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Nov

"Sulle orme di Bacco", il nostro press tour alla scoperta delle eccellenze del Salento/1

on 20 November 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vini e territori


(Il gruppo dei giornalisti che hanno partecipato al press tour)

di Manuela Zanni

Quando si compie un viaggio dai ritmi intensi c’è sempre la necessità, una volta tornati a casa, di “metabolizzare” tutte le informazioni ricevute che, unite alle emozioni suscitate dalle esperienze vissute, si fondono in un unicum che diventa ricordo e, in quanto tale, spesso, malinconico.

Se, però, si riesce a vivere il tempo del viaggio con consapevolezza godendone ogni istante “hic et nunc”, al ritorno non ci si sentirà pervasi dalla nostalgia di ciò che è stato poiché ogni momento sarà già passato allo “scanner” della nostra memoria e riviverlo sarà meno doloroso. Il viaggio ci trasporta, infatti, in una realtà parallela avulsa dalla nostra quotidianità e questo spesso ci porta a perdere il contatto con noi stessi, immersi in una dimensione diversa. Ma se, pur essendo in viaggio, si incontrano volti familiari le cui abitudini ti fanno sentire “a casa”, il viaggio diventa uno scambio basato sulla reciprocità e il viaggiatore si confonde con l’abitante e viceversa. Che poi, in fondo, è questo a farci sentire “cittadini del mondo”. 

Andare in Salento è un po’ come tornare a casa pur non essendoci mai stati. Chiunque incontri ti racconterà i propri dubbi, le proprie amarezze, ma anche le proprie speranze e la voglia di fare. Tutti, con gli occhi lucidi, guardano il paesaggio segnato dalla piaga della Xylella che da circa un decennio ha messo in ginocchio l’economia colpendo non solo gli ulivi secolari, di cui la Puglia è patria, ma anche tutto l’indotto che gira intorno al comparto oleario. Ma tutti, indistintamente, ti diranno che, anche se non sanno ancora come, in qualche modo, ne usciranno. Molti hanno già trovato nel leccino, una varietà di ulivo resistente (anche se non immune) al batterio da cui oggi si cominciano a cogliere i frutti di ulivi impiantati tre anni fa. Altri, come, ad esempio, la cooperativa “I Contadini ”, hanno deciso di puntare sulla coltivazione di altre piante come melograno, melanzane, pomodori, peperoni, zucchine, finocchi, lampascioni che producono e lavorano stagionalmente con metodi assolutamente naturali come l’essicazione al sole in modo da sigillarne la freschezza e consentire di gustare tutto l’anno le prelibatezze del territorio conservate sottovuoto o sott’olio extravergine d’oliva. 

Altri, ancora, hanno deciso di puntare sul turismo enogastronomico trasformando cantine e masserie in splendide dimore di charme in cui vivere un’esperienza unica a diretto contatto con il territorio ed i suoi abitanti. E’ questo il caso de “la Maison d’Enri” un luogo incantevole dove l’eleganza della padrona di casa, Carla Tomacelli, si rispecchia nella cura dei dettagli facendo la differenza per un risultato unico ed indimenticabile al contempo. Questa dimora di charme, appena fuori Gallipoli, oggi è un boutique Hotel dalla dimensione intima ed accogliente in cui il lusso diviene accessibile anche grazie ad esperienze diverse come workshop sulla ceramica, cartapesta, ricami antichi, intreccio cestini e lezioni di cucina che si concludono nel modo migliore possibile ovvero con una cena o un pranzo in occasione del quale gli allievi si trasformano in commensali e gustano le pietanze la cui preparazione hanno appreso durante la lezione come  orecchiette, “sagne torte”, cappelli del prete, solo per citarne alcune. 

In alternativa sarà altrettanto affascinante dormire in uno degli appartamenti che fanno parte del circuito degli ostelli diffusi, ma anche quelli indipendenti come il B&B “Casa Paradiso” dove la signora Michela ogni mattina vi accoglierà con crostate, torte, marmellate da lei preparate e vi farà compagnia raccontandovi aneddoti raccolti durante tanti anni di esperienza nel turismo esperienziale, il cui fruitore diviene, cioè, protagonista della propria vacanza in contrapposizione al turismo di massa. 


(Le luminarie di Ugento)

In questo ambito la città di Ugento gode di un gran fermento grazie ad un progetto finanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Puglia che vede molto attiva e partecipe l’amministrazione comunale, la ProLoco, l’Agenzia Regionale per il Turismo e l’Ostello Diffuso di Ugento. Grazie a questa iniziativa sarà possibile trovare durante tutto l’anno un calendario fitto di appuntamenti culturali ed enogastronomici che rendano appetibile questa zona non solo nei mesi estivi, nel tentativo di destagionalizzare il turismo e unire al mare tanti altri motivi per raggiungere, anche se non sempre comodamente, la costa salentina. Un esempio è offerto dalla festa di San Martino a Taviano, comune limitrofo a Ugento, che si svolge l’11 novembre, in occasione della quale la tradizione vuole che si assaggi il vino Novello. Qui, tra bancarelle illuminate a festa da “grappoli” di lampadine, sarà possibile gustare la “puccia”, focaccia condita con olive, pomodoro, sarde e origano, le “pittule”, frittelle salate ripiene di spezie e verdure, le sarde a “scapece”, tipico street food salentino che consiste nel pesce fritto offerto nei tini di legno che viene condito con mollica di pane, aceto e zafferano che conferisce un colore giallo intenso. Tra i dolci sentirete forte il profumo della “cupeta” ovvero un torrone di mandorle caramellate preparato a vista e di “mustazzoli”, ripieni di frutta secca e ricoperti di cioccolato.  


(Museo dell'arte olearia a Serrano)

Dopo questo giro a caccia di leccornìe “on the road” potrete saziare il vostro appetito, che nel frattempo si sarà aperto, a “casa Tu Martino” un ristorante che sembra davvero una casa, anche perché in realtà lo è, in cui lo chef vi proporrà tutte le tipicità locali, tra cui i pomodori gialli “scattarisciati” ovvero fritti e conditi con olio extravergine d’oliva, il pane fritto con cicoria e ceci, le fave con cime di rapa, formaggi misti tra cui pecorino, burrata e stracciatella,solo per citarne alcuni. 


(Locanda dei Carmini)

Continuando il nostro giro salentino, a Serrano, non perdete la visita a Palazzo Lubelli, che risale al 1500 con successivi ampliamenti nel 1700 e fine 1800 e la altrettanto affascinante visita al Museo dell’Arte Olearia “Ubaldo Villani” in cui sono presenti, oltre a numerosissimi oggetti della vita agricola, un frantoio del 1800 e uno del 1928 tra i primi a funzionare a motore elettrico e, se il tempo lo consentirà, potrete anche visitare la cinquecentesca Torre dei Tolomei interamente circondata da terreno coltivato in biologico. Per concludere il vostro tour giornaliero con gusto non perdete la locanda dei Camini a Botrugno dove, immersi in un’atmosfera accogliente ed elegante di un’abitazione nobile del 1800, lo chef Oronzo Rizzello vi stupirà con una cucina di tipo mediterraneo a base di pescato locale, ma anche di verdure di stagione abbinate a preparazioni tipiche di altre culture come la pasta “kataifi” che rivelano grande apertura alla cucina internazionale. 


(Il museo archeologico di Ugento)

In tema di musei, se c’è una cosa che davvero vale la pena cedere, è il Museo archeologico di Ugento dalla struttura ultramoderna dove, grazie alla competenza delle guide, farete un giro davvero interessante alla scoperta della civiltà dei Messapi, antichi abitanti di Ugento. Sempre qui visitate anche il Parco naturale regionale Litorale di Ugento, una vera oasi naturalistica in cui potrete fare splendide passeggiate immersi nella natura che vi condurranno verso una  spiaggia dalla sabbia fine e dorata.


(Pasta fresca)

La sera poi potete (e dovete assolutamente farlo!) cenare a “La Vecchia Botte” un accogliente ristorante dove lo chef patròn Davide Tarquinio e sua moglie vi accoglieranno come foste vecchi amici e vi vizieranno preparandovi tutte le specialità della casa tra cui le orecchiette maritate, ovvero miste a pasta dalla forma allungata chiamata “minchiareddi”, connubio tipicamente salentino, condite con sugo di pomodoro e ricotta infornata e vi delizierà con un dessert alla ricotta ghiacciata accompagnata da uva e fichi secchi.


(Agostino Branca)

Non meno suggestivo, spostandoci a Tricase, è il Porto Museo, un vero e proprio “porto di mare”, luogo accogliente di incontro, dialogo e condivisione delle esperienze della comunità e dei territori costieri mediterranei in cui è stato istituito un Centro Culturale Permanente sulle antiche tradizioni marinaresche in cui si incrociano, completandosi, le attività di diversi attori sociali tra cui il Cantiere del Gusto, la Bibliomediateca del Mare, La Scuola Municipale di Vela Latina e di Antica Marineria e il Museo delle Imbarcazioni Tradizionali, ridando vita alle tradizioni e all’economia del luogo grazie a molteplici iniziative volte alla rinascita dell’intera comunità. Una volta qui regalatevi due esperienze indimenticabili.


(Rocco Cazzato)

La prima, che farà bene al vostro spirito, è la possibilità di fare un corso di ceramica con il Maestro Agostino Branca dell’omonimo laboratorio di ceramiche che vi aiuterà a liberare la vostra creatività insegnandovi un’arte di cui la sua famiglia è fiera rappresentante da generazioni. A seguire un’esperienza, non meno importante, che non solo coccolerà il vostro palato, ma che vi farà conoscere Rocco Cazzato, patròn del ristorante “Anime Sante”, nome che deriva dalle invocazioni dei marinai che a loro si rivolgevano in caso di cattivo tempo, che ha fatto del mestiere di pescatore il senso della propria vita che narra in ogni  racconto affascinando i commensali che, troveranno, tuttavia,  anche piatti adatti a tutti i palati, anche vegetariani e vegani. 

(continua...)

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