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Giu

Premio Strega Mixology, vince Virginie Doucet con un cocktail ispirato a Hemingway

on 21 Giugno 2019. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il concorso


(Gennaro Schiano, Luca Romano, Virginie Doucet, Davide Mastromauro e Sabina Yausheva)

di Marco Sciarrini, Roma

Si è conclusa la quinta edizione del Premio Strega Mixology, che ha proclamato vincitrice Virginie Doucet, giovane barlady del OOO Out Of Ordinary, locale all’interno del nuovo The Student Hotel di Firenze, che vede come bar manager Luca Manni. 

La vincitrice avrà l'onore di stilare la drink-list per i 1.700 ospiti della serata finale della 73esima edizione Premio Strega e rappresenterà Strega Alberti al Bar Convent di Berlino. A valutare i cocktail, nella finale del 17 giugno, una giuria di esperti, coordinata da Stefano Nincevich, giornalista e responsabile iniziative speciali di bargiornale, insieme a nomi famosi della mixology e a un panel composto da 10 giornalisti del settore. I finalisti hanno creato altrettanti drink ispirati ad opere letterarie e che saranno serviti alla cerimonia ufficiale del del Premio Strega letterario del 4 luglio al Ninfeo di Villa Giulia a Roma,  unendo la letteratura al buon bere e all’arte dei cocktail. I cinque finalisti, scelti dal bartender napoletano Alex Frezza, e scelti tra una rosa di 200 concorrenti, si sono esibiti con i loro cocktail, ispirati alla letteratura, all’Hotel La Griffe di Roma, ed era composta da:

Virginie Doucet del OOO Out Of Ordinary, di Firenze, con il suo Beneventum: 4 centilitri Liquore Strega, 3 centilitri vermouth extra dry, 0,5 centilitri succo fresco di lime, top di soda al pompelmo bianco fresco home made. Garnish ciliegia al maraschino, tecnica shake e strain.. “… Pareva brillantina e l’odore era quello dello strega”. Nel 1926, Ernest Hemingway raccontava la storia di Jack, narratore e personaggio principale, con sottofondo storico il dopo guerra, nel suo famoso libro “Fiesta”. Il liquore Strega di Giuseppe Alberti viene nominato in una frase, ricordandoci la passione di Hemingway per i distillati ed i cocktail.


(Virginie Doucet)

Davide Mastromauro di Alle Erbe Cantina del Tormento Vicenza, con il suo Elisir: 3 centilitri Liquore Strega, 4 centilitri grappa, 2 centilitri sfusato Amalfitano, basilico e 1 centilitri acquafaba, acqua di cottura di ceci che viene utilizzata come sostituto dell’albume, per rendere il drink fruibile anche per il pubblico vegano. Garnish foglia di basilico, tecnica shake e strain. “Ispirato a vecchi ricettari delle streghe di epoca medievale che realizzavano elisir e pozioni a scopo farmaceutico. Elisir è un cocktail corroborante a base di materie prime tipiche della Costiera Amalfitana e spiriti che rievocano la tradizione italiana”.

Luca Romano del 1000 Misture, Casarano (LE), con Lo Sventato: 3 centilitri Liquore Strega, 3 centilitri brandy infuso ai chicchi di caffè, 3 centilitri vermouth rosso, 3 drop banana e caffè bitter. Garnish banana disidratata, tecnica build e stir. “Lavorando nel locale 1000 Misture, seguendo un concetto di miscelazione futurista, utilizzando molto anche il prodotto strega è nata la mia variante sulla Avanvera“.

Sabina Yausheva del nuovo Julep dell’Hotel de la Ville, Roma, con il Wicked Mirror: 3 centilitri Liquore Strega, 3 centilitri gin London dry, 3 centilitri succo di limone, 3 centilitri Sherry Fino. Garnish peel di limone, tecnica shake e strain. “Drink ispirato al celebre romanzo il ritratto di Dorian Gray. Ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo vede il gin come uno degli ingredienti che andranno a comporre il cocktail. Narra di un giovane di bell’aspetto, Dorian Gray, che arriverà a fare della sua bellezza un rito insano, l’asprezza del limone caratterizzerà questa parte nella storia del drink. Il Liquore Strega, ingrediente principale, è il lato dolce che racconta l’amore per la giovane attrice ma non solo… l’amore, adorazione per se stesso. I grandi classici a cui mi sono inspirata sono Last Word e Adonis, adone come il personaggio principale. Per tornare ai tempi odierni il nome, Wicked Mirror, è un gioco di parole che vuole riprendere il ritratto come oggetto di sventure di Dorian e la serie tv Black Mirror che in una delle sue puntate accentua l’importanza dell’aspetto fisico e della posizione che si ricopre all’interno della società”.

Gennaro Schiano dell’Hilton Sorrento Palace, Sorrento (NA), con lo Sleeping Witch: 3 centilitri Liquore Strega, 2 centilitri Liquore alla pesca, 2 centilitri sciroppo alla vaniglia, 8 centilitri infuso alla camomilla. Garnish Fiori di lavanda, tecnica shake e strain. “Mi sono ispirato al film "5 poveri in automobile" con Eduardo de Filippo il quale entra in un bar ed ordina un liquore costoso e gli viene servito appunto il Liquore Strega. Da qui ho creato questo cocktail easy to drink”.


(La giuria)

Necessario anche ricordare la storia di questa famiglia che inizia a Benevento nel 1860 con Giuseppe Alberti che apre un Caffè nella piazza principale della città e comincia la produzione di un liquore che viene chiamato Strega, evocando nel nome l’antica leggenda che vuole Benevento sede di Sabba e riti stregoneschi. Il commercio del liquore va affermandosi rapidamente e prosegue anche dopo la morte di Giuseppe Alberti grazie alla guida dei quattro fratelli Ugo, Vincenzo, Francesco e Luigi Alberti, che consolidano l’attività di famiglia. Durante il periodo fascista l’azienda continua la sua espansione, dopo l’inaugurazione dello stabilimento di Tripoli in Libia, seguono quello a Nizza in Francia e uno a Chiasso in Svizzera. Nel dopoguerra l’Alberti ricostruisce le strutture danneggiate dai bombardamenti aerei americani riavviando in breve tempo la sua produzione, è in questo periodo (1950/1979) che nasce l’industria dolciaria Alberti, pensata per la produzione di cioccolato e torrone. Contemporaneamente si estende la diffusione del liquore nel mercato estero con l’avviamento della produzione a San Paolo del Brasile e a Buenos Aires. Con oltre 150 anni di storia, Strega Alberti è oggi un’azienda familiare alla sua sesta generazione ed è un marchio tra i più diffusi ed apprezzati sul mercato italiano (che copre l’80% della produzione) ed estero. Nel mondo è presente in 40 Paesi, in testa gli Stati Uniti, il Messico, l’Argentina e la Gran Bretagna.

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