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Set

Torino e Vienna, gemellaggio per le vigne urbane: "Creiamo un progetto turistico comune"

on 26 Settembre 2016. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari


(Monica La Cava e Fritz Wieninger firmano il gemellaggio)

 

di Michele Pizzillo

Una è Villa della Regina, capolavoro del Barocco, dall’alto della collina dove è ubicata domina la città di Torino. L’altro, il Castello di Schönbrunn è una delle più incantevoli attrazioni turistiche di Vienna. 

Entrambi sono tutelati dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità e, in comune, e nei loro giardini, hanno anche la vigna. L’elegante dimora torinese una vigna di Freisa; la vigna del castello viennese invece è un mix di vitigni che producevano il vino che deliziava Maria Teresa d’Asburgo e adesso ottiene vini che sono regolarmente in commercio. A Torino, infatti, l’ettaro di vigna di Villa della Regina è coltivato dall’azienda vitivinicola Balbiano che mediamente produce 4.000 bottiglie di Freisa di Chieri Doc Vigna Villa della Regina, reperibile in enoteca attorno ai 20 euro. A Vienna – con i suoi 700 ettari di vigne è la città più vitata del mondo -, invece, le bottiglie di WienerGemischterSatzLiesenpfennig sono solo 530 e subito acquistati da alcuni ristoranti di Vienna, Tokyo e New York.


(Vigna del Castello di Schönbrunn)

Da sabato 24, queste due vigne sono gemellate, rafforzando così il network dei vigneti storici urbani avviato nel 2014 in occasione del gemellaggio con la Confrériede Montmartre, che gestisce la storica Cuvée du Clos Montmartre, di proprietà del Comune di Parigi, che da 3.125 viti produce 300 bottiglie di vino numerate e, contestualmente, organizza la famosa festa del vino di Montmartre. Tant’è che Monica La Cava, presidente dell’Associazione Amici di Villa della Regina ha sottolineato che “essere i promotori di questo network ci rende fieri poiché non si tratta solo di unire idealmente importanti città d’Europa, ma anche di un’operazione storica e ambientale, per far sì che patrimoni come quelli delle vigne urbane sopravvivano e restino a disposizione della cittadinanza, sfruttando e valorizzando il richiamo turistico dei contesti in cui sono inserite”.

Insieme agli Amici di Villa della Regina, associazione che dal 2010 è impegnata in iniziative finalizzate alla raccolta di risorse a supporto della villa, e al Polo Museale del Piemonte, il progetto di network tra vigne urbane è stato voluto e sostenuto dall’Azienda vitivinicola Balbiano, che dal 2003 coltiva la vigna. E Luca Balbiano che oltre a gestire l’azienda di famiglia è anche presidente del Consorzio di tutela delle Doc Freisa di Chieri e Collina Torinese, non nasconde il privilegio di “far crescere i frutti di quello che è l’unico vigneto urbano d’Italia e che ha una storia di oltre 400 anni. Nel 2003 abbiamo accettato la sfida della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, che ci ha affidato la gestione della vigna, e stiamo portando avanti questo incarico con entusiasmo e, devo ammettere, con buoni risultati”.

Anche perché Villa della Regina è un capolavoro del Barocco sulla collina davanti al cuore di Torino: Patrimonio dell’Umanità a pochi metri da piazza Gran Madre, dal fiume Po e da piazza Vittorio, la Villa domina la città piemontese con riserbo e femminile eleganza così come aveva desiderato che l’aveva realizzata, il principe Maurizio di Savoia ad inizio del Seicento e poi ampliato dalla moglie Lodovica che la lascerà ad Anna d’Orleans, moglie di  Vittorio Amedeo II, che dispone, in quella che ormai sarà chiamata Villa della Regina, importanti interventi realizzati sotto la guida del famoso architetto Filippo Juvarra. Prima il passaggio, nel 1868, all’Istituto per le Figlie dei Militari, ente soppresso nel 1975, e poi la mancata manutenzione del delicato equilibrio fra costruito e giardini, ne avevano compromesso lo straordinario complesso con un degrado prossimo al collasso. Con la consegna alla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte nel 1994 e i restauri realizzati con fondi statali e di privati, hanno ristabilito la situazione conservativa e la stretta connessione del Compendio di Villa della Regina con la città, di cui, dall’inizio del ‘600, costituisce il fondale scenografico oltre il Po.


(Vigna della Regina)

Così, prima con l’incarico all’azienda Barbiano di coltivare la vigna, poi la partecipazione alla creazione del network dei vigneti storici urbani e adesso il gemellaggio con il Castello di Schönbrunn, per il complesso monumentale torinese si può dire che è iniziata una nuova vita. Grazie al vino, visto che“l’Italia e l’Austria condividono una lunga tradizione di coltivazione del vino – commenta Fritz Wieninger, direttore dell’associazione WienWein, che gestisce la vigna di Schönbrunn -. I vigneti, facenti parte di due palazzi storici, sono molto speciali e questo gemellaggio è un chiaro segnale per rafforzare quest’unico valore”.
 

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