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Lug

Marco Giunta, Casa Talìa a Modica: stagione altalenante, colpa dei biglietti aerei

on 27 Luglio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari

Il proprietario del Migliore B&B Best in Sicily 2019 racconta il suo 2019. E poi la nuova camera, i progetti le piccole spa e l’apertivo. E al nuovo assessore al Turismo manda a dire...


(Marco Giunta)

di Silvana Polizzi Sabino

Le novità della stagione in corso, i progetti per quella a venire, la storia, e poi pregi e difetti di Modica, città patrimonio dell'Unesco. 

Tutto questo nel racconto del proprietario Marco Giunta, architetto, nato a Milano 53 anni fa. Nel 2001, insieme alla moglie Viviana Haddad, anche lei architetto, scelgono la Sicilia come dimora del cuore. Sì, perché la loro è una scelta d'amore verso l'Isola. Arrivano da turisti, ma qualche anno dopo nasce "Casa Talìa" una piccola oasi nella Val di Noto, all'ombra del Barocco. Piccole e antiche casette confinanti, restaurate con l’impiego di materiali naturali e tipici della tradizione siciliana. Queste dimore oggi sono diventate camere con bagno, una diversa dall'altra. Disposte su vari livelli naturali del terreno, circondano un giardino interno, ricco di alberi da frutta, agrumi e vegetazione mediterranea. Undici camere più cinque case indipendenti. Un suggestivo riad all'italiana.

Quali sono le novità di quest'anno a “Casa Talìa”?
“La novità più importante ha un nome, si chiama Sciara, è una nuova camera, l'undicesima. Erano dieci fino alla scorsa stagione. E' dedicata al vulcano, per questo ha i colori dell'Etna: il nero e il rosso. Misura 30 metri quadfri e ha una terrazza con vista sulla cattedrale. Inoltre, grazie a partner esperti abbiamo introdotto i percorsi in bici, che si articolano tra Modica e Scicli e verso Ragusa, o ancora più semplicemente all'interno delle campagne modicane. Infine i massaggi, un servizio nato per coccolare ulteriormente i nostri ospiti”.

Progetti in cantiere?
“Al momento solo idee, che spero, però, si concretizzino nel 2020. Pensiamo di creare delle piccole spa per ogni camera, quindi un servizio dedicato alla bellezza e al benessere da vivere in piena privacy. E poi l'aperitivo, ma l'obiettivo è di renderlo unico e non fatto a caso, per cui occorre uno studio delle etichette e dei prodotti, per offrire anche delle stuzzicherie ricercate e raffinate. Infine vorremmo introdurre dei corsi di cucina”.

Come sta andando la stagione?
“C'è stato un leggero calo nel primo trimestre, da aprile a giugno, probabilmente anche a causa dei costi dei voli verso la Sicilia. E' capitato che i clienti chiamino per riservare una camera e richiamino subito dopo per disdire dopo aver controllato i costi dei voli diretti nell'Isola”.


(La vista da Casa Talìa)

Cosa vorrebbe dire al neo assessore regionale al Turismo, Manlio Messina?
“Che è necessaria una politica che faciliti l'accesso in Sicilia. Nove ospiti su dieci arrivano in aereo. Se agevoliamo economicamente l'arrivo, ciò che viene risparmiato per il viaggio poi viene speso sul territorio. Questa è una barriera che sposta i turisti su altre mete e non perché altri paesi come Grecia, Marocco e Tunisia, sono tornati competitivi, ma perché costa troppo arrivare nell'Isola. Continuando così, le tante strutture di eccellenza, nate negli ultimi dieci anni, potrebbero trovarsi in difficoltà e sono proprio queste che catturano l'interesse di turisti provenienti dall'altra parte del mondo. La scoperta del territorio è un fatto conseguente, è questo che i politici dovrebbero comprendere”. 

Chi sono i vostri clienti?
“Sono persone che hanno scelto il posto, intercettandolo sul web, quasi sempre professionisti che hanno girato il mondo. Provengono principalmente da Inghilterra, Australia, America, Italia, Svizzera e Germania. Inoltre francesi e qualche asiatico”. 

Modica, città di Ercole e di roccia, qual è al di là della ricchezza storico-artistica, il punto di forza che oggi la contraddistingue?
“Un punto di forza è certamente il fatto che, malgrado il grande afflusso turistico degli ultimi anni, Modica è rimasta intatta, autentica, senza alterazioni e addobbi mirati a ricevere i turisti. Cosa che invece sta accadendo a Noto e a Scicli. Questa è una risorsa, per restare unici occorre rinunciare all'omologazione". 

Ci saranno anche delle criticità, quali sono?
"Sono, come altrove del resto, quelle che nascono dalla burocrazia e dall'incapacità da parte degli amministratori di adattare norme generali al territorio. Tre esempi, primo: la raccolta differenziata, che giustamente è stata introdotta, ha tolto i sacchetti di spazzatura dalle strade, ma ha invaso i vicoli strettissimi di bidoni enormi, totalmente inadatti al contesto e allo spazio. Secondo: la querelle tra Comune e Soprintendenza sull'illuminazione a led, finita su tutti i giornali. Giusto intervenire sul risparmio energetico, ma almeno utilizzando luci calde e non fredde, come invece hanno fatto, alterando la percezione del presepe urbano notturno. Ci auguriamo si risolva al più presto e che le lampade vengano sostituite. Terzo: i trenini tipo eurodisney per turisti, sgargianti, enormi e invadenti, quindi inadatti alle strade, e poi che fanno un tour senza fermate. Ma che senso ha? La stessa iniziativa, adattata al contesto urbano, avrebbe dovuto essere fatta con delle moto-ape, meglio ancora se elettriche, e concependo delle fermate nei vari punti di interesse storico-artistico”.

Che slogan formulerebbe per attirare turisti in Sicilia?
“Direi: Tutto il mondo in un Isola. Sì, perché credo non esista altro posto al mondo con tanta varietà di storia, colori, sapori, vegetazione, influssi culturali, e non ultimo di facce e caratteri frutto di tante dominazioni”. 

Ma cosa distingue “Casa Talìa” dagli altri Boutique Hotel?
“L'unicità del luogo è il risultato della passione che abbiamo messo nel realizzarlo. Quando abbiamo iniziato a creare questi ambienti, abbiamo ragionato come architetti e non come albergatori, investendo energie e idee nel dettaglio. Gli ospiti mi dicono di sentire l'amore che abbiamo messo in queste pietre. E poi la cura dei particolari, quasi tutti i tessuti delle nostre camere sono Bellora ed altri sono fatti su misura dai loro stessi fornitori”.

Come sono stati realizzati gli ambienti?
“Non abbiamo aumentato le volumetrie, il nostro è stato uno scuci e cuci, nel rispetto di ciò che c'era già, utilizzando il materiale del territorio: la pietra di Modica, la pietra pece, le cementine, il ferro battuto dagli artigiani locali. Tutto nella sobrietà, non abbiamo camere cariche di dettagli antichi in stile siciliano o legate al Barocco, anche perché architettonicamente sarebbe stato fuori luogo, dal momento che “Casa Talìa” si trova in una porzione storicamente povera della città, era il quartiere ebraico e in una fase -mi raccontano- fu anche quartiere a luci rosse. La zona ricca è sempre stata Modica alta. I nostri ambienti sono lineari, i letti, ad esempio, sono minimali con i trispiti e le tavole, per questo piacciono molto anche agli ospiti del nord Europa”. 

La colazione è un momento particolare del soggiorno a “Casa Talìa”, perché?
“Perché ha uno spazio dedicato, viene servita al tavolo, all'ombra dell'ulivo e del melograno, con vista sul duomo di San Giorgio, subito accolti dalla luce del sole che sorge. Quella stessa luce che al tramonto colora di rosa, alle nostre spalle, la cattedrale e il castello. Caratteristica unica, che la geografia del luogo ha voluto fosse così”.

Per questa luce e queste atmosfere il nome “Talìa”?
“Sì, come dire: guarda quanta bellezza”.

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