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27
Feb

Vino della settimana: Vivitis Bio 2014 di Gorghi Tondi

on 27 Febbraio 2016. Pubblicato in Il vino della settimana

Nero d’Avola Terre Siciliane Igp senza solfiti aggiunti

di Gianni Paternò

A Mazara del Vallo esiste un’oasi naturalistica molto interessante anche per gli aspetti paesaggistici: è la Riserva Naturale Lago Preola e Gorghi Tondi, un’area protetta affidata in gestione al Wwf. A confinare con questo piccolo angolo di paradiso ed in buona parte all’interno, c’è l’azienda centenaria Tenuta Gorghi Tondi.


(L'oasi della Riserva)

Un’azienda tutta al femminile di una famiglia che ha sempre vissuto col vino. Si comincia con la bisnonna Dora che, affascinata dalla magica atmosfera di quei luoghi fatati, acquistò 130 ettari. Vigneti ed uliveti, molto Grillo e Catarratto che allora servivano a fare il Marsala. Di figlia in figlia arriviamo ai nostri giorni quando la gestione è nelle mani, ma anche nel cuore, delle sorelle Annamaria e Clara Sala che comunque sono corroborate dai genitori.


(Annamaria e Clara Sala)

La proprietà è sempre di 130 ettari, 115 vitati gli altri ad uliveti. Vigne che nel tempo sono state reimpiantate in prevalenza di Grillo poi Catarratto, Zibibbo, Nero d’Avola, Perricone in crescita e di internazionali Chardonnay, Syrah, Merlot, ma non tanto. Siamo in una pianura quasi a livello del mare e le Sala, anche per rispetto alla natura che le circonda, coltivano in buona parte in biologico e addirittura da quest’anno tutta la produzione lo sarà. La vigna più vecchia ha 60 anni e man mano si reimpianta prediligendo la controspalliera a Guyot.

Buona parte della raccolta è effettuata meccanicamente con il pregio della rapidità. Per 500 mila bottiglie le etichette sono 17 a cui si aggiungono le 2 della linea Vivitis, biologici senza solfiti aggiunti. A queste se ne affiancano altrettante che vanno nella grande distribuzione sotto altro marchio commerciale. Hanno un agronomo, Salvatore Làmia, un enologo Michele Scavone ed un consulente Tonino Guzzo.
 
All’inizio del secolo hanno realizzato i nuovi fabbricati attorno ad un bel baglio e ristrutturato gli esistenti. Oltre la cantina, una foresteria ad uso proprio, cucina, sale degustazioni e per eventi.
Non bastando il biologico dal 2014 si sono cimentati con i 2 vini senza solfiti aggiunti: un Nero d’Avola, che degustiamo, ed un Grillo.


(Il baglio)

Il Vivitis Nero d’Avola proviene da una vigna, anche all’interno della riserva, che non essendo pianeggiante deve essere vendemmiata a mano, permettendo quindi la selezione dei grappoli. Una vigna ben ventilata che necessita di poco zolfo e rame. La raccolta è precoce, non a perfetta maturazione per conservare una buona acidità. Diraspatura, macerazione a 25° per 15 giorni con rimontaggi, fermentazione con lieviti naturali, preparati in pied de cuve da uve sanissime da vigneto bio, facendole fermentare spontaneamente, filtrazione leggera con cellulosa. Non fa legno.

Nel bicchiere il colore è rosso rubino piuttosto intenso e vivace. All’olfatto è un’immediata botta di frutta rossa fresca: ciliegia, mora, lampone che ossigenando viene affiancata da note evolute di mentolo, spezie, liquirizia; diventa complesso, maturo nella sua giovanile ed elegante esuberanza. Perfettamente franco. Anche al palato è un vino dalla personalità sfaccettata, prima fresca, fruttata sottolineata dalla acidità vivace, poi sempre più strutturato con tannini equilibrati ed un finale che vira verso note amaricanti. Insomma un vino interessante che non vi annoierà.

Abbinatelo ad una pasta alla trapanese con pomodoro crudo, ad una frittata con asparagi, ad un formaggio tenero di capra girgentana. Non sappiamo quanto questo vino naturale potrà durare negli anni, ma ce ne importa niente se non a livello di curiosità; godiamolo presto nel suo già ottimo equilibrio. Sono 20 mila bottiglie e allo scaffale le trovate a 10 euro.
 

 
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