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Mag

Assegnato il premio "Francesco Arrigoni" alla fondazione Francesca Pecorari Onlus

on 02 maggio 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il premio


(Francesco Arrigoni)

Chi ha inventato, voluto e sostenuto il “Premio Francesco Arrigoni” per ricordare un giornalista – scomparso nel pieno della sua vitalità, a 52 anni - impegnato nella ricerca e nella valorizzazione del settore enogastronomico, quello ai più alti livelli, ma anche alle storie delle persone che, lavorando la terra, allevando bestiame, plasmando i frutti della natura, hanno saputo rispettare le regole della vita e del mondo rurale, al quinto appuntamento del premio, ha scelto di andare oltre il tempo anche per la persona da premiare, nel senso di renderla sempre viva e presente, anche se non fisicamente, nella società e fra la gente.

E, quindi, hanno scelto di assegnare il V “Premio Francesco Arrigoni” alla “Fondazione Francesca Pecorari Onlus”, un’istituzione creata dal padre di Francesca, Alvaro Pecorari, patron dell’azienda vinicola Lis Neris di San Lorenzo Isontino, in provincia di Gorizia, per sentire sempre viva una ragazza solare e già impegnata in grandi iniziative di solidarietà, “rapita” a 21 anni da un terribile incidente stradale. Come l’indimenticato critico enogastronomico, indiscutibilmente tra i migliori allievi di Gino Veronelli, ha lasciato un vuoto a chi gli è stato vicino, anche Francesca Pecorari ha percorso la stessa strada. Infatti, rammenta Alvaro Pecorari – che il 4 maggio andrà a Sotto il Monte Giovanni XXIII per ritirare il premio -, Francesca un’attività che noi siamo orgogliosi di portare avanti. Cioè, dare un aiuto concreto a bambini e adolescenti che vivono in situazioni di disagio, finanziando diverse  opere sociali attraverso la vendita del vino, così come voleva la solare Francesca. Si tratta di un vino che non esisteva, tranne che le vigne di famiglia, l’etichetta multicolore che aveva disegnato lei e un nome buono, “Fatto in paradiso”. La famiglia ha deciso di seguire la stessa via, tant’è che dal ricavato dalla vendita di questo vino, la Fondazione ha finanziato la costruzione di scuole in Myanmar, India, Uganda e continuerà a finanziarle, dove più ce n’è bisogno, in accordo con il Pime (Pontificio istituto missioni estere). 

"Fatto in paradiso" nasce, tecnicamente, da uve Riesling e Sauvignon. Umanamente nasce dall’amore, dal dolore della perdita, dal desiderio di rivedere il sorriso di Francesca in tanti volti di bambini, dalla sensibilità ai mille mali del mondo e dalla volontà di attenuarli. E, così, il ricordo e la memoria sono inevitabilmente legati a ciò che si è stati nella vita materiale: il giornalista per quello che ha fatto per la crescita del settore enogastronomico e la giovanissima benefattrice per la mano che ha teso – e continua a farlo attraverso la Fondazione – a chi ha veramente bisogno. La Fondazione Francesca Pecorari va ad aggiungersi ai premiati delle edizioni passate: la start up agricola Maramao, il casaro Guglielmo Locatelli, i pescatori di Lampedusa e l'associazione Libera Terra.  La cerimonia di consegna del premio si terrà il 4 maggio, alle ore 18,30, presso l'Abbazia di Fontanella a Sotto il Monte Giovanni XXIII.

Il riconoscimento – consistente in 5.000 euro: semplice, ma significativa somma, congiuntamente ad un manufatto artistico realizzato dalla scuola Ricchino di Rovato che riunisce i tre elementi pietra, pianta e cuore che simboleggiano i principi ispiratori del Premio – è destinato alle realtà impegnate in progetti dalla forte valenza etica nell'ambito dei prodotti di qualità. “Il premio vuole essere un contributo per le piccole realtà portatrici degli ideali di Francesco, giornalista di rigore nel campo dell'enogastronomia, appassionato scalatore e cittadino impegnato nel sociale” sottolinea la moglie Antonella Colleoni, punto di riferimento del Comitato che sceglie chi premiare, per perpetuarne la memoria e la filosofia di vita. A concludere la cerimonia, per chi desiderasse dare il proprio sostegno a questa iniziativa, alle ore 20, si svolgerà una cena di beneficenza (il contributo a persona è di 55 euro) sostenuta dall'associazione di cuochi bergamaschi “Ingruppo”. Il menu è stato studiato dagli ottimi cuochi e ristoratori del territorio, quali lo chef dell'agriturismo Cavril – dove si terrà la cena –, gli chef dei ristoranti Loro, Antica Osteria dei Camelì, Lio Pellegrini e del ristorante Da Vittorio. 

Michele Pizzillo


 

 
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