Un grande Terra di Lavoro 2009 di Galardi, l’azienda campana che ogni anno sforna quest’Aglianico quasi in purezza, giovanissimo ma già con i segni inconfutabili del vino che si farà strepitoso.
E poi le bollicine classiche e intramontabili di Giuilio Ferrari, riserva del Fondatore, millesimo 2001. O ancora l’inaspetatto Rossese di Dolceacqua di Terre Bianche. O il Barolo ’07 di Renato Ratti.Sono alcune delle etichette più buone assaggiate ad Opera Wine, il mega evento creato da Wine Spectator e da Verona Fiere alla vigilia del Vinirtaly a Verona. La rivista americana, sempre più sensibile al mondo del vino italiano (almeno per ora), ha selezionato cento produttori e altrettanti cento vini per presentare quella che loro ritengono sia la vetrina enologica del Bel Paese.
Piemonte e Toscana a fare la parte del leone ma con Sud Italia che conquista posizioni importanti. La Sicilia, ad esempio, rappresentata da Diego Cusumano e il suo Sagana ’09 (tra le annate migliori), da Tasca d’Almerita e il suo Rosso del Conte ’07, da Planeta con il Santa Cecilia, da Donnafugata con uno splendido Ben Ryè ’09, praticamente l’unico vino dolce tra i cento assieme al Vin Santo di Avignonesi, e da Duca di Salaparuta con il Duca Enrico. Circa 500 persone, molti americani, of course, una bella partenza.
C.d.G.