Banner
Banner
18
Nov

Quella "Top Hundred" di Wine Spectator e il paradosso della Sicilia del vino

on 18 November 2015. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il caso


(Bruce Sanderson, executive editor di Wine Spectator)

Ci sono ben venti vini italiani tra le cento etichette più buone del mondo. A certificarlo è Wine Spectator, la bibbia degli enofili di mezzo mondo, rivista osannata e temuta, faro per i winelover statunitensi. E non solo. 

Venti vini italiani, come potete leggere QUI, la classifica è di lunedì scorso. Su venti vini italiani, il venti per cento del mondo, la parte del leone la fa la Toscana con oltre la metà dei vini nella top hundred. Ci sono solo due rossi piemontesi, due pugliesi, un amarone (Veneto), e due etichette siciliane. Solo due. Come il Piemonte, dunque, e più del Veneto. È una suddivisione geografica che tiene conto davvero delle eccellenze enologiche del nostro Paese? Cioè, davvero Piemonte e Sicilia rappresentano rispettivamente il dieci per cento del top della produzione?

Abbiamo qualche altra domanda. Perchè a leggere tra le righe i due vini siciliani si scopre che uno è un Doc Etna, il rosso di Tenuta delle Terre Nere, la cantina di Marco de Grazia. L'altro è il Zisola il rosso della famiglia Mazzei di Castello di Fonterutoli che da una decina di anni ha scommesso sulla Sicilia orientale e ha una cantina a Noto. Coincidenza vuole che sia de Grazia che i Mazzei siano entrambi toscani. Ma per Wine Spectator i siciliani sanno produrre vino eccellente? Perchè, per quanto pochi possano apparire i vini piemontesi finiti in classifica, almeno sull'appartenenza geografica di Oddero e di Maria Tersa Mascarello non ci sono dubbi.

Altra domanda: le due etichette dell'Isola finite nella top hundred provengono dalla Sicilia orientale dove si produce una fettina esigua, in termini quantititativi, di vino. Il cuore produttivo come tutti sanno è nella Sicilia occidentale, ma Wine Spectator così ci sembra certificare che il vino più buono si fa solo nella parte orientale dell'Isola. Anche questa è una valutazione che tiene conto delle potenzialità produttive di tutta la Sicilia?

A giudicare dalle pagine di pubblicità della Doc Sicilia finite sul giornale americano la Sicilia del vino non dovrebbe risultare del tutto sconosciuta ai redattori-degustatori di WS. Perplessità lievi, per carità. Che peró vogliamo rivolgere a tutti, professionisti del settore e appassionati di vino. Una riflessione forse non farebbe male.

F.C.

 

Share

Commenti  

 
+7 #1 Giuseppe 2015-11-18 21:32 Tutt'altro che sconosciuta, ma c'è poca identità, poca personalità. E' come gareggiare in seconda marcia, col cambio rotto. Non sei mai veloce. Detto questo, basta scorrere la classifica per capire che c'è qualcosa che non va, i primi tre sono made in USA. Delle costose fotocopie, vuol dire che WS ha mancato il compito e che (forse) vende spazi pubblicitari. Quindi non funziona come giudice. Abbasso la critica USA, W quella UK. Citazione
 
 
0 #2 mario aiello 2015-11-19 05:21 Meditate gente … meditate!!!
ci vorrebbe un modo per "imporre" che gli assaggi fossero fatti alla cieca e nel più completo anonimato.
Citazione
 
 
-1 #3 Biagio 2015-11-19 09:46 Mi spiace contraddire l'autore dell'articolo, ma io non trovo nessun paradosso nel fatto che i due siciliani classificatesi nei top 100 dei vini più buoni per Wine Spectator siano prodotti in Sicilia orientale. Ormai è entrato nell'immaginario comune del mondo enologico che i vini prodotti sulla "muntagna" sono eccezionali. Lo sta a significare anche il fatto che importanti produttori della Sicilia occidentale ( Tasca d'Almerita, Firriato, Planeta, Duca di Salaparuta ecc.) si sono stabiliti anche sull'Etna e quindi…
Lo stesso vale anche per la zona dell'Eloro, divenuta meta di produttori non autoctoni, per usare un termine che ha a che vedere con l'uva.
Del resto i maggiori produttori di vino in Italia (vedi Gaja, Moretti ecc.) si sono riversati ormai da anni nei territori a grande vocazione vinicola come, per esempio, Montalcino, Bolgheri, Castagneto Carducci.
Se poi i due vini siciliani scelti sono prodotti da aziende di proprietà di toscani, beh non facciamo i malpensanti.
Di tutto ha bisogno il mondo del vino, tranne che pseudo guerre di "campanile".
Citazione
 
 
0 #4 aleph 2015-11-20 10:13 Non se ne può più di classifiche e di tromboni che disquisiscono sul vino! Ma dico abbiamo ancora bisogno di qualcuno che ci dica quale è il vino più buono? Se la cantino da soli, per favore non alimentiamo complessi di inferiorità. Il vino siciliano esprime delle eccellenze assolute, non abbiamo bisogno di questi cow boys del vino, per averne conferma.Il consumatore anche americano non se li fila per niente. Citazione
 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Articoli correlati

Siamo online da
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Publisette

Facebook Fan Box

Banner

Ultimi commenti

Area Riservata

 

Direzione, redazione
ed amministrazione:
Via Giuseppe Alessi, 44
(ex via Autonomia Siciliana)
90143 Palermo
Tel. +39 091 336915
Cronache di Gusto
autorizzazione
del tribunale di Palermo
numero 9 del 26-04-07

Cronache di Gusto
è iscritta al Roc
(Registro degli Operatori
di Comunicazione)
col numero 32897

Editoriale De Gustibus Italia
P.IVA 05540860821

Fabrizio Carrera
direttore responsabile

Coordinamento:
Giorgio Vaiana

Webmaster e
Web&Graphic Designer:
Floriana Pintacuda

Collaboratori
Andrea Busalacchi
Andrea Camaschella
Marina V. Carrera
Sofia Catalano
Roberto Chifari
Lorella Di Giovanni

Maria Giulia Franco
Annalucia Galeone
Cristina Gambarini
Federica Genovese
Costanza Gravina
Clarissa Iraci

Francesca Landolina
Federico Latteri
Bianca Mazzinghi
Clara Minissale
Fiammetta Parodi
Geraldine Pedrotti
Stefania Petrotta
Michele Pizzillo
Fabiola Pulieri
Enzo Raneri
Mauro Ricci
Marco Sciarrini
Maristella Vita
Manuela Zanni

Concessionaria
per la pubblicità
Publisette
Via Catania, 14
90141 Palermo
tel 0917302750
info@publisette.it

COOKIE POLICY
PRIVACY POLICY
INFORMATIVA PRIVACY