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30
Ott

on 30 Ottobre 2008. Pubblicato in Salone del Gusto 2008

Arancina o arancino?
Questione di lingua

Arancina o arancino? Domanda da un milione di dollari vista la tanto dibattuta diatriba linguistica in merito all’argomento. Femminile o maschile per uno dei cibi più caratterizzanti di una Sicilia divisa da una dizione occidentale o orientale? E ancora, tonda o piramidale? Questo il tema del meeting con degustazione ospitato al Salone del Gusto di Torino dove i due interlocutori, Carmelo Maiorca, fiduciario Slow Food di Siracusa, e Franco Saccà, fiduciario di Trapani, hanno continuato il “battibecco” in diretta. L’uno sostenitore della dizione maschile, l’altro, ovviamente di quella femminile.
Questa pietanza, tanto amata nella letteratura anche dal commissario Montalbano di Andrea Camilleri, sembra essere stata importata dagli arabi che erano soliti mangiare durante i pasti riso e zafferano condito con erbe e carne; questo piatto viene quindi trasferito nei conventi dove viene riempito con carne sfilacciata. L’invenzione della impanatura croccante viene spesso fatto risalire alla corte di Federico II, quando si cercava un modo per portare con sé la pietanza in viaggi e battute di caccia. Questo tipo di cottura assicurava un'ottima conservazione del riso e del condimento, oltre ad una migliore trasportabilità. Può darsi quindi che, inizialmente, l'arancino si sia caratterizzato come cibo da asporto, possibilmente anche per il lavoro in campagna.
Due le scuole di pensiero, dunque: la prima, riconducibile alla Sicilia occidentale, preferisce declinare il vocabolo con la “a”. La seconda, tra lo Stretto e le pendici dell'Etna, attribuisce, invece, il genere maschile. In realtà, però, il dialetto siciliano non fa distinzione tra il frutto e l'albero, indicando entrambi col termine “aranciu”. “Arancinu” sta quindi per "aranciu nicu", cioè "piccola arancia", ovvero arancina. In realtà la questione della desinenza finale si potrebbe risolvere in questo modo: in italiano la desinenza in “a”, in dialetto quella in “u” (ovvero “o”). Così il termine più corretto è “arancina”.
Durante il meeting vengono, inoltre, fatte assaggiare le due “arancine”, emblema della rosticceria siciliana, dallo stesso gusto ma dalla forma diversa per soddisfare il palato degli astanti tra la morbidezza del ripieno e la croccantezza: il riso utilizzato è quello Sant’Andrea, tipico di Baraggia (di origine biellese e vercellinese) che rilascia molto amido e che tiene la cottura. In merito alla forma, la rotonda è quella classica riecheggiante una piccola arancia dorata; mentre quella piramidale era stata fatta per essere mangiata esattamente come un cono. Beh, qui però non ci sono molti dubbi: la forma tipica è sicuramente quella dei un “piccola palla” croccante e saporita.
Arancina al ragù, al pistacchio di Bronte, al cacao, al prosciutto e mozzarella: questi alcuni di quelli più tipici. Ecco la ricetta di Francesco Lazzara, cuoco di un ristorante di Longi nei Nebrodi, di una “vera arancina” siciliana il cui ripieno è a scelta del consumatore:
2,3 lt di acqua
1kg di riso
2 bustine di zafferano
160 gr di burro
80 gr di dado
parmigiano

Preparazione
Portare ad ebollizione l’acqua, mettere tutti gli ingredienti non mescolando ma lasciando che il liquido evapori. Mantecare con il parmigiano. Stendere e fare raffreddare. Non appena è pronto il ripieno (ragù o altro), lavorare con le mani fino a formare delle palle rotonde e mettere nella friggitrice o in una padella con olio ben caldo.
Buon appetito.

Rita Vecchio

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Commenti  

 
0 #1 Rita Cordaro 2011-11-19 17:36 ARANCINA! l' abbiamo inventata a Palermo e decidiamo noi come si chiama! tonda forever, e come dicono al bar turing : un' arancina a carne una a burro e 2 a cioccolato!! Citazione
 
 
+5 #2 Gabry 2012-01-20 23:20 Una volta lessi un commento in cui qualcuno diceva "i palermitani sono convinti di aver inventato pure il Padreterno". Premesso che adoro Palermo (è forse la mia città preferita, nonostante abiti praticamente dall'altra parte dell'isola) così come tutta la mia Sicilia, devo ammettere che quel commentatore aveva ragione, a giudicare da commenti che ho letto sul web sulla paternità delle arancine/i, spesso e volentieri carichi di arroganza e presunzione. Per quanto mi riguarda l'arancino (o arancina, come vi pare) è siciliano, quindi da buon siciliano (attenzione, SICILIANO) vado a sbafarmene uno alla faccia dei campanilismi Citazione
 
 
+2 #3 Bud 2013-03-24 23:27 L'arancinO è una storpiatura di arancinU, ossia il nome originario della pietanza. Facciamo finta che abbiano ragione a dire - a Palermo - che l'arancinU sia nato lì. Ebbene, a Palermo le fonti più antiche riportano arancinU (http://books.google.it/books?id=ogpdAAAAMAAJ&pg=PA32&dq=arancinu&hl=it&ei=0e9lTobBJMP04QS3hqHCCg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CDAQ6AEwAQ#v=onepage&q=arancinu&f=false). E arancinA da dove sbuca? Si tratta di una invenzione relativamente recente, atta ad annullare il siciliano e le sue regole grammaticali. Si tratta, come scritto in articolo, di lingua italiana. Allora come va detto/scritto? ArancinA?

Forse, ma i dubbi sono enormi, visto che trattandosi di un termine NON di origine italiana deve seguire le regole grammaticali della lingua originale, che è il siciliano. In siciliano il frutto è sempre al maschile - anche questo ben detto in articolo - e quindi arancinU. In italiano si è forzato senza difficoltà il termine in arancinO, termine che segue comunque la regola grammaticale siciliana. In sintesi potremmo affermare che entrambe le forme (-a; -o) sono erronee, mentre corretto sarebbe il siciliano arancinU (un po' come il pane Carasau, che mantiene la "u" finale). Tuttavia, come in casi anomali di storpiatura di nomi propri di persona (esempio: Adolfo), una volta che ce lo abbiamo lo arancinO, ce lo teniamo.

In definitiva, come lo si chiami si chiami, è il simbolo della Sicilia gastronomica per eccellenza: tutti contro tutti, ma al momento di mangiare non esiste più lite!
Citazione
 
 
+1 #4 siciliavera 2014-10-10 13:10 L'arancino non è stato inventato a Palermo, in primo luogo, ed in secondo luogo viene chiamato arancino nella maggior parte della Sicilia. Fondamentalment e solo a Palermo e dintorno lo chiamano, sbagliando, al femminile. In lingua siciliano i frutti si chiamano al maschile e siccome si dice "aranciu" per indicare il frutto, da qui viene "arancinu". ArancinO for ever! Citazione
 

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