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La storia millenaria di Usiglian del Vescovo: e nei suoi vini tutte le sfumature della Toscana

on 13 Gennaio 2020. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Veduta dell'azienda)

di Michele Pizzillo, Milano

Di anni, Usiglian del Vescovo, né ha molti sul groppone ma, come azienda nata a seguito di un importante intervento di riqualificazione vitivinicola e dei sistemi di produzione dei 25 ettari di vigneti (con Sangiovese ma prevalentemente vitigni internazionali come Merlot, Cabernet sauvignon, Syrah, Petit Verdot, Chardonnay e Viognier), possiamo dire che da poco ha raggiunto la maggiore età, perché risale al 2001. 

Insomma, una giovane azienda con mille anni di storia, cioè il 1083, quando fu regalata da una fiera donna qual’era Matilde di Canossa, al Vescovo di Pisa. E, nel corso dei secoli, la tenuta situata all’interno di una cornice paesaggistica incantevole, sulle colline della Valnera, nel territorio del comune di Palaia, in provincia di Pisa, ha mantenuto la sua identità di piccolo borgo agricolo, rammenta Francesco Lomi, che dirige la tenuta di 160 ettari di estensione di cui 25 a vigneto e 15 ad uliveto. I terreni riservati alla coltura della vite sono quelli che variano dal sabbioso-limoso al medio impasto, originatesi in età Pliocenica dall’innalzamento di una piana costiera e per questo ricchi di fossili marini (uno, esposto insieme ai vini ma non ha partecipato alla degustazione). L’esposizione garantisce un microclima particolarmente favorevole alla viticoltura, caratterizzato da piovosità regolare, ventilazione costante, estate calda ma mitigata dalle escursioni termiche notturne. E, così, Lomi può dire che “le nostre viti godono di un terroir particolare che conferisce sapidità e freschezza ai vini”. Vini che Lomi, per presentarli, ha scelto Milano, da Tartufotto, il ristorante di Savini Tartufi che sicuramente non sbagliamo a indicarlo come un pezzo di Toscana in terra lombarda. Qui, il direttore di Usiglian del Vescovo, con quattro portate (polenta al tartufo, tagliolini con ragù di anatra e funghi porcini, uovo cotto con fonduta di pecorino e tartufo nero, gelato con miele e fichi al tartufo) concordate con lo chef, ha raccontato e fatto degustare alcune perle – ma non il Chianti classico - della propria azienda, ottenute da uve coltivati con i sistemi dell’agricoltura biologica. E, cioè

Il Barbiglione Doc terre di Pisa Rosso 2015


L’uva base è il Syrah (75%), il resto Cabernet Sauvignon e Merlot, con il vino lasciato affinare in barriques e tonneaux di primo passaggio per 12 mesi e altri in bottiglia. Colore rosso ion sfumature violacee, bouquet intenso di frutti rossi come mora, ribes e mirtillo ma, anche, note agrumate e floreali. Eleganza, potenza, tannicità setose e ben equilibrata, dimostrano che il terreno sabbioso e il microclima di Usigliano fa esprimere al meglio il Syrah. Della vendemmia 2015 sono stati prodotti 12.500 bottiglie.

Il Ginestraio Igt Costa toscana Bianco 2018



Elegante vino ottenuto da uve Chardonnay e Viognier con una parte del vino affinato in botti di 5 ettolitri per 4 mesi. Di colore giallo carico con riflessi dorati, profumi fruttati e floreali, al palato ha un ingresso morbido, pulito, fresco, buona struttura e caratterizzato da note di frutta matura e sentori di legno e, infine, una lunga persistenza gustativa. Di questa annata sono stati prodotti 10.000 bottiglie.

Il Grullaio Igt Costa toscana Rosso 2016



Blend di Cabernet Sauvignon e Merlot per questo accattivante vino rosso di facile beva, affinato 6 mesi in serbatoi di cemento. Il colore è rosso intenso con riflessi violacei, mentre al naso si percepiscono intense note di piccoli frutti rossi. L’ingresso, in bocca, è morbido con tannini setosi e finale lungo accompagnato dalla freschezza che caratterizza il vino già al primo sorso. Della vendemmia 2016 sono state prodotte 30.000 bottiglie.

Milleottantatre Igt Toscana Rosso 2015



Il nome ricorda l’anno in cui la produzione vino rese Usigliano indipendente dalle scelte del Vescovo di Lucca, rammenta Lomi nel presentare questa splendida interpretazione del vitigno Petit Verdot, purtroppo prodotto in solo 2.036 bottiglie. Il vino è affinato due anni in tonneaux nuovi e 18 mesi in bottiglia. Alla degustazione presenta un colore rosso rubino compatto, impatto odoroso di amarena, toni evoluti di sottobosco e sfumature speziate. Al palato è avvolgente, caldo, con una potente struttura tannica in perfetto equilibrio con la freschezza che accompagna una persistenza piacevolmente fruttata. 

Mora del Roveto Igt Toscana Rosso 2017



Qui ci sono anche le uve Sangiovese in compagnia di Cabernet Sauvignon e Merlot, che danno un vino caratterizzato da eleganti aromi fruttati e da un colore rosso intenso con sfumature violacee. Bouquet intenso di piccoli frutti rossi, in bocca è morbido, avvolgente, con tannini setosi  e un finale persistente e piacevolmente fruttato. Della vendemmia 2017 sono state prodotte 60.000 bittiglie.

Occhio di Pernice Vin Santo del Chianti Doc 2011



Una chicca prodotto solo in 1.600 esemplari ottenuti dall’uvaggio di Sangovese, Malvasia bianca, Trebbiano e Canaiolo. Uve raccolte a mano, appassite per 3 mesi in antico fienile e fermentazione per 4 anni. Di colore ambrato con riflessi ramati, ha profumo molto intenso di albicocche e prugne secche, sostenuto da mallo di noce e cioccolato. Avvolgente in bocca con le note speziate e agrumate, in perfetto equilibrio, che si avvertono al primo impatto e che accompagnano la lunghissima persistenza finale.

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