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27
Mar

Nicolas Joly: deluso dal Vivit

on 27 Marzo 2012. Pubblicato in Vinitaly 2012

di Massimiliano Montes 

Nicolas Joly (nella foto), fondatore della prima associazione al mondo di vini biodinamici “La Renaissance des Aoc” ed ispiratore del movimento dei vini naturali, è presente al Vinitaly al padiglione Vivit dedicato ai produttori biodinamici e naturali.

Noi ne abbiamo approfittato per fargli qualche domanda.

Nicolas, come hai trovato la sistemazione dei produttori e l’organizzazione dello stand Vivit?
"Pessima. Gli spazi sono risicati ed i produttori sono costretti a stare gomito a gomito l’uno con l’altro. Non ci sono i minimi spazi vitali né tantomeno la possibilità di appartarsi con appassionati ed operatori del settore".

Tornerai l’anno prossimo?
"No. Avevo comunque deciso di partecipare a questa manifestazione ad anni alterni, ma non sono ancora certo che sarò qui tra due anni. Lascio comunque i miei associati liberi di partecipare se vogliono".

Cos’è il vino per te?
"Il vino non è un prodotto commerciale, non è qualcosa che si produce solo per fare soldi. Il vino deve suscitare emozioni, è uno strumento per comunicare i colori dell’anima e della vita. Un vino che non è capace di suscitare emozioni è morto, inutile. Produrre un vino con metodi naturali significa consentirgli di esprimere tutti gli aromi ed i profumi della terra e dell’uva da cui proviene".

Cosa pensi della nuova normativa europea sul vino biologico?
"Non ne penso bene. E’ poco utile, come una rete a maglie molto larghe attraverso le quali può passare quasi di tutto. Sembra disegnata a tavolino per consentire ai grandi produttori industriali di riconvertire una parte delle coltivazioni a regime biologico per potersi fregiare in etichetta della dicitura “Organic”, biologico".

Quali sono le regole più importanti che chiedi di rispettare ai tuoi associati?
"Non si può affermare di produrre un vino con metodi naturali ma non consentire un controllo sulla veridicità delle proprie affermazioni. La produzione di vino naturale non significa soltanto coltivazione biologica, ma escludere in cantina tutte quelle metodiche e quei prodotti enotecnici che snaturano il vino. Per l’ammissione chiediamo ai produttori una serie di analisi chimico-fisiche che certifichino l’assenza dei prodotti di sintesi da noi banditi. Superato questo primo scoglio i campioni di vino sono sottoposti ad un’analisi sensoriale da parte di un panel di degustatori della nostra associazione. Soltanto i vini che ricevono l’unanimità dei consensi vengono accettati.
Infine chiediamo ai nostri associati la disponibilità a controlli casuali in cantina senza preavviso. Chi non accetta le nostre regole è fuori da Renaissance".

Cosa pensi delle due principali associazioni italiane di vini naturali, Vinnatur di Angiolino Maule e Vini Veri di Giampiero Bea?
"Non voglio esprimere un'opinione su Giampiero Bea. Angiolino Maule invece potrebbe essere un ottimo interlocutore in Italia. Ma per poter avere una collaborazione proficua con Vinnatur Maule dovrebbe accettare le nostre regole: analisi chimico-fisiche periodiche e controlli casuali in cantina senza preavviso. Se accetta questo potremmo anche giungere ad un accordo".

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Commenti  

 
+7 #1 Angiolino Maule 2012-03-27 23:54 Ritengo di poter concordare con Joly sulla necessità di controlli certificati. Noi di Vinnatur effettuiamo annualmente analisi chimiche sui vini di tutti i nostri associati e proprio di recente questi controlli hanno determinato la fuoriuscita di alcuni produttori.
Mi chiedo invece se Renaissance compia tali accertamenti con certezza su tutti i suoi associati italiani.
Se la situazione fosse questa potremmo dire che tra noi c'è una buona sintonia.
Angiolino
Citazione
 
 
+5 #2 Alessandro Dettori 2012-03-29 09:29 Come ultimo produttore entrato in Renaissance posso confermare l''obbligatorietà delle analisi e sopratutto l'imboscata in cantina fattami il 31 dicembre. Jolí ha espresso un giudizio corretto sull'organizzazione del Vivit ed ha rilevato le criticità. Bene ha fatto a dire che non verrà, poiché é giusto che esprima da presidente di Renaissance giudizi severi e pragmatici. Spetterà ora a noi produttori italiani progettare il prossimo Vivit facendo tesoro dell'esperienza appena trascorsa. Vivit é stato un successo di affluenza e di emozioni. L'evento "ci é esploso" tra le mani… Non pensavamo di arrivare a 120 aziende (abbiamo dovuto dividere i tavoli tra produttori
Last minute) e lo spazio era già stato allocato da tempo e quindi non modificabile. Il Vinitaly é un contenitore e noi produttori con i nostri vini siamo il contenuto. Disunire le forze proprio ora che é necessario unirsi per dare contenuto al mondo del vino lo trovo irresponsabile nei confronti del Terroir che proteggiamo grazie ai nostri vini.
Citazione
 
 
+3 #3 Giuseppe Ferrua 2012-03-29 11:10 Condivido molto il pensiero di Emanuele Annibaldi che dice che certi vini avrebbe ro bisogno di meno prime donne e maggiore umiltà e unità. Da produttore affermo che il motore del mio lavoro è l'amore per il mio Terroir e sinceramente trovo avvilente strumentalizzar e le opinioni sincere di un Nicolas Joly che affida una critica solamente costruttiva a chi ne fa un uso distruttivo. ViVit è stata una grande occasione mediatica per il vino che amiamo noi tutti presenti a questa discussione. Citazione
 
 
0 #4 Massimiliano Montes 2012-03-29 12:19 Gentile Giuseppe Ferrua, spero che la sua non sia una critica rivolta all'autore dell'intervista.
Io mi limito a riportare esattamente l'esito di una conversazione.
C'era addirittura un piccolo errore di traduzione che è stato prontamente corretto.
Non ci ho messo nulla di mio.

@ Alessandro Dettori
Ciao Alessandro. Concordo con te sulla necessità di unire il mondo dei vini naturali. La mia personale speranza è in un riavvicinamento tra Renaissance ed altri rappresentanti italiani del mondo della naturalità.
Citazione
 
 
+3 #5 Giorgio 2012-03-29 15:07 Cari ragazzi dimenticate sempre lo scontro Francia -Italia Citazione
 
 
+2 #6 Andrea Petrini 2012-03-29 15:54 Chiederei ad Alessandro e agli altri produttori presenti al ViVit quale è stato il valore aggiunto di Verona rispetto a manifestazioni come Villa Favorita o Cerea.

Grazie
Citazione
 
 
+3 #7 ARIANNA OCCHIPINTI 2012-03-29 19:15 Sono cresciuta con le parole di Joly, "Il Vino prima di essere buono deve essere vero" e le ho fatte mie per molto tempo. Mi hanno dato la spinta per trovare un senso in quello che dovevo fare. Poi cominci a trasformare il sogno in un progetto e attraversi anni di turbolenza e di grande vivacità. Inizi ad amare il mondo del vino a 360 gradi, l’agricoltura, la cantina, e anche la comunicazione, quella sana però, quella che arriva prima di te, quella che apprezzi e che ti apre nuove strade, nuove idee che potresti sfruttare, ma ti ritrovi anche di colpo in anni in cui tutti fanno proprio il detto “ Bene o male, purchè che se ne parli”, mentre io quello “ beviamo di più e parliamo di meno” e non ci soffermiamo mai sul messaggio vero delle cose, ma su quello che per me è totalmente privo di interesse.
La realtà è che ViViT è stato un gran successo, e se eravamo stretti o meno non è un argomento che deve interessarci in questa sede, nè al produttore, nè a chi scrive o legge. Ci saranno persone che si occuperanno di risolvere questo e altri problemi di organizzazione. Ma se eravamo stretti è perché la gente era talmente tanta che saturava lo spazio, che attendeva in piedi all’entrata pur di assaggiare i vini e vedere cosa succedeva al suo interno e vendendo tutto ciò, più che altro, mi chiederei PERCHE’ AL VIVIT C’ERA TANTA GENTE?
Citazione
 
 
+2 #8 Alessandro Dettori 2012-03-30 12:17 Citazione Andrea Petrini:
Chiederei ad Alessandro e agli altri produttori presenti al ViVit quale è stato il valore aggiunto di Verona rispetto a manifestazioni come Villa Favorita o Cerea.

Grazie

Non posso rispondere a questa tua domanda perché non ho mai partecipato ne a Cerea ne a Villa Favorita. Ho sempre fatto il Vinitaly da indipendente. Dobbiamo inventarci qualcosa che ci permetta tutti insieme di fare Cerea, Villa Favorita e Vivit. Cerea/VillaFavorita per i consumatori finali e Vivnitaly con il Trade. Al Vinitaly ci affacciamo al "Mondo Globalizzato" ed abbiamo l'opportunità di inserirci nei listini e cataloghi assieme ai vini convenzionale, come un VIRUS. Ecco Vivit è il primo vero Virus che si è insinuato nel mercato globalizzato…
Citazione
 
 
0 #9 Pasquale Pace 2012-04-01 19:32 Caro ragazzo i tuoi vini erano buonissimi anche lì, è il primo anno e solo pensarlo 5 o 6 anni fa una cosa del genere era improponobile. Quindi da appassionato accetto tutti i disagi della prima volta, ma felice dell'enorme successo che ha riscosso VIVIT anche nei suoi grandi disagi. Grazie sempre di deliziarci con i tuoi vini ogni anno tra Cerea ed adesso VIVIT se verrai ancora te ne saremo grati altrimenti ti cercheremo x mari e monti x far godere il ns. palato dei tuoi nettari. Grazie un semplice appassionato Pasquale Pace. P.S. Con chi mi diverto del mio sapere su i tuoi vini quanta gente ho portato a sentirli. GRAZIE. Citazione
 
 
-6 #10 Marco 2012-04-05 16:32 Vino "NATURALE"…sarebbe da denunciare l'utilizzo del termine, quantomento per concorrenza sleale. Fortuna che molti consumatori si "berrebbero" di tutto! Citazione
 
 
+1 #11 Malik 2012-04-07 21:05 @Marco:
http://www.cronachedigusto.it/archiviodal-05042011/351-il-dibattito/7516-dalle-chips-alla-gomma-arabica-quegli-intrusi-legali-del-vino.html
Citazione
 

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