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Lug

on 01 Luglio 2010. Pubblicato in Articoli sul Marsala

L’autore dell'Annuario dei migliori vini italiani, esorta ad un immediato intervento per salvare il Marsala. "Rivediamo questo vino. Meno ossidato, più floreale che conservi integri gli aromi del frutto. La causa del declino: le tecniche e le tecnologie dell'enologia moderna. E su Scienza..."

Maroni:
"Cambiate il disciplinare"

"Amo così tanto Marsala da essermici sposato. Il vino invece soffre di una malattia cronica latente e rischia seriamente l'oblio. Un declino irreversibile se non si interviene. Bisogna rivisitarlo, rimodularlo e comunicarlo". È il pensiero di Luca Maroni, l'autore dell'Annuario dei migliori vini italiani, uno dei guru del vino in Italia, mentore per consumatori e protagonisti del settore.

Come vede il Marsala? Secondo lei in quale fase di vita si trova?
"Il Marsala è in fase di malattia cronica latente ma dà qualche cenno di risveglio. Quando l’enologia non era ancora in grado di consentire una trasformazione priva di difetti del frutto contava l’uva. E allora il Grillo imperava. Era l’era del Marsala, vino prodotto da uve Grillo nell’ancor oggi più grande provincia vitata d’Europa, quella di Trapani. Gli inglesi doppiavano addirittura lo stretto di Gibilterra per caricare le loro navi con vini realizzati da uve Grillo, ottenuti da una materia prima così ricca e potente da “resistere” a trasformazioni enologiche condotte senza l’ausilio delle moderne tecniche vinificative. Poi si sviluppò l'enologia a Bordeaux, e lì il frutto francese, di minor valore ma meglio trasformato di quello marsalese, cominciò a rendere vini tecnicamente migliori e più a buon mercato per gli inglesi. Marsala entrò in crisi per lo sviluppo di tecniche e tecnologie enologiche moderne, ed ancor oggi è in crisi per lo stesso identico motivo. Tanto è che finalmente Marsala è in re-azione. La diffusione dell’odierna tecnica enologica ha portato infatti alla rivelazione di un nuovo Grillo, un vino sempre di gran ricchezza e potenza che se ottenuto da uve meno tardivamente mature e se trasformato con fermentazioni condotte a temperatura controllata è capace di giungere nel bicchiere con florealità e aromaticità di grande fragranza espressiva".

Il Vergine o il Superiore, sono conosciuti? È un vino che piace ancora?
"Nella versione classica è un vino ormai difficilmente apprezzabile dal grande pubblico. Il progresso dell'alimentare da sempre coincide e sempre coinciderà con la progressiva eliminazione dell'ossidazione. Attenuare l'ossidazione significa esaltare la fragranza, traslare ossidativamente inintaccato e integro nel vino l'aroma del frutto all'atto del distacco. Il Marsala è invece ancora un vino fondato sull'ossidazione, il più evidentemente ossidato. Il suo sapore poi non è morbido e suadente, ma in più di una versione è decisamente amaro...Da ciò la sua crisi".

Questi Marsala sono in declino o hanno solo bisogno di un rilancio?
"È un declino irreversibile giacché le nuove generazioni non sono come la nostra, e ancor più come le precedenti, in grado di consumare prodotti alimentari anche solo minimamente ossidati".

Cosa si potrebbe fare per rilanciarlo o salvarlo? Ci esponga qualche idea o suggerimento.
"Occorre individuare e determinare un obiettivo enologico, quindi una strategia tecnica attuativa e un programma continuato di monitorizzazione, comunicazione, divulgazione, promozione e valorizzazione del Nuovo Marsala. Da un punto di vista sensoriale il Grillo continua ad essere fra le uve bianche migliori del globo: infinite le possibilità di declinarlo con eccezionali risultati analitici e sensoriali con capitolati enologici moderni antiossidativi. Da magnifici Charmat e Metodo Classico, a bianchi floreali e fragranti; quindi la versione più densa e potente, le selezioni in barrique. Quindi la versione dolce, contatto con legni nuovi, grandi balsamicità così da farli divenire i Sauternes d'Italia. Infine il Marsala Classico, quello tradizionale, in una sola concordata versione d'assoluta e rappresentativa eccellenza".

Sono vini che ancora possono vantare un posto nelle guide?
"Certo che possono vantare un posto nelle guide, ma non è importante essere introdotti nelle guide, quanto essere apprezzati, da queste e dal pubblico. Dal punto di vista della potenza alcolica e della ricchezza estrattiva son vini che non hanno nulla da invidiare ai più ricchi vini da meditazione di qualsiasi parte del mondo".

Secondo lei la Doc ha tutelato il Marsala? Come vede la presenza di così tante tipologie nel disciplinare?
"La Doc ha tutelato il Marsala ma essendo lei stessa obsoleta non ha potuto evitare il suo declino. Le tante versioni son figlie del suo lungo periodo di crisi: ogni crisi una nuova referenza...per tentare di muovere il mercato".

È d'accordo con l'appello lanciato da Scienza di ritornare a fare il vino in vigna?
"Attilio Scienza fa bene il suo mestiere raccomandando un'attenta e virtuosa applicazione viticola ma proprio il Marsala lo dimostra, qualsiasi grande uva ove enologicamente non ben trasformata dà luogo a vini difficilmente vendibili".

E sulle metodologie di produzione cosa ne pensa?
"Le conce, il caramello fanno parte della realtà vitoenologica di ieri, li renderei possibili ma non obbligatori".

Secondo lei è un vino declassato per l'uso che ne viene fatto in cucina o nell'industria alimentare?
"Assolutamente no, anzi è un fiore assoluto all'occhiello il fatto che il Marsala è il più buon vino del mondo per la cucina, capace di rendere succulento qualsiasi piatto, dolce o salato che ne preveda in ricetta l'impiego".

Secondo lei il Marsala sta subendo la concorrenza in casa dei passiti?
"Certo che la sta subendo, anzi sta rispetto ad essi soccombendo. I passiti non sono vini liquorosi nè ossidati, e son decisamente dolci al sapore. Il Marsala potrebbe sbaragliare questi vini rimodulando la propria composizione sulle loro più attuali fattezze analitico-organolettiche".

Secondo lei il Marsala ha ancora un futuro o è un capitolo chiuso?
"Il futuro del Marsala dipende dai suoi uomini, se sapranno intervenire in modo adeguato sarà fausto, se continueranno a non intervenire e/o se interverranno in modo non sistematico e programmatico, sarà l'oblio...E poi mi lasci concludere con una battuta".

Prego.
"Io amo così tanto Marsala da essermici sposato...per questo spero con tutto il cuore che il Marsala si muova. Per questo sono, col cuore, a disposizione".

Manuela Laiacona

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