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20
Ott

La Maiorca che non ti aspetti, tra chef stellati, arte e ottimo vino/2

on 20 Ottobre 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vini e territori


(Il gruppo dei giornalisti del press tour che è andato alla scoperta dell'itinerario del sale)

di Michele Pizzillo, Maiorca

(...) Seconda puntata della nostra “Maiorca foodie experience” con una considerazione sulla scelta, sicuramente intelligente, del direttore dell’Ente turistico delle Baleari di dividere i 20 giornalisti italiani in tre gruppi e con tre diversi itinerari differenti (leggi qui la pima parte). 

Così -  probabilmente, avrà pensato – offro tre diverse letture di Maiorca, l’isola interessata da questo press tour. E, quindi, metto a disposizione materiale tale da poter scrivere reportage, articoli o piccole note, di mondi completamenti diversi, pur essendo uno accanto all’altro. Personalmente siamo finiti nel terzo gruppo, quello conosciuto come  “itinerario del sale” (gli altri due riguardavano le donne chef e la cucina contadina). Un gruppo subito affiatato, senza che nessun abbia sbuffato o commentato negativamente la scelta dell’itinerario. E, quindi, come scolaretti disciplinati e desiderosi di conoscere quanto più possibile dei luoghi visitati: stesso comportamento tenuto da un paio di giornalisti che oltre a parlare bene lo spagnolo, conoscono anche bene Maiorca, senza far pesare questo loro vantaggio. Ci siamo affidati alla guida assegnatoci, una competentissima signora spagnola (non maiorchina), Pilar Benitez Eiroa, che oltre a raccontarci tutto quello che stavamo vedendo con i nostri occhi, ha pure risposto a tutte le domande che facevamo per cercare di trovare quello che poi sarebbe stata la chiave di lettura dei nostri servizi giornalistici. 


(Montagne di sale)

A spiegarci perché nell’ambito della Maiorca foodie experience eravamo il gruppo dei salinari, è stata la stessa Pilar, guidandoci a Campos, a Ses Salines d’es Trent. Passando, però, prima da uno splendido agriturismo – Hotel rural Son Bernadinet – della famiglia Fernandez Bonet che, per l’occasione, ha organizzato una degustazione firmata dallo chef Sergi Camats, tutto a base di quanto viene raccolto nella circostante azienda agricola. Qui, infatti, la proprietaria, Francisca, conserva o trasforma tutto quello che produce e che Sergi non riesce a smaltire nelle sue mega colazioni dove dire che è presente il “ben di Dio” potrebbe essere anche riduttivo. Quella di Camats è una cucina classica, fatta solo con prodotti freschi di stagione e, perciò, introvabile in qualsiasi altro posto. Per gustarla in tutte la sua grandezza, insomma, bisogna venir a Son Bernadinet.


(La tavolata nella salina)

Saziati dai grandi piatti rurali dello chef Camats, riprendiamo il viaggio verso la costa sud di Maiorca, dove c’è la splendida Ses Salines d’es Trenc che come ci rammenta Lucia Calvo, che guida i visitatori nella laguna salata che produce il flor de sal, cioè un sale con un ridotto contenuto di cloruro di sodio  e una percentuale molto alta di magnesio. Unico al mondo con queste caratteristiche, tanto da essere utilizzato come tocco finale per pulire il palato. La salina maiorchina è un esempio di biodiversità, come conferma la presenza di una ricca fauna che Miguel Rayò, del Grup Balear d’Ornitologia i Defensa de la Naturalesa (Gob), ci invita a guardare con il suo telescopio. Ci sono 177 bellissimi esemplari di uccelli, di cui 50 descritti  in una dettagliata pubblicazione che il Got regala ai visitatori della salina. Che sono migliaia, perché è una meta imperdibile per chi decide di soggiornare nelle isole Baleari. D’altronde il paesaggio dei Salines d'Es Trenc è da sogno, con un parco naturale di 1.500 ettari dove si trova un ecosistema con vegetazione ricca di salicornia, erbe come cardo mariano, cespugli come Zamarrilla o erba Sant Ponç e gli alberi come il pino, ginepro e tamerici e, infine, la vasta zona umida di Salobrar che ha un grande valore ecologico in quanto è scalata da numerosi uccelli migratori. La sua estensione è di 330 ettari. Salinas de Levante, nasce il 22 aprile 1958 con l'obiettivo di produrre sale marino in oltre 135 ettari. Oggi si producono 10.000 di tonnellate di sale marino all’anno. Con un vasto circuito di zattere progettato per aumentare la concentrazione di sale per litro di acqua di mare. Tramite un canale, le acque del Mediterraneo Es Trenc, adatto per la produzione naturale di cloruro di sodio, nutrono questo paradiso per gli uccelli, raro esempio di come l'azione umana può generare ecosistemi preziosi e degni di protezione. 

Oltre al sala naturale, Flor de sal d’es Trenc propone Sali aromatizzati come quello che esprime tutti i profumi del Mediterraneo, c’è all’oliva nera e al tè del Sri Lanka, alla rosa e all’ibisco, arancia&chili e Limone&lavanda, al pomodoro e alla miscela di erbe, ai petali di rosa e pepe di Sechuan e pepe nero. Con questa varietà di Sali aromatizzati, lo chef Paolo Casagrande del ristorante Lasarte di Barcellona (tre stelle Michelin) una bela selezione di piatti.


(Miguel Calent)

Noi, invece, ci siamo deliziati con la cucina di Miquel Calent, del ristorante Ca’n Calent, che ha aperto le danze con il melone con gamberoni bianchi, pomodoro secco e una salsa a base di arancia, erba cipollina, uova e olio, essiccati e polverizzati, servito su un fantastico pezzo di sale. Gli altri piatti che ha proposto Miguel sono il panfocaccia (coca nell’idiola locale) con melanzane e peperoni, il maiale nero (una gloria locale) e ricotta, uova con sovrasale e funghi, lampura con riso calamari e salicornia appena colta nella salina, maialino con confettura di buccia d’anguria. 


(Il melone con gamberi bianchi)

Una pranzo eccellente, accompagnato dall’immancabile e ottimo rosato fatto da Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon e un bianco a base di Chardonnay e Riesling, che per la sua abbondanza, ha quasi compromesso quello che ci riservava la serata, quando i tre gruppi si sono finalmente incontrati e scambiati le proprie esperienze che se ci fosse stato più tempo, ci avrebbe permesso di approfondire meglio la conoscere dei luoghi visitati. Come, per esempio, la spiaggia che divide la salina dal mare, ma anche alcuni scorci della stessa Palma di Maiorca. (continua …)

LA MAIORCA CHE NON TI ASPETTI, TRA CHEF STELLATI, ARTE E OTTIMO VINO - PRIMA PARTE

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