono il nostro territorio. E per farlo, il gioco di squadra e la messa a sistema sono le uniche soluzioni in grado di rendere vincente questa strategia”. 

E’ stata, ad esempio, una best practice di unione d’intenti il grande incontro-degustazione andato in scena oggi a Piazza Irpinia, subito dopo il tasting di apertura dedicato ai due bianchi Docg dell’Irpinia (Fiano di Avellino e Greco di Tufo). Sotto i riflettori, un’interessante carrellata di eccellenze, tra aziende vitivincole e prodotti tipici, raccontati e degustati davanti ad una folta platea: GB Agricola e Caseificio del Principato - Montoro; Caseificio D&D di Calitri; Prosciuttificio Giovanniello Sturno; Salumificio Biancaniello – Torella dei Lombardi; Az. Agr. Giaquinto; Italcastagne srl; Pasticceria Vignola – Solofra; Dolciarte Pasticceria; Tenuta Cavalier Pepe; Antico Castello; Donnachiara; Oleificio Fam; Oleificio Fontana Madonna. E rimanendo sul tema del turismo, è stato un viaggio visivo, olfattivo e gustativo quello proposto dal Consorzio dei Produttori Vitivinicoli, che ha curato una serie di degustazioni comparative tra esempi del Nord e Sud Italia per conoscere i fattori che determinano un vino, dal vitigno al territorio, passando per la tecnica.

C.d.G.

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