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Mag

Lungo le strade del vino in Puglia: diario di un "pellegrino"

on 16 maggio 2014. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vini e territori

Centoventi chilometri a piedi, alla scoperta di vigne, aziende e prodotti

Ancora i ricordi sono vividi, le gambe ne risentono, la ricchezza delle campagne dell’area vitivinicola di Castel del Monte in Puglia è impressa nella mente e nel cuore, ma i cinque giorni del press tour “Pellegrinaggio Artusiano 2014”, organizzato dal Movimento del Turismo del Vino Puglia sono giunti al termine.

E ai pellegrini, rappresentanti della stampa di settore, che hanno percorso eroicamente 120 km a piedi alla scoperta dei luoghi della Disfida di Barletta, nei territori della Murgia, spetta il compito di raccontare. Anche a me, neo pellegrina artusiana.

Non facile fare una sintesi di quello che è il Pellegrinaggio Artusiano come esperienza umana e professionale. Non basterebbe un solo articolo. Dal momento dell’arrivo in Puglia, dal primo passo mosso, il cammino è stato un continuo scoprire. Molto è stato svelato, e potrebbe essere raccontato; per ogni sasso calpestato, per ogni paesaggio percorso, per ogni filare di vite osservato e per ogni uliveto in fiore ci sono emozioni e ricordi emersi, che per sempre legheranno i pellegrini al territorio pugliese. Ma, tralasciando l’aspetto personale, il percorso è stato un’opportunità per scoprire il territorio, la cultura, la storia, ma anche i prodotti, i volti, il sudore e l’orgoglio di chi in quella terra produce. Gli incontri professionali, ma soprattutto umani, con i produttori locali, hanno permesso di conoscere le realtà aziendali più rappresentative e di degustare i vini che meglio rappresentano la zona vitivinicola attraversata (con alcuni vitigni in particolare, Nero di Troia e Bombino Nero). I vini degustati sono stati quelli di Rivera, Tormaresca, Villa Schinosa , Santa Lucia e Ognissole.

Dalle campagne, espressione dei vitigni autoctoni, alle cantine, dai profumi dei terreni alla degustazione dei vini, l’excursus esplorativo è stato sempre rafforzato dalla conoscenza diretta dei produttori, che hanno ospitato, sorpresi e pieni di ammirevole stima, i pellegrini, tanto da condividere con loro anche le simpatiche cene, in cui si è potuto degustare il meglio della cucina pugliese: dalla tradizione gastronomica delle masserie -  dove piatti forti dono stati orecchiette, taralli, formaggi, fave e verdure - alla cucina dei ristoranti più rinomati, tra i quali “Antichi Sapori” dello Chef Pietro Zito, che ha portato a tavola il meglio del suo orto, sito a Montegrosso.
Tappe golose sono state anche quelle avvenute durante le ore del giorno, più frugali per non interrompere il cammino, ma sempre autentica espressione dei veri sapori pugliesi, come quelli offerti dal GAL “Le Città di Castel del Monte”.

Numerose le soste che hanno permesso la conoscenza dei prodotti gastronomici; a cominciare dal prodotto principe della cucina pugliese, ovvero l’olio extravergine d’oliva da Coratina in purezza, cultivar autoctona che si contraddistingue per la nota piccante. Apprezzata quest’ultima dai pellegrini, tanto da far versare l’olio senza riserve su ogni piatto, fetta di pane o tarallo si materializzasse nelle loro vicinanze dopo ogni tappa percorsa a piedi; in particolar modo durante la visita al Museo dell’olio presso la Masseria Terre di Traiano.
Una tappa interessante per la vocazione agricola, quella raggiunta presso l’azienda Laltragricoltura, a Barletta, dove ai pellegrini è stato offerto uno spuntino a base di verdure e ortaggi freschi. Tra le realtà aziendali più rappresentative incontratevi sono anche quelle del Pastaio Maffei, del caseificio Le Delizie del Latte e del Museo del Confetto G. Mucci.

Nel corso del pellegrinaggio è stato possibile esplorare le ricchezze del territorio non solo dal punto di vista enogastronomico, ma anche storico e culturale attraverso la sosta in luoghi emblematici, come quelli del Santuario della Madonna del Sabato e della Grotta di San Michele, dell’Ipogeo Cellario, della Chiesa di San Nicola ad Andria, dell’Epitaffio della Disfida, del centro storico di Barletta.

Il press tour è stato un percorso enogastronomico e culturale dunque, ma segnato anche da risvolti sociali e umani importanti, grazie ad un incontro organizzato con le detenute della Casa di Reclusione Femminile di Trani, impegnate nel laboratorio sartoriale “Made in Carcere” -  parte del progetto “Officina Creativa”, di cui è fondatrice Luciana Delle Donne che ha affermato: “Tessuti di scarto ridanno una speranza e soprattutto dignità a donne, che ottengono così una seconda opportunità di vita”.

Un momento di riflessione dunque quello dell’incontro con le detenute, che ha segnato e interrotto il cammino, poi ripreso per giungere a Barletta, dove i pellegrini sono stati protagonisti dell’iniziativa “La Disfida degli autoctoni”. L'evento si è tenuto nella suggestiva cornice medioevale della “Cantina della Sfida”, luogo dove realmente ebbe inizio il famoso scontro cavalleresco del 1503 tra italiani e francesi.
 In una degustazione all’ultimo calice, i pellegrini hanno degustato tredici etichette di Nero di Troia e altrettante di Tannat, tanti quanti furono i cavalieri che presero parte allo scontro. A fine degustazione, ogni pellegrino ha versato il sangue del cavaliere sconfitto su un lenzuolo bianco posto per terra, che si è  impregnato quindi di macchie di vino Tannat, perché a vincere è stato il Nero di troia.

Si è concluso così il Pellegrinaggio Artusiano in Puglia, con un “arrivederci” a tutte le persone incontrate, a quel territorio, e con un grazie al Movimento del Turismo del Vino e alla direttrice Vittoria Cisonno, anima operativa di tutto il tour e sostenitrice di noi tutti pellegrini.

Francesca Landolina

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