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03
Ott

Gli svedesi scelgono i vini italiani

on 03 Ottobre 2012. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vini e territori


19 Glas Bar och Matsal

Åsa Johansson

E’ un dato di fatto che agli svedesi piace bere il vino.

Ma cosa pensano quando scelgono un vino? Su cosa si basa la scelta? Il prezzo? Il tipo di vitigno? Il packaging? Ne abbiamo parlato con due esperti che, in modo diverso, lavorano nel mondo del vino in Svezia.

La Svezia è un Paese senza tradizioni enologiche e forse per questo il consumatore è altamente mobile sul mercato. Infatti, i dati confermano la tesi che le preferenze di chi beve vino variano di anno in anno. Da poco l’Italia occupa il primo posto per numero di bottiglie vendute. Il Sudafrica si piazza al secondo, dopo un dominio di quasi cinque anni. Il Bel Paese occupa il 20,2% del mercato, quadro aggiornato al  primo semestre del 2012, ed è aumentata la sua fetta di quasi di un punto rispetto all’anno precedente.

La crescita dell’Italia dipende specialmente dall’incremento dei vini che provengono dal Veneto, come l´Amarone e il Ripasso.  Riscuote grande successo presso i wine lover anche lo Zinfandel statunitense e sembra che ci sia una tendenza di preferenze verso i vini con un alto residuo zuccherino. Anche il Prosecco è uno dei vini più amati, costa meno dello Champagne. “E’ sempre più apprezzato il metodo classico, il cui costo allo scaffale è alto”, dice Jörn Ek che lavora come manager della comunicazione per l´importatore Arvid Nordkvist AB.
 
Per quanto riguarda il packaging, lo svedese preferisce il bag in box, confermato dalle indagini sui consumatori: il  57% di tutti i vini venduti sono in BIB o in confezioni in tetra pack. “Gli svedesi non aprono mai una bottiglia durante la settimana ma il lutherano che c´è in loro sembra invece dare il consenso a un bicchiere (o due) da un bag in box”, aggiunge Jörn Ek in modo ironico. “Lo svedese non beve mai durante la settimana, soprattutto non a pranzo”, conferma Peter Bennyson. Invece il venerdì e durante il weekend vuole bere bene. “Normalmente i miei clienti spendono per il vino quanto spendono per il cibo”.


Gamla Stan

Peter Bennyson, ristoratore di grande esperienza e proprietario del19 Glas Bar och Matsal (pluripremiato dalle guide) che si trova in Gamla Stan (Città Vecchia), una delle isolette di cui è composta la capitale svedese, ricca di case medievali, caffetterie e bar affacciati sul lago Malaren.  Luogo tra i più suggestivi della città. Il 19 Glas Bar och Matsal è, in questo momento, il posto più in voga a Stoccolma per chi ama i vini e il buon cibo con una carta che contiene 300 etichette, di cui quasi tutte si possono anche ordinare al bicchiere.
 
Lo svedese è un cliente molto curioso, vuole imparare e si fida molto di che serve il vino. “A differenza dallo svedese i turisti spagnoli, francesi o italiani guardano prima da soli la lista del vino e poi chiedono. Vedo in quest’ultimo periodo anche un grande interesse verso i vini naturali. Credo perché gli svedesi siano sensibili al tema dell´ambiente. Poi, in realtà, forse non sanno cosa vuol dire prodotto biologico, biodinamico o quant´altro, basta che ci sia scritto “BIO” sull´etichetta”, continua Peter Bennyson.
 
Viste le tasse, molto alte, che gravano sui vini e sui superalcolici, stanno nascendo altre modalità per comprare il vino, alternative al Systembolaget, il Monopolio svedese che gestisce i negozi per la vendita degli alcolici. “Infatti si dice che una bottiglia su tre non è comprata in Svezia”, dice Jörn Ek. Coloro che vivono al Sud del Paese vanno a rifornirsi in Germania. Altri hanno iniziato a scoprire il commercio on-line. “Chi va in Germania sicuramente cerca prezzi migliori, mentre chi compra vino su internet normalmente è un consumatore più consapevole e cerca la qualità”, conclude Jörn Ek.

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