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Gen

L'Amarone vale 350milioni di euro, tutti i numeri della Valpolicella

on 30 Gennaio 2014. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vini e territori

È il primo Amarone che ha potuto fregiarsi della Docg quello dell'annata 2010, che ha debuttato ufficialmente sul mercato  nel segno indistinguibile della tradizione presentandosi nei giorni scorsi al grande pubblico, nella splendida cornice di Palazzo Gran Guardia a Verona.

La manifestazione che ha celebrato il Grande Rosso, annoverato all'unanimità dalla critica tra i vini top a livello mondiale, mai come quest'anno si è presentato con innumerevoli novità. La più importante ha riguardato un'operazione di restyling frutto di uno studio accurato, espressione della propensione ad una modernità che valorizza il passato e che, nell'intento del Consorzio, vuole essere ulteriore elemento di identificazione e appartenenza per tutte quelle aziende che sintetizzano in un solo marchio lo strettissimo rapporto tra vino e territorio.

Un'annata ottima, grazie ad una buona variabilità climatica, da una buona piovosità e da temperature al di sotto della media stagionale, condizioni queste che hanno generato una discreta vigoria vegetativa. Il vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella Daniele Accordini ha introdotto in sintesi le peculiarità di questa nuova annata. "Prima di tutto – spiega – va sottolineato che l'andamento climatico del 2010 non è stato tra i più facili, se rapportato alle ultime vendemmie. L'annata è stata piuttosto fredda e si è tradotta in una notevole variabilità. Uniforme è stato invece l’impegno dei produttori per raggiungere un livello qualitativo complessivamente elevato, che mantiene fede al nome e alla fama dell’Amarone. Entrando nel dettaglio – prosegue – abbiamo visto che le vallate della parte più pianeggiante hanno sofferto di più mentre le vallate dove le altitudini sono un po' più elevate hanno dato risultati migliori". In Valpolicella l’inverno è stato piuttosto lungo e freddo e di conseguenza la ripresa vegetativa della vite è avvenuta con grappoli di buone dimensioni. Tutta la fase di maturazione, poi, si è sviluppata in modo piuttosto irregolare, con colpi di caldo e abbassamenti repentini di temperatura. Le elevate piogge hanno contribuito a un generoso sviluppo vegetativo in post fioritura. 

In sintesi estrema, dalla degustazione del panel sono stati rilevati per i vini delle diverse vallate i seguenti caratteri: naturalezza d’espressione per San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio, consistenza estrattiva per Negrar, complessa armonia per Fumane, profondità fruttata per Marano, finezza vibrante per la Valpantena e potenza dinamica di Illasi, Cazzano e Mezzane. Definizioni comunque semplicistiche per descrivere un vino dalle molteplici sfumature.

Alcuni numeri, però, spiegano con estrema esattezza il momento che vive l'Amarone. Una crescita continua e costante grazie ai 60 milioni di bottiglie prodotte, pari ad un controvalore di 350 milioni di euro

• La produzione di vino rosso a denominazione nel Veneto si attesta attorno al milione e trecentomila ettolitri e i vini della Valpolicella ne rappresentano il 37%

• Nel 2013 gli ettari coltivati sono 7288

• I vitigni autoctoni della Valpolicella rappresentano il 95% sul totale dei vigneti impiantati

• La maggioranza dei vigneti si trova ad una quota tra 100 e 300 mt sul livello del mare

• Nel 2013 sono stati messi in appassimento 299mila quintali di uva per la produzione di Amarone e Recioto della Valpolicella

• Nel 2013 è stato imbottigliato un quantitativo di Amarone della Valpolicella pari a 13,4 milioni di bottiglie.

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