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03
Set

Dieci milioni di euro per chi investe nel biologico

on 03 Settembre 2011. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il bando

Dieci milioni di euro per l’agricoltura siciliana. E’ quanto è stato stanziato dal Ministero delle Politiche agricole e a darne notizia è lo stesso ministro, Saverio Romano (nella foto).

“Abbiamo stanziato dieci milioni di euro per un bando sull’agricoltura biologica che uscirà nelle prossime settimane”. Un bando che punterà ai giovani: “Intendiamo favorire i giovani imprenditori che si vogliono avvicinare all’agricoltura e lo vogliono fare partendo dal biologico”, ha affermato Romano, intervenuto al dibattito su “I prodotti agroalimentari biologici ed ecologici tipici siciliani”, aperto dal presidente della LUP, Pierluigi Matta. Il dibattito ha visto protagonisti anche i sindaci del territorio dei Monti Sicani, mentre a seguire si è svolta una riflessione sulla crisi globale e sui capitali da rivalutare nei settori dell’agricoltura, della pastorizia, della pesca, del turismo culturale e sostenibile condotta da Giacomo Greco, direttore generale della LUP. Sul palco anche il vicesindaco del Comune di Palermo, Pippo Enea, e Adelfio Elio Cardinale, presidente del Cerisdi e della III International Summer School. Al tavolo dei relatori si sono infine il deputato all’Ars Carmelo Incardona e l’eurodeputato Giovanni La Via, oltre a numerosi rappresentanti del mondo produttivo siciliano ed esponenti della cultura locale e regionale. Secondo i dati del Ministero per le Politiche agricole presentati a Filaga da Saverio Romano, la Sicilia si conferma per il secondo anno consecutivo leader nelle coltivazioni biologiche. Aumentano, infatti, il numero di operatori impegnati nel settore e la superficie convertita alla produzione ecologica. I numeri: gli imprenditori agrari sono in tutto 8.311 (tra produttori e preparatori), dato che fa registrare un incremento del 12,1 per cento rispetto a quelli elaborati nel 2010. La Sicilia inoltre precede la Calabria che con 6.749 operatori si piazza al secondo posto fra le regioni italiane, che complessivamente fanno registrare 47.663 addetti ai lavori. C’è di più: 225.693 sono gli ettari di superficie siciliana coltivata con prodotti biologici, dato che è superiore a quello dell’anno precedente del 9,3 per cento. A seguire la Puglia, con 137.721 ettari. Il dato italiano è nel complesso di un milione e 113.742 ettari coltivati con questo sistema. Per sostenere le aziende agricole a sviluppare le infrastrutture, il ministero ha in programma un altro piano. “Nonostante la crisi, l’agricoltura è l’unico comparto con un trend di crescita, ma questo non basta, perché nel Mezzogiorno sono evidenti deficit infrastrutturali che non consentono alle imprese agricole di avere un equilibrio di bilancio. – ha aggiunto Romano – Occorre stimolare, quindi, anche le Regioni a spendere i fondi messi a disposizione col piano di sviluppo rurale. Perciò, con l’Ismea abbiamo sviluppato un’iniziativa che, insieme al fondo di garanzia, consenta di evitare che si perdano i fondi comunitari al termine della scadenza imposta dalla comunità europea”. Un’attenzione particolare è stata rivolta a fine serata al marketing dei prodotti agroalimentari del territorio, con un’esposizione dei prodotti tipici dei Monti Sicani offerti poi alla degustazione dei partecipanti al termine della manifestazione.

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Commenti  

 
0 #1 Filippi Mattia 2011-09-05 18:29 Buongiorno,
Vi scrivo in merito a questi nuovi (ennesimi) contributi per chi investe nel biologico.
Premetto che sono un tifoso del Bio e del Biodinamico e vorrei contestualizzar e e circoscrivere le mie considerazioni all\'interno del mondo del vino e dell\'uva.
In Sicilia siamo reduci da campagne di \"pseudo-aiuti\" che hanno incentivato vocazioni imprenditoriali e direzionato investimenti e interventi viticoli molteplici, e fino a qui, questa gestione in agricoltura potrebbe avere anche un \"nonsochè\" di nobile.
Ma il risultato reale e soprattutto territoriale di tale filosofia di aiuto non lo riesco a vedere, mi sforzo, ma proprio non ci riesco…figuriam oci nella viticoltura bio.
Il quesito che mi pongo oggi é: non sarebbe meglio investire un\'aliquota di questi contributi in formazione e istruzione teorico/pratica sul cos\'è il biologico e di come lo si fa?

Credo che alcune regioni viticole italiane (non faccio nomi per non essere di parte) riescano oggi a fare biologico (e non utilizzo volutamente il termine produrre, perché \"fare\" include un\'influenza territoriale e sociale che va oltre la mera produzione, e quindi tutta la collettività, e il turismo se ne avvale) dopo anni di viticoltura fatta di regole, formazione e incentivi racchiusi dentro delle linee guida che hanno portato alla qualità, anche con climi meno favorevoli di quello siciliano.
Si riuscirà in quest\'impresa? Non lo so, voglio sperare che le mie, siano critiche costruttive…
A presto

Mattia Filippi
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