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Nov

Agrirape punta anche sul riso: "Il Carnaroli isolano dall'aroma e profumo unici"

on 19 November 2018. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - L'azienda


(Angelo Manna)

di Stefania Petrotta

Agrirape nell’immaginario collettivo evoca diversi prodotti perché tanti sono quelli di cui l’azienda, nata con Giuseppe Manna negli anni '60 col nome del feudo sul quale insisteva, “Rape”, dispone nel proprio catalogo. 

Sita a Leonforte, nell’ennese, da sempre naturalmente vocata alla coltivazione della Pesca di Leonforte e della Fava larga di Leonforte, dal 2001 l’azienda cambia ragione sociale e vede il figlio Angelo prenderne le redini. Oggi Agrirape è una realtà che ha fatto del confezionamento, della trasformazione e della commercializzazione dei propri prodotti il fiore all’occhiello. Due le linee: quella relativa alle varietà locali di frutta che per lo più viene trasformata, e quella dei legumi locali. Da un lato marmellate, confetture e frutta sciroppata in cui, accanto alle suddette pesche troviamo albicocche, fichi d’india e agrumi; dall’altro la Fava larga di Leonforte e la Lenticchia nera dei Colli Ennesi. Ad essi, da 8 anni a questa parte, si è affiancato il riso. “Abbiamo iniziato un po’ per gioco – ci racconta Angelo Manna – con tutte le difficoltà del caso. L’idea viene da un intervento dello chef Carmelo Floridia in una trasmissione televisiva. Avendo fatto diverse esperienze in nord Italia ed avendo adottato nella propria cucina ricette di altre regioni rivisitate attraverso l’utilizzo di prodotti siciliani, lo chef si rammaricava del fatto di non poter disporre di riso siciliano”. È lo stimolo che spinge padre e figlio ad intense ricerche dalle quali emerge la scoperta che anticamente in Sicilia esistessero diverse zone di coltivazione di riso. Da lì al buttarsi a capofitto nella sperimentazione della tecnica per riproporlo è un attimo. Oggi Agrirape può contare su 3 ettari coltivati a Carnaroli dalla resa di 20-30 quintali ciascuno in media, a seconda delle condizioni climatiche dell’anno di produzione. Una piccola realtà che però ha aperto la strada ad altre aziende che hanno intrapreso il loro stesso percorso.          

Quello che non tutti sano è che, se da una parte il riso siciliano possiede caratteristiche nutrizionali simili a quelle delle coltivazioni effettuate altrove, dall’altra, sono le caratteristiche organolettiche ad essere differenti ad opera del clima e del territorio. Il Carnaroli isolano è infatti particolarmente apprezzato per il suo aroma e per il profumo. Altra differenza si riscontra, in cucina, nel maggiore assorbimento d’acqua in fase di cottura. Questa caratteristica deriva dalla tecnica colturale differente rispetto a quella utilizzata in altre regioni. Il riso infatti non si coltiva nelle classiche risaie sommerse bensì su terreno asciutto che viene mantenuto omogeneamente umido ad opera di una costante attività di irrigazione. “Quest’anno – spiega Angelo – a causa delle recenti condizioni climatiche, dobbiamo ancora effettuare la raccolta, mentre normalmente per metà ottobre l’operazione è già conclusa. In ogni caso il raccolto è già venduto. Il nostro è infatti un prodotto artigianale che viene acquistato per lo più da ristoranti e negozi specializzati siciliani. Per fortuna solitamente la richiesta è maggiore rispetto all’offerta che possiamo dare e pertanto il raccolto normalmente si vende già in fase di produzione”.

Manna ci tiene a parlarci dell’esperienza da poco conclusasi in Azerbaijan dove sono stati chiamati, unica azienda in Italia nel settore frutticolo, a contribuire al progetto “Rural development Azerbaijan” con lo scopo di sviluppare il comparto agricolo delle zone rurali del paese. Agrirape viene coinvolta per la propria esperienza nella trasformazione e nella conservazione della frutta attraverso l’insegnamento alle famiglie locali delle metodologie e dei segreti per la realizzazione di marmellate e confetture, ponendo particolare attenzione su quelli che sono gli standard europei in materia di igiene e produzione. “È stata un’esperienza che ci ha gratificato moltissimo – rivela Angelo – e che pertanto ci tengo a ricordare. Ci siamo ritrovati in un ambiente similissimo a quello dell’entroterra siciliano degli anni Cinquanta con un pubblico che affamato di sapere, modernizzazione e sviluppo. E siamo sicuri che i semi che abbiamo gettato porteranno molti frutti in tutti i sensi”. Con questo stimolo, sono tornati a casa con nuovi progetti di crescita personale: in questo momento, infatti, si stanno sperimentando nettari di frutta e una nuova tipologia di prodotti a base di frutta ed erbe aromatiche. E siamo sicuri che, anche questa volta, sarà un successo.

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