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Vino della settimana: Spumante Dolce di Florio

on 22 Dicembre 2012. Pubblicato in Il vino della settimana

Moscato in purezza. Un vino appena nato col marchio di una storica cantina siciliana.

Florio è uno dei nomi fondamentali dell'enologia italiana più che siciliana. Come cantina nasce nel 1833 quando la ricca famiglia di Vincenzo Florio, prendendo spunto dagli inglesi Ingham e Woodhouse, iniziò la produzione del Marsala. Si dedicò con successo ad altre attività industriali e commerciali cosicchè la famiglia divenne tra le più ricche d'Italia. Si arriva al 1891 quando le redini della holding sono nelle mani di Ignazio (junior)  che sposò donna Franca e con lei fu al centro della vita mondana europea. Nonostante avesse ampliato i settori di attività il tenore di vita dispendioso, la crisi della guerra, i cambiamenti sociali dell'inizio '900 nonchè investimenti sbagliati portarono al fallimento di un impero e allo smembramento del gruppo. Così nel 1924 la Florio fu acquistata dalla Cinzano, che poi nell'87 ne cedette il 50% all'ILVA che acquisì completamente le azioni nel '98. Oggi Florio che fa parte del gruppo Duca di Salaparuta guidato da Augusto Reina costituisce un marchio che si identifica col Marsala e con i vini dolci siciliani, un marchio legato alla tradizione ma con un attento sguardo rivolto verso il futuro.

In quest'ottica si migliorano le etichette storiche e si creano nuovi prodotti per aumentare e moltiplicare i segmenti di mercato, che oggi è costituito da 3.000.000 di bottiglie. Florio non possiede vigneti propri e utilizza le uve che sceglie da 590 ettari individuati dalla propria equipe di tecnici. Da quest'anno è commercializzata la prima etichetta di spumante: il Dolce 2011 ricavato da uve Moscato, quindi aromatiche provenienti da vigne nel Trapanese e nell'Agrigentino allevate a controspalliera.
 
La vendemmia manuale e mattutina è effettuata tra la fine di agosto ed i primi di settembre. Un'equipe di enologi guidati da Francesco Miceli e Giuseppe Spagnolo segue la vinificazione che è simile a quella di altri spumanti dolci: macerazione non superiore alle 12 ore in ambiente inertizzato con gas e temperatura inferiore ai 10°, cui segue la pressatura per separare il mosto che viene chiarificato e poi fermenta con lieviti selezionati. Quando si raggiungono i gradi zuccherino ed alcolico desiderati si blocca col freddo la fermentazione che quindi rimane incompleta. Successivamente il mosto va in autoclave dove con l'aggiunta di nuovi lieviti avviene la presa di spuma consumando un'ulteriore quantità di zuccheri. Quando alla fine si ottiene la percentuale di zuccheri desiderata si riblocca la spumantizzazione e si filtra completamente il vino per evitare che il residuo di lieviti facciano ripartire la fermentazione in bottiglia.

Ora versiamolo nel calice. Colore giallo paglierino, impressiona il perlage, che appena stappata la bottiglia sembrerebbe di media grandezza. Ma è un attimo perchè diventa subito finissimo e con una persistenza così lunga da far concorrenza ai migliori spumanti metodo classico. Al naso ti aspetteresti  i sentori classici del moscato, magari tipo Asti, invece è del tutto particolare. Predominano gli agrumi, il cedro in particolare, la salvia, frutta bianca e tenue arriva l'aromaticità del Moscato. Elegante ed affatto stucchevole. Al palato la carbonatica è leggera, molto fine, di non grande quantità, ma la trovate per molto tempo. Il dolce è moderato, non si avvertono gli 80 g/l di zucchero, anzi potrebbe sembrare al limite dei demisec. Grande equilibrio e suadenza, corretta acidità e buona mineralità che non ti aspetti, un retrogusto dove finalmente predomina il Moscato.
 
Uno spumante dolce da 7,5° alcolici, pensato magari per chi non ama il dolce classico, da abbinare ai dessert di frutta matura, di crema di ricotta e, visto il periodo, al panettone.
50.000 bottiglie, possibilmente destinate ad aumentare con le prossime annate, ad un prezzo di 8,50 euro.

Cantine Florio
via Vincenzo Florio 1
91025 Marsala (Tp)
tel. 0923 781111
www.duca.it/cantineflorio





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di Giovanni Paternò

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