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Cantina di Soave, tutto come previsto: Bruno Trentini lascia. Arriva Wolfgang Raifer

on 07 Gennaio 2020. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari

Trentini va in pensione dopo 27 anni di carriera all'interno della cantina. Al suo posto Raifer, che era vicedirettore da tre anni


(Wolfgang Raifer e Bruno Trentini)

E' stato formalizzato il passaggio di consegne fra Bruno Trentini e Wolfgang Raifer: assume quest'ultimo il ruolo di direttore generale di Cantina di Soave, come avevamo anticipato in questo articolo.

Trentini, dopo 27 anni alla guida della storica azienda vitivinicola soavese, con la fine del 2019 lascia per raggiunto pensionamento. Enologo, classe 1956, ha iniziato la sua carriera in Cantina di Soave nel 1992 con il ruolo di vicedirettore durante la direzione generale di Franco Roncador, poi dal 2002 ha assunto la funzione di direttore generale. Ora, dopo 27 anni di sfide e traguardi raggiunti, passa il testimone a Wolfgang Raifer, enologo altoatesino, classe 1973, già direttore della Cantina Colterenzio, da tre anni al suo fianco in Cantina di Soave in qualità di vicedirettore. Arrivato a Soave nei primi anni ‘90 dal Trentino, sua terra d’origine, Bruno Trentini ha intuito subito le enormi potenzialità del territorio veronese e la sua grande vocazione vinicola. In Cantina di Soave il suo impegno si è quindi tradotto nel progetto qualità, ovvero una nuova impostazione gestionale incentrata sulla tutela e la  valorizzazione delle denominazioni e dei vitigni autoctoni. Parte integrante di questo progetto qualità è stata la realizzazione, nel 2003, della Cantina Rocca Sveva dove vengono prodotti i vini di alta gamma e che ospita ogni anno una media di 50.000 winelovers da tutto il mondo.

Con passione e competenza, determinazione e capacità manageriale Trentini ha così intrapreso un lungo percorso, frutto di molteplici scelte strategiche che si sono susseguite negli anni, che ha permesso a Cantina di Soave di diventare quello che è oggi: la prima cantina cooperativa di primo grado in Italia e una delle maggiori in Europa, una grande azienda a tutta filiera “dal grappolo alla bottiglia”, in grado di garantire la qualità dei propri prodotti. 

La sua attività in Cantina di Soave è iniziata con una fase espansiva, durata circa un ventennio, che ha visto l’azienda impegnata in un lungo processo di ampliamento della zona di produzione, basato sull’accorpamento di altre cantine cooperative del territorio. L’obiettivo era quello di costituire ampie e solide basi su cui impostare una decisa politica commerciale finalizzata ad affermare i brand aziendali su tutti i canali di vendita, sia in Italia che all’estero: nel 1996, durante la direzione generale di Roncador, l’incorporazione della cantina di Cazzano di Tramigna  e nel 2005 quella della cantina di Illasi al fine di crescere sul fronte dei vini Valpolicella; nel 2008 l’incorporazione cantina di Montecchia di Crosara, in una zona estremamente vocata alla produzione di basi spumante, in particolare Lessini Durello, una denominazione in cui Trentini, in virtù delle sue grandi competenze di spumantista, ha sempre tenuto particolarmente.

In questo modo Cantina di Soave ha più che raddoppiato sia il numero di soci che di ettari vitati, creando un mosaico di siti produttivi e vigneti che abbracciano cinque valli nell’Est veronese e che le permettono di essere oggi espressione di tutte le principali denominazioni del territorio. Trentini era consapevole che l’ampliamento della base viticola avrebbe reso necessario un adeguamento delle strutture di produzione: è quindi iniziata quella che potremmo definire la fase industriale, durante la quale l’azienda ha investito ammodernando i centri di conferimento e le sedi produttive, acquisendo nuove strutture e impianti e, recentemente, realizzando l’ampliamento della sede principale di Viale della Vittoria che permette a Cantina di Soave di proiettarsi verso il futuro con un quartier generale ultra-efficiente e moderno. Nel complesso l’investimento è stato di circa 90 milioni di euro, uno dei più rilevanti del settore nel panorama nazionale dell’ultimo decennio.

In questi 27 anni Trentini ha condotto l’azienda attraverso un percorso ricco di sfide e di scelte coraggiose da ogni punto di vista: strutturale, economico e commerciale. Tutto ciò ha fatto sì che il prestigio e la considerazione di Cantina di Soave crescessero enormemente negli anni, tanto che oggi  è per molti aspetti un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale. L’aspetto estremamente significativo è che, in tutti questi anni da direttore, Trentini ha sempre potuto contare sulla fiducia della base sociale perché fin da subito è stato chiaro che ogni sua scelta manageriale si svolgeva nel rispetto della natura cooperativa di Cantina di Soave e quindi per il bene dei soci a cui è sempre stata garantita sicurezza e realizzazione economica, con una remunerazione delle uve sempre ben al di sopra del valore di mercato e dei competitors.   

"Per Cantina di Soave sono stati anni intensi e ricchi - dichiara il presidente Roberto Soriolo - culminati, proprio nell’anno del 120° anniversario, con il titolo Iwsc di “Miglior cantina italiana dell’anno”. Questo risultato è stato possibile grazie ad un grande valore che la Cantina possiede: le persone. Oggi in particolare vogliamo esprimere il più sentito e riconoscente ringraziamento al direttore generale Bruno Trentini per la sua dedizione, per l’altissimo valore di dirigente competente e attento alle opportunità da cogliere, la sua lungimiranza nelle proposte di sviluppo, la sua energica capacità di rapportarsi con tutte le funzioni aziendali, dalle maestranze agli amministratori. Non serve aggiungere altro: parlano i fatti e le opere. Al contempo accogliamo come nostro nuovo direttore generale Wolfgang Raifer, che sono certo porterà avanti ogni aspetto aziendale con la massima competenza per un futuro di Cantina di Soave in continua ascesa. Anche il direttore tecnico Filippo Pedron ha raggiunto il pensionamento, pertanto anche a lui va il nostro grazie, mentre auguriamo buon lavoro a Paolo D’Agostin che ne raccoglie il testimone".

C.d.G.

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