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Scenari

Cresce il fatturato delle cooperative bio e il vino è il prodotto più venduto

26 Febbraio 2025
Vigneti da agricoltura Bio Vigneti da agricoltura Bio

Sempre più vino prodotto dal settore biologico cooperativo viene venduto e lo svela un’indagine condotta da Ismea nell’ambito della Rete Rurale Nazionale, presentata da Fedagripesca Confcooperative al Sana. 

Lo studio ha coinvolto cooperative che operano nella Gdo e nella distribuzione specializzata, con un fatturato complessivo di 2,7 miliardi di euro nel 2023, registrando una crescita del 3,8%. Il comparto vitivinicolo risulta il più rappresentato tra le cooperative, seguito dall’ortofrutticolo, dai seminativi e dal lattiero-caseario. 

Secondo questa analisi, una cooperativa su due vende anche all’estero e oltre l’86% delle di queste aziende possiede almeno una certificazione aggiuntiva, in particolare quelle relative ai regimi di qualità UE (Dop, Igp, Stg) e le certificazioni di processo.

Molto alta l’attenzione delle cooperative biologiche verso la sostenibilità delle produzioni: più del 75% utilizza energie rinnovabili, di queste oltre il 92% è anche produttore di energia. 

Tra le cooperative che hanno partecipato all’indagine, le motivazioni che dovrebbero stimolare le aziende agricole biologiche a conferire in cooperativa le proprie produzioni sono riferibili a logiche di filiera come una equa e tempestiva remunerazione ai soci (25%), accordi lungo la filiera, che danno la certezza del prezzo (24%), organizzazione della domanda e dell’offerta con conseguente facilità di conferimento del prodotto (28%), fornitura di servizi continui di assistenza tecnica (15%).

“La frammentazione del settore agricolo italiano – fa notare Francesco Torriani, presidente del Settore biologico di Confcooperative, alla quale aderiscono la maggior parte delle cooperative analizzate – è una criticità che può essere affrontata attraverso l’aggregazione tra produttori, mettendo insieme l’intera filiera, dalla produzione fino alla commercializzazione del prodotto finito, migliorando di conseguenza l’efficienza e la distribuzione del valore lungo della filiera a vantaggio del produttore e del consumatore finale. L’aggregazione consente inoltre di realizzare investimenti in innovazione e offrire servizi di valore come certificazione e digitalizzazione, permettendo di perseguire l’obiettivo della produttività e distintività, binomio strategico per il futuro dell’agricoltura biologica”.