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10
Apr

on 10 Aprile 2010. Pubblicato in Vinitaly 2010

Ore 13.34

Vino, gastronomia e arte. Ecco il filo conduttore che lega i comuni del territorio. E Agueci non nasconde il sogno che nasca una Docg

Monreale, percorso Unesco

Monreale, territorio artistico, ma anche luogo del vino. Ecco quanto è emerso durante il convegno dedicato alla cittadina palermitana che si è svolto nella sala Business del padiglione Sicilia. Una conferenza degustazione volta alla promozione di Monreale, terra di interesse culturale e di ottimi vini, gli stessi che sono stati riconosciuti e regolarizzati da una Doc che lega i comuni di  Monreale, San Cipirello, Camporeale, Corleone, Roccamena,  Santa Cristina Gela, Piana degli Albanesi e San Giuseppe Jato.
Salvino Caputo, presidente della commissione attività produttive dell'Ars, ha spiegato come in questi anni il vino sia diventato cultura, e come si sia fatto un notevole salto di qualità verso un territorio che è già ricco di elementi artistici di pregio. Anche il sindaco di Monreale, Filippo Di Matteo, si è fatto portavoce di una novità, l'inserimento del territorio di Monreale tra i percorsi dell'Unesco. Nello specifico il percorso arabo normanno attraversa un territorio ricco di bellezza artistiche come gastronomiche. Anche il presidente della provincia di Palermo, Giovanni Avanti ha parlato di enogastronomia come settore trainante del territorio".
"I have a dream" ha citato il presidente dell'Irvv Leonardo Agueci riferendosi al sogno di creare altre tre Docg tra cui il territorio di Monreale, quello dell'Etna e Pantelleria "Io vedo in queste tre zone della Sicilia il territorio e la qualità".
 "Le Strade del vino hanno fatto sì che si valorizzassero i nostri prodotti. Il vino ed il territorio sono due concetti a stretto contatto, ecco perché si è lavorato molto al rifacimento della segnaletica per raggiungere più facilmente i siti di interesse gastronomico" ha spiegato Elena Tamburello, presidente del Consorzio di tutela della Doc Monreale nonché produttrice di vino.
I vini in degustazione hanno dimostrato inequivocabilmente quanto espresso dai relatori. Feudo Disisa, Tamburello e Feotto dello Jato sono le aziende che hanno proposto specialità autoctone e non, come il Syrah, che è un vitigno che trova nella Doc Monreale un'ottima espressione delle proprie potenzialità. Non a caso infatti, la Doc comprende vitigni a bacca rossa e bianca, autoctoni e non. Un occhio di riguardo è stato dato al Perricone, vitigno che è stato fatto rivivere attraverso il lavoro di alcune aziende della zona e che rappresenta un patrimonio artistico culturale da raccontare e far conoscere. Anche il nero d'Avola si è espresso nelle sua specificità ed è stato notevolmente apprezzato in degustazione.

Laura Di Trapani

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