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13
Ott

Un’analisi dei Tre bicchieri: gli ultimi 4 anni a confronto e c’è pochissimo Sud

on 13 Ottobre 2011. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La guida

di Giovanni Paternò

Vignaioli, enologi, enotecari, appassionati, buongustai, astemi smettetela di dire che in Sicilia si fanno tanti ottimi vini. Non ne capite o non ne volete capire niente.

La verità è che in Sicilia di vini da lodare o da ricordare ce ne sono veramente pochi. Aprite gli occhi, oltre che il naso e la bocca, documentatevi e scoprirete la cruda realtà. Poi se avete poco tempo vi basta leggere la guida “Vini d'Italia 2012” by Gambero Rosso. Hanno premiato con i “tre bicchieri” solo 16 vini siciliani. Per capire cosa possa significare bisogna confrontarli con i premiati delle altre regioni, e lì ci sarebbe tanto, ma tanto da riflettere e discutere.
Lasciando stare i mitici Piemonte e Toscana, colpisce il fatto che l'Alto Adige e il Friuli, regioni che hanno meno superficie vitata della sola provincia di Trapani, surclassino la nostra isola, e di molto. Se si scende poi nella disamina dei vini premiati si nota che il vitigno che gode di maggiore successo è il sangiovese, nelle sue varie salse.
Ma abbiamo voluto portarci avanti, anzi indietro, col lavoro e abbiamo riportato le classifiche degli ultimi quattro anni per poter studiare le evoluzioni, almeno secondo il Gambero. La Sicilia è stazionaria, le nostre cantine, dalle più vecchie alle più nuove, hanno riposato sugli allori.

Regione

2009

2010

2011

2012

Piemonte

71

84

81

72

Valle d'Aosta

4

6

6

5

Lombardia

15

18

21

18

Trentino

7

11

9

9

Alto Adige

26

24

27

25

Veneto

31

34

35

35

Friuli-Venezia Giulia

31

31

31

26

Liguria

2

6

7

5

Emilia-Romagna

9

14

13

15

Toscana

49

38

69

69

Umbria

8

9

9

9

Marche

15

15

17

18

Lazio

2

3

3

4

Abruzzo

12

13

13

11

Molise

1

1

1

1

Campania

16

16

19

17

Puglia

7

12

10

10

Basilicata

3

3

3

3

Calabria

2

2

2

2

Sicilia

17

18

15

16

Sardegna 

12

11

11

13

totale

340

369

402

383

Nonostante i nostri terreni, il clima, l'ampiezza altitudinale, la scienza dei tanti agronomi ed enologi, molti di grande fama, non riusciamo a prendere il largo nelle valutazioni (sempre by Gambero e non solo). Fa anche riflettere che Molise, Calabria e Basilicata siano costantemente ferme rispettivamente ad 1, 2 e 3 vini d'eccellenza. E' il profondo sud che non sa evolversi o è il nord che non lo considera?
Se poi consideriamo la guida dei vini de L'Espresso, non c'è solo da piangere o da suicidarsi ma da fare una insurrezione: solo 10 vini hanno la massima valutazione e di questi ben 5 sono dolci! Per capirci di più le Marche e la Campania enumerano 9 vini solo tra bianchi e rossi.
Potremmo continuare all'infinito con le considerazioni e le riflessioni; ma ci fermiamo alla crudezza dei numeri lasciando ai lettori i commenti.
Per fortuna i consumatori sono più colti ed intenditori di quanto possa temersi ed in pratica non leggono molto le varie guide sui vini. Se il marchio Sicilia gode ancora di un buon successo e ottima popolarità vorrà significare qualcosa. A quanto pare il vino siciliano viene apprezzato, forse per il suo equilibrio, per la piacevolezza che dà, per il buon rapporto qualità/prezzo, guide permettendo.

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Commenti  

 
0 #1 Carlo Merolli 2011-10-13 11:23 Basterebbe mettere in tabella: origine geografica dei recensori, loro formazione enologica, sede della case editrici, numero di viaggi di visita a produttori a sud di Roma, numero delle copie delle guide vendute a sud di Roma. La risposta, credo, verrebbe da sola. Poi ci sono anche altri parametri, sicuramente, come la capacitá commerciale dei tanti ottimi produttori, la "smania" a farsi vedere o non farsi vedere, le lingue parlate etc. Poi sarebbe simpatico anche confrontare il numero di produttori siciliani con il numero di produttori piemontesi e toscani. Insomma, la risposta é nei numeri. Citazione
 
 
0 #2 massimiliano 2011-10-13 13:05 Daniele Cernilli non è più il curatore della Guida dei Vini del Gambero Rosso .

una sola considerazione, non vedo assolutamente il nesso tra superfice vitata e vino di qualità. Ad esempio il vigneto da dove nasce il Romanée-Conti misura poco meno di due ettari.
Citazione
 
 
0 #3 Marilena Barbera 2011-10-13 13:26 Da settimane non si parla d’altro: l’anteprima della Guida X, i premiati della Guida Y, stelle, forchette, chiocciole, bicchieri, bottiglie, grappoli ed altri soprammobili affollano comunicati stampa, bacheche di facebook, articoli e blog di mezza Italia.
E all’estero? I punteggi di Parker e Spectator sono confinati agli shelf-talkers, alle selezioni dei monopoli ed a qualche trattativa nei grossi liquor stores. C’è da pensare.

Pensiamo alla proporzione tra i premiati delle Guide: quante sono le piccole aziende rispetto alle grandi? Quante le storiche rispetto alle più giovani? E soprattutto: qual è lo spazio di ogni Regione?

Salvo poche eccezioni, lo spazio editoriale non varia molto, al di là dalle annate o delle aziende. Mi viene da pensare: al di là del fatto che tutti i vini premiati siano ottimi e meritevoli, è possibile che sia il peso di ciascuna Regione ad influenzare lo spazio editoriale e non soltanto la quantità di vini ottimi e meritevoli presentati ogni anno?

E’ pensabile che la Sicilia abbia sempre e soltanto quel dato numero di pagine? E’ plausibile che fino a 5 anni fa il vino buono si faceva solo a Trapani, Palermo o Agrigento mentre oggi il vino buono si fa quasi solo sull’Etna? E quelle aziende della Sicilia occidentale che furoreggiavano fino a pochi anni fa, che fine hanno fatto?

Il discorso è lungo. Forse il problema principale della Sicilia è che non ha mai fatto un lavoro serio sui territori e le identità, puntando sui marchi. I marchi forti sono sempre stati premiati, e continuano ad esserlo. Adesso, fortunatamente, i territori che stanno lavorando sull’identità iniziano a gratticchiare qualche posizione, ma pur sempre nei limiti dello spazio editoriale assegnato alla nostra Regione.
E concludo, che già ho parlato assai. Solo una volta, molti anni fa, uno dei nostri vini è stato premiato da una Guida. Dal momento che la nostra qualità complessiva è cresciuta nel tempo, e non diminuita, sono portata a credere che quello fu uno sbaglio.
Citazione
 

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