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Lug

L'intuizione di Valentino Butussi: così fece grande la Doc Friuli Colli Orientali

on 25 Luglio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La degustazione


(Erika, Filippo, Tobi e Mattia Butussi)

di Michele Pizzillo, Milano

Valentino Butussi ha rappresentato un esempio di agricoltore lungimirante, visto che nei primi decenni del secolo scorso scelse di cambiare indirizzo produttivo all’azienda che aveva creato nel 1910, a Corno di Rosazzo, dove coltivava cereali e frutta, unitamente ad una importante attività zootecnica. 

Ma, Valentino, oltre a lavorare la terra, era anche solito guardarsi intorno. E, quindi, a intuire che l’area pedecollinare morenica dell’affascinante vallata denominata “Prà di Corte” (cioè, i prati della corte) era più vocata alla coltura della vite che a coltivare cereali. Non sbagliando, visto che la zona è poi divenuta una delle zone più rinomate per la produzione dei vini friulani con la doc “Friuli Colli Orientali”. Non è stato tutto semplice, perché la svolta decisiva avverrà quasi mezzo secolo dopo la scelta di cambiare indirizzo produttivo e, cioè, all’inizio degli anni ’70, quando il figlio di Valentino, Angelo completò la conversione colturale, presentando anche le prime bottiglie con etichetta aziendale ed allargando il mercato a tutto il territorio nazionale, superando così il ristretto consumo locale. Poi irrompono i giovani. E siamo alla soglia del nuovo Millennio, quando nell’azienda Valentino Butussi entra la terza generazione, i figli di Angelo - Erika, Filippo, Tobia e Mattia -, con diverse mansioni e un preciso progetto di migliorare tutto dalla vigna alla cantina, dal vino al packaging. D’altronde al forte legame alla tradizione vitivinicola di famiglia, i quattro giovani Butussi aggiungono la freschezza degli studi e già una buona preparazione di come gestire un mercato in forte espansione, tanto da riuscire, in poco tempo, a consolidare un’immagine di forte identità qualitativa della propria produzione, aprendo nuovi mercati in tutta Europa e negli ultimi anni anche negli Stati Uniti e Cina.

Contestualmente al breve racconto della storia dell’azienda di famiglia, avvenuto a Milano, presso Tartufotto, il ristorante aperto da Savini Tartufi, Filippo Butussi, ha presentato le ultime novità che saranno immessi sul mercato nelle prossime settimane e, ovviamente, guidando una degustazione “per fare vedere cosa siamo capaci di fare”, ha detto agli ospiti che ha invitato da Tartufotto. Partendo, logicamente, dalla linea Butussi Superior che – ha ricordato il giovane Butussu – “nasce da una ricerca iniziata nel 2005 da piccole vinificazioni provenienti dai migliori cru aziendali. Nelle varie annate ci siamo resi conto che alcuni di questi cru raggiungevano equilibri ed eleganza maggiori rispetto ad altri. Per diversi anni abbiamo lavorato con varie tecniche di vinificazione, dalle criomacerazioni più o meno lunghe alle vinificazioni in assenza di ossigeno o in ossidazione, con  battonage più o meno frequenti in botti di acciaio e di rovere in varie misure (dai 300 ai 700 litri) dove avviene la fermentazione alcolica e un affinamento sulle fecce fini che varia da 5 a 7 mesi. Tutto questo per individuare quelle tecniche in grado di esprimere al meglio le caratteristiche  dei vari vitigni che, con la vendemmia 2014, hanno originato la linea Butussi Superior. Seppur contestata e discussa da alcuni, per chi ha saputo coltivare i vigneti con sapienza, questa vendemmia verrà ricordata come una grande annata di vini bianchi. La coltivazione biologica (certificata da Icea) ci ha consentito di avere degli ottimi equilibri in vigneto, ed una sapiente e impegnativa cernita delle uve ci ha permesso di portare in azienda una qualità ineccepibile. Il grande vino è quello che riesce a raggiungere un ottimo equilibrio, dal grado alcolico all'acidità, dalla mineralità alla complessità aromatica. La dimostrazione della grandezza della linea Butussi Superior è l’estratto secco di questi vini, che raggiunge e supera gli estratti di molte annate considerate molto buone”.


(I vini degustati)

Questi i vini degustati
Genesis Butussi,  Colli Orientali del Friuli Doc Sauvignon blanc 2015

E’ fra i capolavori della cantina Butussi, questo eccezionale Sauvignon considerato una sorta di svolta per chi era convinto che in queste contrade si potevano produrre dei Sauvignon. Un vino dal profumo di peperone verde, foglie di pomodoro e fruttati di pesca matura. Un vino fresco vivace, armonico, vellutato dalla grande spinta acida e sapida che, al palato, ripropone i sentori già avvertiti all’olfatto, con, in più, la freschezza e la piacevole acidità, sostenute da note balsamiche. E’ un vino che può invecchiare ed è stato premiato con la medaglio d’oro al Concours mondial du Auvignon.

Friuli Colli Orientali Doc Pinot Grigio 2018 ramato
Le uve provengono da tre vigne diverse, impiantate nel 1978, 1984 e 2004, raccolte a mano al raggiungimento della maturazione ottimale per conservarne la parte acida e i profumi. Una piccola parte (25%) viene vinificata in bianco, il 40% viene posto in macerazione a freddo per 36 ore per favorire una maggiore estrazione della parte rosata. Un mese prima dell’imbottigliamento le tre diverse vinificazioni vengono unite a formare un unico vino. Il vino è affinato per 8 mesi in acciaio e una parte in botti di rovere e poi 2 mesi in bottiglia. Di colore ramato, al naso ricorda i fiori di campo, frutta fresca e piccoli frutti rossi di sottobosco. In bocca è vino asciutto, vellutato, di grande carattere e persistenza. A Milano, Filippo Butussi ha portato un paio di bottiglie di un Pinot grigio ramato della vendemmia 1999, ancora incredibilmente integro e fresco.

Valentino Butussi Sauvignon 2018
Sauvignon in purezza maturato 6 mesi in acciaio e 4 mesi in bottiglia, di colore giallo paglierino e caratterizzato da un profumi di peperone verde e pomodoro maturo, sostenuti da note fruttata. In bocca è un bel vino fresco, vivace, armonico e vellutato. Ottimo vino da servire con tutti i tipi di minestre ma, anche, da essere degustato anche fuori pasto come aperitivo. 

Friuli Colli Orientali Doc Cabernet Sauvignon 2016
Le uve, vinificate in purezza, provengono da vigneti impiantati nel 1988 e nel 1977 su terreno collinare costituito da marne ed arenarie stratificate di origine eocenica. Il vino matura in legno pregiato per 3 mesi e affinato altri 3 mesi in bottiglia. Di colore rosso rubino intenso tendente al violaceo, all’olfatto rivela un profumo leggermente erbaceo con sfumature di lampone e mirtillo. Corpo robusto, pieno, sapido, al palato esprime tutte le caratteristiche del Cabernet Sauvignon. 

Santuari rosso riserva Friuli Colli Orientali Doc 2013
Vigneto di Cabernet Sauvignon impianto nel 1988 su un fondo collinare composta da marne e pietre calcaree superficiali. La maturazione avviene in botti di rovere da 300 litri per 24 mesi a cui segue un affinamento in cemento di 6 mesi e altri 12 mesi in bottiglia. Di colore rosso rubino, al naso evidenzia sentori di pepe nero, tabacco dolce e piccoli frutti rossi.  In bocca è elegante,  pieno, asciutto, con una bella entrata salina e una lunga persistenza fruttata. E’ sicuramente un vino da lunghissimo invecchiamento.

Colli Orientali del Friuli Docg Picolit 2012
Solo 2030 bottiglie da 500 ml prodotti in questa vendemmia che ha permesso di ottenere un vino di un bel colore giallo dorato carico, profumo finissimo e intenso tra note floreali, fruttati e il leggero sentore di muffato dovuto all’appassimento, incredibilmente complesso. Al palato è un vino dolce, vellutato, armonico e persistente. Insomma, un grande vino da meditazione, in linea con i magnifici, vecchi Picolit che i Butussi custodiscono nella loro cantina. 

 

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