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03
Giu

La superstrada del vino che ignora il vino

on 03 Giugno 2013. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il caso

Imbocco per la milionesima volta la Palermo Sciacca, la statale 624 chiamata anche fondovalle, che taglia in due la Sicilia Occidentale.

Percorrere questa strada in questo periodo significa attraversare un paesaggio tra i più belli. Verde ovunque, ancora per poco, talvolta colline con cipressi, uliveti e soprattutto vigneti che proprio in queste settimane esprimono la massima intensità di colore e di foglie. Le coltivazioni di uva si lasciano ammirare sulle alte colline ma lambiscono la strada, soprattutto dopo i primi 20 chilometri, quando davanti ai vostri occhi si spalanca la valle dello Jato. Da quel momento infatti è un unico immenso palcoscenico dove la vite è protagonista e lo sarà per circa trenta, quaranta chilometri. Ora chiunque attraversi questa strada, soprattutto non siciliano perchè i siciliani lo sanno già, si accorgerebbe che qui si produce vino, che c'è una straordinaria vocazione per il vino. Peccato però che non ci sia nulla che lo ricordi. Qualche cartello aziendale sparuto, niente di più. Eppure si attraversano i territori di alcune Doc, tra cui Monreale e Contessa Entellina. E comunque, Doc a parte, è davvero insolito e privo di senso che non ci sia qualcosa che faccia capire che stiamo attraversando un territorio tra i più vitati d'Italia. Non c'è nulla. Eppure in quei 40 chilometri di strada si concentrano piccole e grandi cantine siciliane, marchi storici e produttori emergenti, aziende da centomila e da tre milioni di bottiglie. Di tutto, insomma. E di più. Eppure niente. La solita sconfitta del buon senso, quello che servirebbe per dire che una volta tanto fare qualcosa insieme sarebbe utile a tutti. Un cartello che indicasse i territori delle Doc o un altro che indicasse tutte le cantine presenti non costerebbe nulla e sarebbe un bel richiamo enoturistico per tutta la zona.

E se proprio vogliamo fantasticare ci immaginiamo pure la creazione di un wine shop lungo la strada che venda tutte le etichette delle aziende (non ci risultano enoteche nelle vicinanze) e che magari consenta di acquistare altri prodotti come la Vastedda del Belice o della ricotta calda quando è il periodo migliore. Cose di qualità non per truffare i forestieri e sotto il controllo delle stesse aziende. Forse siamo troppo sognatori ma davvero non si potrebbe osare? Non possiamo credere che sarebbe inutile nè tanto meno che ogni cantina non abbia il bisogno di aggregarsi nel segno di una identità territoriale. E non ci si venga a dire che queste cose dovrebbero farle le istituzioni, i comuni o altri enti pubblici. Qui tocca al privato. E se i produttori si muovessero sarebbe determinante. Già, i produttori. Tanto lungimiranti e illuminati all'estero quando calcano le passerelle delle fiere e delle degustazioni. E tanto miopi a casa propria?

F.C.

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Commenti  

 
+4 #1 Gaspare 2013-06-03 13:36 Sono un produttore di vino, di quelli che producono lungo la SS624; anzi, il centro aziendale si trova esattamente a metà, al km 41 di questa splendida arteria. E per di più ho un fabbricato che potrebbe facilmente diventare quel wine-shop che potrebbe vendere oltre alle mie anche le altre etichette: è proprio a due passi dalla strada e in pieno rettilineo, in pratica si pubblicizza da solo.
Ora, però, provate VOI ad andare all'ANAS per convincerli a realizzarmi un accesso e vi renderete conto che ci vogliono i soliti 10 pareri, quintali di carta e tempi biblici. Ci provo da anni e mi sono rotto: continuo a vendere all'estero, lungimirante o meno!
Gaspare Triolo
Citazione
 
 
+4 #2 Carlo Merolli 2013-06-03 15:27 Mah, non so quale Sicilia Pier Paolo Raffa conosca, ma le generalizzazion i non portano da nessuna parte. Catalogare la Sicilia come regione basata su "la truffa e l'autoreferenzial itá" mi sembra dica poco sull'argomento e molto su Pier Paolo Raffa. Vivvaddio c'é libertá di espressione e di stampa, ma sarebbe anche simpatico usarle in modo proprio e costruttivo, senza offendere il giusto per il peccatore. Citazione
 
 
+3 #3 Pierina 2013-06-03 15:31 Caro Gaspare, ha ragione, ma scusi, lei come ci arriva alla cantina? in elicottero? Citazione
 
 
+13 #4 piero buffa 2013-06-03 17:03 Caro Fabrizio, mi fa piacere che ritorni sul mio progetto presentato ormai nel lontano 2008 durante una edizione di Degustivina. Mi ricordo il parterre di tutto rispetto, con Daniele Cernilli, Vicio Sole, tanta gente e tanta curiosità e sopratutto tantissimi complimenti… Peccato che dopo uno studio e un questionario proprio tra i protagonisti di questo territorio non sia accaduto nulla. Amano molto ascoltarsi e lamentarsi con buona pace di tanti paroloni di moda che fanno molto international: sinergia, network e tante altre da inventare. Ne basterebbe solamente una …LUNGIMIR ANZA.
PS. IL PROGETTO DEGUSTIVIE è IN ITINERE, tutto quello che hai accennato è previsto.
Citazione
 
 
+2 #5 Pietro 2013-06-05 22:57 I soldi publici li spendono fanendo finta di promuovere il territorio e se ne fanno tutte gite. Citazione
 
 
+1 #6 gaspare 2013-06-06 15:44 Cara Pierina, qualcosa di simile! ho un fuoristrada che somiglia più ad un trattore e (ovviamente) i trattori per trasportare l'uva. I vini li teniamo a Camporeale. Insomma ci organizziamo: in questo noi siciliani siamo (diventati) bravissimi! Citazione
 

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