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Lug

on 01 Luglio 2010. Pubblicato in Numeri Luglio 2010 - Numero 172 del 01/07/2010

LA DEGUSTAZIONE

Per verificare la risposta del vitigno in situazioni di differente clima, ecco il risultato dell’assaggio di quattro etichette due altoatesine, due siciliane, annata 2009

Müller Thurgau
a confronto

I risultati dello studio del professor Hermann Müller sono da tempo, più o meno consapevolmente, all’attenzione degli appassionati del vino. Nato in Svizzera nel 1850 a Tägerwilen, nel cantone del Thurgau (sul lago di Costanza, a pochi metri dalla Germania), figlio di panettieri e viticoltori, fece una brillante carriera accademica diventando enologo, botanico, agronomo, poi professore all’Università di Würzburg e all’Istituto di ricerca enologica di Geisenhem in Germania, la Oxford del vino mitteleuropeo. Il suo nome è inscindibilmente legato al vitigno “Müller-Thurgau”, un vitigno da lui creato e conosciuto anche con il nome di “Rivaner” in Franconia, Baviera. Il nome è chiaramente la composizione del cognome e del cantone svizzero-tedesco di nascita.
Il professor Müller, studioso appassionato e assai preciso, cercò di migliorare le caratteristiche dei vitigni tipici della sua regione impegnandosi con metodo nella ricerca e nella sperimentazione. Quello che desiderava è noto e ben documentato. Il suo obiettivo era un vitigno resistente al freddo, precoce, molto fruttato, produttivo e, un dettaglio non da poco, con poca acidità in ragione del clima rigido nel quale operava. Gran parte della sperimentazione fu condotta a Geisenheim, incrociando vitigni quali riesling, silvaner e chasselas (chiamato anche gutedel). Il gioco dei vitigni rimase però segreto per molto tempo sino a quando i moderni strumenti di indagine genetica non dimostrarono, in uno studio conclusosi nel 1998, che il vitigno è un incrocio tra riesling (madre) e “madeleine royale” (padre/polline).

Il lavoro svolto fu, eccellente, quantomeno per gli obiettivi prefissati: l’estrema flessibilità produttiva e la facilità della gestione permanevano con il cambiare del clima e delle condizioni di suolo, risultando quindi un campione di adattabilità. Il vitigno ebbe un immediato successo, tanto da essere coltivato presto in tutta la Germania sino a raggiungere, nel periodo tra gli anni ’80 e ’90, il 25% della superficie complessiva.

Dal punto di vista organolettico, tuttavia, il Müller Thurgau trova una certa e non infondata critica. Morbido, piacevolmente fruttato e di gran beva, nel medio-lungo temine mostrò subito il suo limite, non riuscendo mai a distinguersi per personalità. Buona la fortuna di questa varietà anche fuori Svizzera e Germania. In Ungheria, Austria e Italia si contano buone estensioni, soprattutto in Alto Adige, Trentino e Valle d’Aosta, e c’è qualcosa anche in Sicilia.

Per verificare la risposta del vitigno in situazioni di differente clima abbiamo voluto organizzare una piccola degustazione orizzontale di 4 etichette, due altoatesine, due siciliane, annata 2009, secondo un ordine casuale e non preordinato. Tutti e quattro hanno una gradazione alcolica di 12,5% Vol. Le bottiglie sono state rivelate ad assaggi ultimati.

Partecipano alla degustazione: Francesco Picone (Enoteca Picone), Andrea Vesco (cantina Rallo), Manuela Laiacona e Francesco Pensovecchio (Cronache di Gusto).

In ordine di uscita:

1. Kellerei Kaltern – Müller Thurgau 2009

Nella linea “classica” della cantina di Caldaro, ci troviamo a pochi chilometri da Bolzano, questo Müller Thurgau rispetta tutti i canoni di piacevolezza e bevibilità. Il 2009, inizialmente freddo e umido, poi caldo sino in vendemmia, ha comportato un anticipo sulla vendemmia di due settimane rispetto alla normalità. La maturazione è comunque a livello ottimale. Il vino è di colore giallo paglierino scarico. Al naso si esprime con eleganti sentori floreali, sambuco, frutta a polpa bianca, pesca e arance bionde; seguono fini note erbacee, rosmarino e lavanda. In bocca ha una trama serrata e piacevolmente fresca. Finale elegante. € 8,00

Rallo – Müller Thurgau 2009

Le capacità di adattamento di questo vitigno ai climi siciliani è messa qui a dura prova. Lo stesso Andrea Vesco, presente alla degustazione, ci racconta che il periodo della scelta ricade in un momento storico nel quale vini aromatici, a bassa gradazione alcolica e con fresca acidità hanno grande successo. Da qui l’idea di puntare su di un vitigno con queste caratteristiche ed ancora poco conosciuto in Sicilia. Le uve provengono da due vigneti diversi, il primo in alta collina a 650 mt. sul livello del mare, un vigneto esposto al vento ad escursioni termiche, il secondo in basso a 250 mt, più caldo e con suolo sabbioso. La resa per pianta si attesta sui 2 kg e la vendemmia inizia i primi giorni di agosto. Il colore è giallo paglierino scarico con evidenti riflessi verdolini. Naso floreale e ricco di spunti aromatici, soprattutto di frutta tropicale. In bocca è leggero, sapido, agile. Il corpo, quasi esile, valorizza la freschezza e la facilità di beva. E’ un vino immediato, senza veli, che sembra rifuggire volontariamente i temi della complessità e dei personalismi. Da bere giovanissimo.

Fazio Wines – Müller Thurgau 2009

L’azienda si trova nel trapanese, più precisamente sotto Erice in direzione sud. Il vino è giallo paglierino carico alla vista. Naso pieno, intenso, dal ventaglio aromatico ampio, quasi avvicinandosi alle tipiche espressioni del moscato. Riconoscimenti floreali quali rosa, mimosa e zagara, e fruttate tra le quali la pesca e maracuja. In bocca è pieno, morbido, leggermente amaro nel finale. E’ un vino dallo spessore maggiore rispetto agli altri, che per contro cede qualcosa in termini di freschezza e immediatezza.

Joseph Hofstätter – Müller Thurgau 2009

Presso Termeno/Tramin (BZ), una delle zone del vino storicamente più importanti per il vino italiano, la cantina Hofstätter della famiglia Foradori è nota come una delle migliori e più ricercate cantine della regione. Il vino spicca per tipicità, per aromaticità e per armonia nel complesso.Di colore giallo paglierino, si esprime con note mature, calde e tropicali. Rose, pesca bianca, susine bianche e ananas. L’aromaticità è persistente, densa e piacevolmente vigorosa. Dal corpo bilanciato e pieno, in bocca è sorretto da acidità e struttura equilibrata. Un vino perfetto per una serata estiva. € 8,50

Francesco Pensovecchio

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