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Set

Cresce il consorzio tutela Vini Montefalco: ora c'è anche la Doc Spoleto

on 18 Settembre 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


(Filippo Antonelli)

di Francesca Landolina

“Un territorio di grande valore come quello di Spoleto, con vini di indiscussa unicità e longevità merita di essere parte di un insieme più grande e di aggiungersi alle altre denominazioni rappresentate e tutelate dal Consorzio Tutela Vini Montefalco”. 

Sono le parole del presidente del Consorzio Filippo Antonelli. L’assemblea straordinaria dei soci ha infatti approvato all’unanimità il progetto di tutelare e promuovere anche la Doc Spoleto, oltre alla Montefalco Doc e Docg. Un traguardo molto importante per entrambe le denominazioni, grazie al quale si potranno sviluppare strategie comuni per la tutela e la promozione dei vini ottenuti da Sagrantino e Trebbiano Spoletino, accomunati da una indiscussa unicità ed una straordinaria longevità, oltre che da un territorio unico al mondo per storia, cultura, paesaggio. “Grazie a questo importante passaggio completiamo la tutela e l’immagine di un territorio che vanta varietà autoctone di grande valore – afferma Antonelli – con un paniere molto eterogeneo e sempre più interessante: ai grandi rossi, Sagrantino in primis, ma anche Montefalco Rosso e Montefalco Rosso Riserva, si aggiungono i vini bianchi, che stanno riscuotendo un successo sempre maggiore: il Montefalco Bianco, che vede sempre più protagonista il Trebbiano Spoletino, il Montefalco Grechetto e ora la Doc Spoleto, che comprende numerose aziende e Comuni, tra cui ovviamente Spoleto, che dà il nome alla denominazione”.   

“Molte delle circa 15 aziende che producono Trebbiano Spoletino ricadono già nel territorio di tutela del Consorzio – afferma - E la decisione assunta all’unanimità dell’assemblea straordinaria dei soci del Consorzio Tutela Vini Montefalco (circa 70 cantine e 50 viticoltori) alla presenza di diversi produttori della Doc Spoleto, rappresenta il superamento di passate divergenze tra i territori e vuole essere solo il primo capitolo di collaborazione e di integrazione tra gli straordinari territori di Spoleto e di Montefalco: Spoleto, Trevi, Foligno, Montefalco, Bevagna, Castel Ritaldi, Gualdo Cattaneo e Giano dell’Umbria”. In totale i soci saranno adesso circa 80. Per la Doc Montefalco sono 750 gli ettari di Sagrantino, 650 di Montefalco Rosso, 100 di Grechetto. La Doc Spoleto è estesa invece su circa 50 ettari. Una produzione di nicchia, quest’ultima, che si attesta intorno alle 250 mila bottiglie, con un prezzo in enoteca che va dai 10 ai 20 euro. “Pensiamo di arrivare presto a 200 ettari vitati, nel corso di 5 anni circa, perché ci sono ampie potenzialità – continua il presidente - Promuoveremo la Doc già dai primi eventi in calendario e all’estero. Tra le prossime mete ci sono gli Stati Uniti e la Cina. Quella del Trebbiano Spoletino è una realtà produttiva in grandissima crescita grazie alla qualità altissima dei vini ottenuti; la produzione è largamente inferiore alla domanda e il vino viene molto apprezzato soprattutto sui mercati esteri, sofisticati, come la California, New York, Londra, con una matura cultura del vino, che riesce a cogliere le differenze e le peculiarità del prodotto. Ora bisogna lavorare e fare promozione per far apprezzare al calice, attraverso le degustazioni, le caratteristiche univoche del Trebbiano Spoletino che è più ricco all’olfatto e più complesso al palato, tanto da sembrare più un vino del Nord Europa. Un vino che mostra anche grande capacità di affinamento e longevità”. 

Il Consorzio, dunque, promuove, valorizza e tutela, attraverso i soci, un ventaglio di vini sempre più variegato. Proprio il Trebbiano Spoletino sta ottenendo grande successo, a testimonianza dell’importanza della varietà e di un territorio vocato a grandi bianchi oltre che a grandi rossi. “Ora già si guarda avanti con una prima ambiziosissima sfida: i produttori della Doc Spoleto presenti hanno infatti provveduto all’iscrizione al Consorzio, con l’obiettivo di raggiungere la rappresentatività necessaria ai fini dell’Erga Omnes anche per il nuovo territorio tutelato”, conclude. 

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