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10
Mar

on 10 Marzo 2011. Pubblicato in Numeri Marzo 2011 - Numero 208 del 10/03/2011

ASSAGGI E PERSONAGGI 

Sono i rossi della piccola cantina Maffini in provincia di Salerno. Così buoni da poterne bere secchiate. E poi Luigi e Raffaella, tanto bravi da “umanizzare” le loro etichette

Kleos e Cenito,
l’aglianico del futuro

di Luca Gardini

Kleos e Cenito. Sono le due etichette di aglianico della piccola azienda Maffini. Le due etichette, a mio parere, che rappresentano al meglio il territorio ed il suo vitigno. C’è tutta l’identità della Campania e delle enormi potenzialità in un loro bicchiere, un vino eccellente che rappresenterà il futuro. La piccola azienda, che sorge a Castellabate, in provincia di Salerno, è gestita da marito e moglie, Luigi Maffini e Raffaella Gallo. Due persone eccezionali, umili, semplici, che ho avuto modo di conoscere lo scorso anno in occasione del Wine Festival di Merano. Ciò che mi ha profondamente colpito è il loro modo di parlare dei loro vini, non come prodotti ma quasi ‘umanizzati’, come se fossero dei figli. Questo profondo amore per la propria terra ed il proprio lavoro costituisce un buon punto di partenza per riuscire a dar vita a prodotti di qualità.
Il Kleos è la loro prima etichetta. Otto i mesi di passaggio in legno che gli conferiscono quel colore rosso concentrato, quell’aroma di sottospirito, di erbe aromatiche, di timo soprattutto.


Vista sul territorio dell'azienda Maffini

Un vino con un tannino accattivante. Così dev’essere un aglianico, Luigi Maffini ha centrato l’obiettivo: un vino di pronta beva, complesso, di forte personalità ma nello stesso tempo elegante. Come elegante, e forse più, è il loro prodotto di punta, il Cenito. Il 2005 è l’annata migliore, la più ‘perfetta’, così buono da poterne bere secchiate. Ma anche il 2004 ed il 2006 non sono da meno. E’ un vino molto minerale, con sentori di muschio, liquirizia, fruttato, ma soprattutto è un vino possente e di grande sapidità. Il suo prezzo al ristorante può arrivare a 40-50 euro. E li merita tutti. Luigi e Raffaella hanno raggiunto il giusto livello per un aglianico: deve essere gustativo e rispettare il territorio. Il loro aglianico si accosta così perfettamente alla cucina italiana moderna, soprattutto a carni rosse ma anche cacciagione.

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