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Lug

Gurrieri, tutto autoctoni e famiglia: “E ora puntiamo su un metodo classico”

on 17 Luglio 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'azienda


(Angela e Giovanni Gurrieri)

Ad oggi è uno dei più singolari spumanti, metodo classico, ottenuto da uve Nero d’Avola e Frappato vinificate in bianco. 

Si tratta del Metodo Classico della cantina Gurrieri di Chiaramonte Gulfi, in provincia di Ragusa, che sosta sui lieviti 22 mesi. Da qui anche l’origine del nuovo nome, Hic est XXII, che ha dato vita alla nuova etichetta, messa in commercio recentemente. Un look minimale, sobrio, sul quale spicca solo la scritta: “Il precedente nome era Donna Grazia, ma abbiamo già un Metodo Classico uguale che sosta sui lieviti per 11 mesi. Abbiamo deciso di differenziare per non creare confusione. L’uso del latino per rimarcare la nostra tradizione, l’attaccamento ad essa e lo stile classico. Non amiamo le mode. Lavoriamo solo vitigni autoctoni, declinandoli il più possibile per lasciare emergere le loro più intriganti espressioni”, afferma Giovanni Gurrieri, patron della cantina.

La cantina ha una storia relativamente giovane, perché il primo imbottigliamento risale al 2010, ma la famiglia Gurrieri coltiva la vigna e produce uva da oltre cinquant’anni. “Mio padre, ottantenne, ancora oggi lavora in vigna – racconta Giovanni - Si alza all’alba e segue i lavori con i nostri uomini, per poi riposare il pomeriggio, quando si dedica ai nipotini. A lui è dedicato il Cerasuolo di Vittoria Classico Don Vicè, il solo nostro vino che fa passaggio in legno, un vino elegante ed austero”. Le etichette prodotte sono 11 per una produzione totale di circa 35 mila bottiglie. Sono tutti vini da vitigni autoctoni, Nero d’Avola e Frappato, che la famiglia declina in più tipologie, dal Frappato al Nero d’Avola in purezza, dal Cerasuolo di Vittoria Docg al Cerasuolo di Vittoria Classico Docg, dal rosato a un blend di Nero d’Avola e Frappato vinificato in bianco, il vino più tipico della cantina, per passare ad un Grillo in purezza e al metodo Martinotti, ottenuto sempre dallo stesso uvaggio (Nero d’Avola e Frappato) e giungere infine ai due spumanti (Donna Grazia ed Hic est XXII). C’è solo un internazionale, coltivato in purezza, il Syrah, un vitigno che ormai si può considerare ben integrato in Sicilia, soprattutto nella Val di Noto. “Le etichette possono sembrare tante, ma la ragione della loro presenza sta nel mio modo di vivere la vigna. Per me sono una piccola collezione. Ne produco poche migliaia per tipo, proprio perché mi piace poter tirare fuori dai vitigni di questa zona, quella della docg siciliana, ogni loro possibile espressione. Il vino poi si fa in vigna, coltivo in biologico e la mia produzione rimane di nicchia. Tutto ciò che viene fuori è un dono della natura. Potenzialmente potrei crescere numericamente, ma non punto certo alla quantità”.


(Il nuovo spumante)

Le vigne sono immerse nelle campagne dei Monti Iblei, nella fertile Val di Noto, nella zona dell’unica Docg siciliana, quella del Cerasuolo di Vittoria. Sono sempre state coltivate da Don Vicè, ma dopo anni di tradizione e di coltivazione per produrre vino e olio ad uso familiare, Giovanni Gurrieri mette in produzione i 3,2 ettari di proprietà nelle campagne di Chiaramonte Gulfi e Mazzarrone e, razionalizzando le aree più vocate alla produzione vitivinicola dell’area, prende in affitto anche circa 3 ettari, a Chiaramonte Gulfi. La tradizione agricola familiare diventa così un’attività aziendale ma di nicchia, dove vi lavorano quotidianamente il papà di Giovanni e la mamma Graziella, che si occupa dell’amministrazione, insieme alla sorella Angela. Nella “collezione” Gurrieri, Hic est XXII è uno spumante dotato di equilibrio e fragranza, con un perlage fine e persistente. Al naso profumi fruttati, agrumati e floreali, sentori di crosta di pane. Al sorso è fragrante e con una spiccata acidità. Da abbinare anche a tutto pasto.

C.d.G.

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