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on 30 Settembre 2010. Pubblicato in Numeri Settembre 2010 - Numero 185 del 30/09/2010

IL RICORDO

Da Lucio Tasca a Carlo Hassan, le testimonianze di chi Ignazio Miceli lo ha conosciuto bene

"E' stato un leader del vino"

Un grande uomo del vino siciliano, precursore dei tempi nella vendita della Sicilia all’estero, ma anche  appassionato ed esigente produttore . L’immagine ed il lustro di Ignazio Miceli sono difficili da dimenticare, anche a distanza di dodici anni dalla sua prematura morte. Eclettico, onesto, intelligente e di grande personalità, ha saputo imporre prestigiosi brand in tutto il mondo, in tempi in cui non si parlava ancora di strategie di marketing, ma solo di fiuto e di ingegno. Tanto è rimasto di ciò che Miceli ha seminato, nel successo del vino siciliano,“Il ricordo di Miceli è legato al ruolo di pioniere che egli ha avuto nel proporre la Sicilia nei mercati esteri, nel raccontarne la viticoltura. L’immagine del vino siciliano deve molto a lui” racconta Leonardo Agueci, presidente dell’Irvv. “Per me era come un fratello, ci siamo conosciuti da giovanissimi ed abbiamo sempre lavorato insieme. Ha contribuito alla nostra azienda come se fosse sua- rivela accorato Lucio Tasca d’Almerita – Ha lavorato sempre molto intensamente, anche diciotto ore al giorno, è come se avesse vissuto tre vite”. “E’ stato il primo uomo, insieme a Lucio Tasca a creare la prima realtà vinicola in Sicilia e a far circolare il vino siciliano nel mondo” rivela Diego Planeta. Franco Picone, titolare di una importante enoteca, ha commentato, “Ignazio Miceli ha portato in auge il vino siciliano, non c’è più stato nessuno della sua professionalità. Il suo lavoro è stato così importante che alcune aziende siciliane raccolgono i frutti del suo intenso lavoro ancora oggi”.
E sui contributi in ambito enologico spiega Pippo Anastasio, patron del Ristorantino di Palermo:“Ignazio Miceli è stato l’apripista di molti produttori ed esperti poiché ha saputo prevedere il successo dei vitigni internazionali e dello zibibbo. Ci sono stati molti uomini di successo dopo di lui, ma lui è stato un leader unico”.
Ma chi ha lavorato con lui ne ricorda soprattutto le virtù umane ed il saper credere nei giovani, un aspetto non trascurabile oggi come ieri. Molti di coloro che vivono il settore del vino oggi devono molto alle sue intuizioni, come l’enologo Tonino Guzzo che ci racconta commosso “Quello che ho fatto fino a oggi lo devo ad Ignazio Miceli, è stato lui ad iniziarmi a questo lavoro, a farmi crescere dandomi la possibilità di conoscere e sperimentare realtà sempre diverse, a volte pagandomi anche trasferte di tasca propria. Il mio ingresso in Regaleali ne 1986 è stato fortemente sollecitato da lui”. Carlo Hassan, maitre dell’ex ristorante Charleston racconta “Non c’è più stato nessuno come lui, era un grande uomo, sono sicuro che sarebbe fiero della qualità del vino siciliano di oggi che non è secondo a nessuno, ed in buona parte questo è merito suo”.

Laura Di Trapani

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Commenti  

 
+1 #1 Piero Buffa 2010-10-01 10:14 Ho conosciuto di persona Ignazio Miceli, ho avuto il privilegio di lavorare con lui, e a lui e ad un altro grande maestro, anche lui purtroppo scomparso devo la mia formazione professionale. L'ho ricordo ogni qualvolta sento parlare di vino di qualità… se penso a quante volte ci siamo confrontati e agli scenari di allora, mi viene da sorridere. E' stato il più grande e forse l'unico, senza di lui, oggi non parleremmo di vino. Ho riportato quello che il Gambero scriveva di quei tempi…
" Ai produttori isolani rimane solo la via di un profondo rinnovamento. Quel che si dovrebbe fare lo sanno tutti: far sparire l'allevamento a tendone e tornare all'alberello e alla spalliera; ridurre le rese per ettaro; aumentare la densità dei ceppi; fruire delle zone collinari e abbandonare quelle meno vocate.Dopodichè si dovrà vinificare meglio e affrontare la libera concorrenza.Più o meno una rivoluzione…(gambero rosso 1990)Dieci anni di grande rivoluzione che hanno a dir poco sconvolto il mondo vinicolo siciliano, basti pensare al grande Ignazio Miceli e alla sua icredibile lungimiranza. E' stato il primo vero ambasciatore del nuovo vino siciliano nel mondo, senza il suo contributo ed entusiasmo la tanto auspicata rivoluzione del " Gambero non sarebbe stata possibile…da "La strada giusta" Degustivina magazine 2009
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