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Gen

on 13 Gennaio 2011. Pubblicato in Le grandi verticali

LE GRANDI VERTICALI

Diciotto annate in degustazione dell’etichetta più rappresentativa della cantina di Giusto Occhipinti e Tita Cilia. Con alcune sorprese

Cerasuolo di Vittoria Cos

“Partiamo dalla fine o dall’inizio?”. E’ una domanda d’esordio posta da Giusto Occhipinti al suo pubblico probabilmente con l’intento di coinvolgerlo, un pubblico composto da una ventina tra amici, appassionati, ristoratori, sommelier e giornalisti. Gente che non si confonde facilmente. Un degustatore con un minimo d’esperienza sa che questa scelta, in linea di massima, dipende dal carattere, dalla tipologia, dalla intensità – leggasi aggressività – del vino, dal numero e dalla profondità delle annate da degustare. Ma che non è mai un vero problema. Chi avrebbe mai immaginato una sequenza di 18 (diciotto) annate di Cerasuolo di Vittoria? Proprio con il Cerasuolo di Vittoria, lunatico di carattere per definizione, mutevole per tipologia e annata a seconda dei suoli, imprevedibile nell’evoluzione temporale.

Buio… Scegliamo di partire dalla più recente, il 2010. La degustazione ha luogo presso l’azienda, tra Vittoria e Acate, nel Ragusano. Prima del vino però Giusto ripercorre qualche episodio.

E’ il 1980. Tre ragazzi, Gianbattista Cilia (Titta), Giusto Occhipinti e Giuseppina Strano (C.O.S.) decidono di fare il vino secondo quell’attitudine che oggi potremmo definire del “garagista del vino”, affittando i terreni da alcuni tra i genitori. Pochi e semplici attrezzi in un locale con una saracinesca dura ad aprirsi per la quale occorrono almeno due persone. L’azienda Cos inizia così a produrre, con pochissimi numeri e grandissimo entusiasmo. Nelle dovute proporzioni, le cose non sono cambiate: il rapporto estensione del vigneto e vino prodotto è bassissimo. Sin dall’inizio si decide di costituire un archivio storico della produzione, un archivio che ha raggiunto quota 6.000 bottiglie e che ci permette di mettere il naso in questa verticale più unica che rara. Le linee guida di produzione sono chiare: ottenere la quintessenza del territorio di Vittoria, del ragusano. E’ una scelta che conduce – conseguentemente – al rispetto di tutti gli elementi “vivi e vitali” presenti in natura, nel vigneto. Parlare di biologico e biodinamico è corretto ma riduttivo. E’ invece l’attitudine dei tre ragazzi a percorrere strade “naturali” in grado di descrivere la terra, a rivelarla limpidamente senza paura dei difetti. Tanto per fare qualche esempio, si eviterà l’uso di fertilizzanti perché, uccidendo gran parte dei batteri indigeni, impedirebbero agli stessi batteri di avere ruolo nella fase di fermentazione. Anche il letame naturale è gestito con parsimonia, proprio per non creare condizioni falsate o innaturali che porterebbero a posizioni diverse da quelle normali.

Questo modus operandi porterà a scegliere, parallelamente a contenitori di legno e cemento, la terracotta quale recipiente per la lavorazione del vino, e cioè degli orci come se ne vedono nei musei di epoca greca o romana. Questo materiale, infatti, non cedendo al mosto nulla di proprio sarebbe in grado – usiamo il condizionale – di “definire” il terroir con maggiore chiarezza. Il Cerasuolo di Vittoria “Pithos” è frutto di questa ricerca, un vino imperdibile per gli appassionati.

Dopo 30 anni di lavoro Cos è la realtà più affermata nel segmento dei vini naturali siciliani, sicuramente da un punto di vista mediatico. Alle strutture iniziali si è aggiunto uno splendido casale, che adesso forma un piccolo borgo con struttura ricettiva, piscina, osteria tipica, shop, oltre naturalmente la nuova cantina inaugurata nel 2008.

Tutti i vini di seguito riportati seguono la classificazione e il disciplinare Doc (Docg a partire dalla vendemmia 2005 con sottodenominazione “Classico”) “Cerasuolo di Vittoria”.

Tra gli altri, hanno preso parte alla degustazione: Pino Cuttaia de La Madia con la sua brigata, Pinuccio La Rosa della Locanda Don Serafino, Carmelo Chiaramonte, Pasquale Buffa, Simona Cacopardo sommelier dell’NH Donnafugata Golf Resort, Pippo Privitera.

LA VERTICALE

Cerasuolo di Vittoria 2010
sv
Colore rosso rubino carico, leggermente torbido. E’ un campione di vasca di solo Nero d’Avola, non è ancora stata aggiunta la quota di Frappato. Il naso è intenso e un po’ rigido rispetto alla norma. Ben distinguibili le note varietali del nero d’Avola quali prugna e viola. In bocca è  leggermente scomposto, una condizione comprensibile dato il tempo prematuro. E’ perfettamente distinguibile un’acidità viva e marcata da tannini aggraziati. Un vino che si farà ma che ha ancora strada da compiere.

Cerasuolo di Vittoria 2009
86/100
In condizioni similari l’annata 2009. Qui tratteggia più chiaramente l’abbraccio tra il Nero d’Avola ed il Frappato, in quota rispettivamente 60% e 40%, come da disciplinare. L’affinamento avviene in botti di rovere per il Nero d'Avola, cemento vetrificato per il Frappato di Vittoria, e vi permane per un periodo tra 18 e 24 mesi. Irruento e giovanile, esprime bene tutti i varietali. In bocca s’intravede una trama fine, elegante. Persistente, lungo finale.

Cerasuolo di Vittoria 2008
87/100
Colore rosso rubino brillante. Al naso ciliegia, profumi verdi mediterranei e spezie orientali. In bocca spicca un’elevata acidità; è definito, personale. Interessante progressione in direzione di quella profondità tuttavia ancora non raggiunta. Lunga persistenza e buon finale di bocca.

Cerasuolo di Vittoria 2007
89/100
Le uve di questa vendemmia hanno inaugurato la nuova cantina. L’affinamento è stato eseguito in botti grandi da 22 e 40 ettolitri. Naso molto intenso e persistente che ricorda il melograno maturo, la prugna, l’amarena e la rosa. Cenni di carruba e origano. In bocca evidenzia un corpo teso, intenso. Un vino vitale, quasi elettrico.

Cerasuolo di Vittoria 2006
91/100
Colore rosso rubino brillante. Naso elegante dai profumi floreali e di frutta rossa, soprattutto ciliegia. Seguono note evolute, minerali, di sottobosco. Capperi e una gradevole speziatura mediterranea occupano ogni spazio olfattivo rimasto. In bocca esprime finezza e complessità gustativa. E’ sapido e pieno, persistente senza essere invadente. Ottima l’evoluzione. Un’annata davvero piacevole che nel tempo ha dato prova di valore. Notevole, secondo noi il migliore in degustazione.

Cerasuolo di Vittoria 2005
85/100
Colore rosso rubino. Naso compatto tra la rosa e l’amarena, si aggiungono sentori terziari di tabacco, muschio e sottobosco. Non pulitissimo. Cenni marini. Bocca equilibrata e giustamente tannica, chiude in freschezza con una lunga persistenza.

Cerasuolo di Vittoria 2004
83/100
Colore rosso rubino tenue tendente al granato, brillante. Il naso è leggermente ossidativo, segno di un’annata difficile. Ciliegia sotto spirito e frutta secca. Bocca definita e di media lunghezza. Forse un’annata piccola.

Cerasuolo di Vittoria 2002
80/100
Colore rosso granato brillante. Al naso si sentono frutta rossa in confettura, ciliegie sotto spirito e liquirizia. In bocca è caldo per la parte alcolica. Nel finale di bocca prevalgono fini note amare di cioccolato fondente e radici. Il quadro olfattivo si definisce ulteriormente per via retro nasale.

Cerasuolo di Vittoria 2001
82/100
Colore rosso granato brillante. Al naso frutta rossa in confettura, ciliegie sotto spirito, muschio, luppolo e liquirizia. In bocca è lieve, piacevole, armonico; stupisce per la variabilità olfattiva. Fresco e quasi esile in bocca, chiude con fini note amare.

Cerasuolo di Vittoria 2000
80/100
Colore rosso granato. Al naso frutta confettura di ciliegie, Mon Chéri, muschio, refoli marini. Minerale. In bocca è di medio corpo, teso per freschezza, quasi esile.  Buona persistenza.

Cerasuolo di Vittoria 1999
79/100
Evoluzione difficile. Colore rosso granato. Naso evoluto, leggermente ossidativo, fine e quasi decadente. Mela cotta, fiori secchi, cedro, foglie di alloro. Bocca di media struttura, cede forse per poca freschezza ma conserva il fascino del tempo trascorso.

Cerasuolo di Vittoria 1998
85/100
Colore rosso granato vivo. Naso equilibrato e ancora fruttato di frutti rossi, fiori secchi, note balsamiche di eucalipto, agrumi, alloro. In bocca, per quanto cedevole per alcol e acidità, è armonico, vivo, di notevole eleganza. Eccellente l’evoluzione.

Cerasuolo di Vittoria 1997
75/100
Colore rosso granato tendente all’aranciato. Il naso vira su note ossidative, sullo sfondo lievi note fruttate, di fiori secchi e radici. In bocca evidenzia un tessuto messo in difficoltà dal tempo e dall’ossigeno. Cedevole.

Cerasuolo di Vittoria 1988
81/100
Un salto temporale di 22 anni. Il vino è totalmente trasformato, affascinante, irriconoscibile. Naso etereo. Note terziarie di carrube disidratate, fiori secchi, salvia e semi di finocchio. Bocca piacevole, intensamente sapida, di buona armonia. Incredibile e insospettabile la risposta del vino dopo il tempo trascorso.

Cerasuolo di Vittoria 1986
84/100
Due annate molto simili tra loro. Rosso granato chiaro, limpido. Al naso è etereo con sentori di nocciola tostata, mandorla, tè nero, anice, rimembranze di pera e ciliegia. Bocca agile, esile, sapida, di notevole tensione gustativa. Inatteso.

Cerasuolo di Vittoria 1985
86/100
Rosso granato chiaro, limpido. Naso etereo, speziato. Sentori di tè nero, anice, balsamico. Sembra quasi di avere nel bicchiere un bouquet di erbe di rosmarino, origano, timo, alloro. Bocca agile, esile, sapida, di notevole tensione gustativa. Lunga persistenza aromatica. Una sorpresa, ancora da bere con soddisfazione.

Cerasuolo di Vittoria 1981
86/100
Rosso granato chiaro. Naso etereo, speziato con fini note balsamiche e di rosa passita. Bocca agile, esile, sapida, terrosa, notevole tensione gustativa nonostante il tempo. Lunga persistenza aromatica. Anche questo una sorpresa, ancora da bere.

Cerasuolo di Vittoria 1980
83/100
E’ la prima annata della cantina. Prodotto con quella cura tipica delle opere prime, si riconosce lungimiranza e intuizione su quelli che saranno i futuri obiettivi. Il vino è rosso aranciato, ancora scuro. Naso etereo, di spezie, fini note balsamiche e fiori appassiti. Bocca agile, esile, sapida, terrosa. Lunga persistenza aromatica. Illuminante.

Francesco Pensovecchio


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