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Nov

La nuova normativa vitivinicola, presentata la guida per "navigare" nella burocrazia enologica

on 27 November 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


(Il tavolo dei relatori)

Presentazione del libro “La nuova normativa vitivinicola, tracciabilità, semplificazione, autocontrollo dopo il Testo Unico del Vino", presso la Sala Cavour del Mipaaf a Roma.

Il libro scritto a tre mani da Massimiliano Apollonio, Luigi Bonifazi e Stefano Sequino, rappresenta uno strumento utile per guidare tecnici e imprenditori attraverso le novità di una normativa completamente riformata. Alla presentazione sono intervenuti i vertici ministeriali a testimonianza dell’utilità del volume, quindi il ministro Teresa Bellanova, il sottosegretario Giuseppe L’Abbate, il capo dipartimento Icqrf Stefano Vaccari. Insieme a loro presenti Riccardo Cotarella presidente di Assoenologi, Andrea Sisti presidente World Association of Agronomists, Sabrina Diamanti presidente dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi. 

"Il libro presentato è di grande utilità per il quotidiano delle imprese - ha detto il ministro Bellanova - Già nella scorsa legislatura il Testo Unico del vino lo consideravo strategico per il movimento, ed ora che sono Ministro, e quindi ho la responsabilità della materia farò di tutto per chiudere con celerità tutti quei decreti attuativi vigilando sullo stato dell’arte, dando mandato al nostro Gabinetto di verificare tutto quello che ancora è in sospeso. Come già annunciato voglio costituire una cabina di regia del Ministero nella quale dovranno essere coinvolti tutti i protagonisti del mondo del vino, che dovrà avere un confronto costante con chi ha i problemi di tutti i giorni. Desidero semplificare i percorsi cercando di tagliare tutto l’inutile che la burocrazia produce, non voglio assumere impegni generici, chiedo alla cabina di regia di evidenziare quali sono gli ostacoli che impediscono il buon funzionamento del Testo Unico”. 

E’ seguito l’intervento di Riccardo Cotarella: "Quando racconto agli enologi stranieri tutti i lacci e lacciuoli delle normative italiane davanti alla loro incredulità mi riesce difficile giustificare, se penso alla Francia e alla loro semplificazione che va dall’imbottigliamento allo zuccheraggio. Noi siamo disposti a rispettare le leggi, ma è necessario che qualcuno ce le spieghi. La cabina di regia può essere uno strumento importante, ma è altrettanto importante che non finisca nel nulla come è accaduto per altre iniziative. Ci sono delle trasversalità che creano situazioni dove 2+2 in Italia non fa sempre 4 in tutte le Regioni". E’ seguito poi un accenno alla questione zuccheraggio: ”Noi italiani siamo orgogliosi di utilizzare zucchero proveniente dall’uva. Nel nostro vino c’è un prodotto proveniente da un’unica materia l’uva, riduciamo le nostre scorte per mantenere questa pratica. Cosa fanno invece i francesi? Non riducono le loro scorte e usano succo di barbabietola, mantenendo intatte le loro scorte e non riportando in etichetta la provenienza di questa addizione. Non vogliamo essere il paese che produce di più al mondo, vogliamo anche produrre di meno, ma con più qualità”.

L’intervento del Sottosegretario L’Abbate ha ribadito: "In Commissione agricoltura ho seguito l’evolversi dell’approvazione del testo unico del vino, e questa opera rappresenta un importante lavoro che aiuta non solo il mondo della produzione. C’è ancora molta strada da fare a cominciare dall’emanazione dei Decreti attuativi tra cui quelli relativi: all’etichettatura, ai contrassegni e all’organismo unico dei controlli”. L’intervento del capo Dipartimento Stefano Vaccari: "L'Icqrf è un punto di riferimento mondiale, ed anche questo è Made in Italy, se tra gli autori figura anche un Funzionario del nostro Ispettorato significa che il valore dei suoi componenti è alto. L’Italia è l’unico Paese al mondo ad aver un registro informatico di tutto il vino italiano, questo da valore a tutti i produttori e li protegge da qualsiasi problematica a livello di frodi riferito in particolare ai blocchi internazionali. La tutela delle denominazioni che si fa in Italia non si fa in Francia. Sarebbe utile che anche altri settori seguano l’esempio del vino, e la cabina di regia può essere utile allo scopo".

Marco Sciarrini

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