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07
Apr

on 07 Aprile 2008. Pubblicato in Vinitaly 2008

07-04-08 h 16.00

Il bilancio della manifestazione: 60 mila bottiglie stappate, oltre 150 mila visitatori

La Sicilia torna a casa

brindando

La Sicilia del vino torna a casa col sorriso. Il bilancio del Vinitaly dice infatti che sono state stappate più di 60 mila bottiglie, che i visitatori sono stati oltre 150 mila e che 200 fra giornalisti ed esperti stranieri sono stati accreditati alle degustazioni e agli incontri organizzati dall’assessorato regionale all’Agricoltura.

I numeri, secondo il dirigente generale dell’assessorato Dario Cartabellotta “sono la prova che la Sicilia del vino piace sempre di più. Non è un caso che grandi distributori giapponesi e danesi abbiano voluto partecipare agli incontri nel padiglione Sicilia. Il successo all’estero è determinante per fare un ulteriore salto di qualità”. Il vino siciliano piace, dunque, in Italia ma anche all’estero. L’Export ha fatto registrare un record: cento milioni di euro di fatturato nel 2007. A paesi come Germania, Stati uniti e Regno Uniti, tradizionali punti d’arrivo delle produzioni isolane, si sono aggiunti il Giappone e i paesi scandinavi. Nella sola Danimarca l’incremento delle vendite si attesta attorno al venti per cento.
Le 263 aziende che, tramite l’Istituto regionale della vite e del vino, hanno deciso di partecipare alla più importante manifestazione del settore enologico, è stata dunque una grande vetrina. “Sicilia continente vitivinicolo” è stato lo slogan lanciato dall’assessorato regionale all’Agricoltura nei giorni della fiera veronese per valorizzare la possibilità offerta dall’Isola di vendemmiare da luglio a novembre. E gli investimenti in Sicilia non sono affatto mancati. “Basta fotografare l’evoluzione della situazione in zone come l’Etna, la provincia di Messina e gran parte della Sicilia sud orientale - aggiunge Cartabellotta -. In particolare, è rappresentativo quanto accaduto nell’ultimo decennio nelle province di Siracusa e Ragusa. La qualità dei terreni, il basso valore fondiario e l’alto valore paesaggistico esaltato anche da fenomeni mediatici (la serie televisiva “Il commissario Montalbano” ne è il principale esempio) hanno attratto gli investitori”. C’è un dato che conferma quanto il settore abbia portato ricchezza nell’Isola. Il valore fondiario dei terreni in dieci anni è passato da 10 mila euro ad ettaro a cifre che, in alcuni casi, superano i 40 mila euro. E oggi, oltre a Nero d’Avola, Frappato, Pignatello, Moscato bianco e Inzolia, è possibile trovare diverse superfici vitate con le più importanti varietà internazionali quali Sirah, Cabernet, Merlot, Chardonnay, Sauvignon.
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