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Mag

Vino della settimana: Arlandino 2014 di Tenuta Santa Caterina

on 21 maggio 2016. Pubblicato in Il vino della settimana

Grignolino d’Asti Doc

di Gianni Paternò

Nella vita non faceva l’agricoltore. Era un avvocato affermato a Milano, che acquistò una signorile tenuta nel Monferrato. Almeno Guido Carlo Alleva il Monferrato l’aveva nel dna in quanto la sua famiglia astigiana le campagne e i vigneti li possedeva e Guido la passione per la vigna l’ha sempre coltivata. Come spesso succedeva, negli anni dopo il boom, questa azienda fu liquidata, ma l’odore dell’uva e del mosto gli rimase nell’anima per cui non gli sembrò vero poter acquistare a Grazziano Badoglio nel 2000 un vero gioiello ormai abbandonato ed in pessime condizioni: la Tenuta Santa Caterina, risalente al 18° secolo con un grosso nucleo storico di fabbricati, 40 ettari tra boschi, un giardino all’italiana e qualche vigneto.


(La tenuta)

Cominciò così un certosino lavoro di ristrutturazione edile ed agricola: si impiantarono i vigneti, Barbera in maggioranza e si acquisirono altri terreni per riuscire ad accorparli tutti intorno al nucleo fabbricato. Con tutti questi lavori oggi si ha un relais b&b con 6 camere e sale per degustazioni, la cantina ipogea di affinamento, il giardino rifatto, 22 ettari di vigneto impiantati secondo il metodo simbiotico cioè micorrizzando le radici della pianta con colture microbiologiche che ne favoriscono la resistenza e l’adattabilità. L’avvocato in quest’opera è stato affiancato dall’agronomo Sergio Carpignano, che oltre a lavorare con la mente ci mette le braccia, ed è riuscito a trasmettere l’amore e la dedizione per la campagna alla figlia maggiore Giulia che ha preferito la vita agreste alle cause giudiziarie.


(Giulia e Guido Alleva)

Dal 2012 gli Alleva hanno acquistato una cantina già attrezzata a Montechiaro d’Asti, a 20 chilometri, quindi da quell’anno tutta la produzione è in proprio con la consulenza enologica di Mario Ronco. La produzione è iniziata nel 2007 ed oggi si confezionano 40 mila bottiglie per il 30% destinate all’estero.


(La cantina ipogea)

Delle 6 etichette ci occupiamo del vitigno più tipico e più autoctono del territorio: il Grignolino, coltivato in 2,50 ettari di terreno ricco di bianco calcare a quote sui 300 metri, nome che deriva dal dialettale astigiano dei vinaccioli, di cui l’acino è ricco. Va in purezza nell’Arlandino, l’antico nome del vitigno, raccolto a fine settembre con selezione dei grappoli, che si ripete in cantina sul tavolo vibrante. Annata difficile la 2014, piovosa al massimo nella tarda estate per cui la scelta degli acini è stata severa se non drastica e bassissima la produzione. Macerazione di circa 10 giorni a temperatura controllata sui 30°, fermentazione spontanea come in tutti i rossi. Dopo la svinatura torna in acciaio dove fa la malolattica e affina per oltre 8 mesi; niente legni nè chiarifica nè filtrazione.

Versato nel calice il colore è rosso aranciato brillante, quasi trasparente. All’olfatto poca la frutta, molto il pepe bianco, chiodi di garofano, fiori secchi di prato, un naso fine e pulito. La bocca è il suo forte: fresca, strutturata, con tannini lievi ed un’acidità nella giusta misura, lunga e fragrante la beva, piacevole ed invitante anche per il grado alcolico non elevato: 13°.

Abbiniamolo ad antipasti, primi con pomodoro, carni bianche, formaggi a pasta molle, pizza margherita. Si accoppia anche col pesce, se non delicato, basta raffrescarlo a 15 gradi e a questa temperatura diventa un perfetto compagno estivo. Le bottiglie sono 4.000 che si vendono a 12 euro, meno in cantina.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

 
Tenuta Santa Caterina
Via Marconi 17
14035 Grazzano Badoglio (At)
tel.0141 925472
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www.tenuta-santa-caterina.it
 

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