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Vino della settimana: Terre di San Leonardo 2010 di Tenuta San Leonardo

on 28 Dicembre 2013. Pubblicato in Il vino della settimana

Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc (Carmenère) e Merlot.

San Leonardo è una delle etichette più di pregio del mondo vinicolo italiano. Non per niente possiamo definirlo imparentato col Sassicaia. Infatti il suo proprietario marchese Carlo Guerrieri Gonzaga è grande amico del marchese Mario Incisa della Rocchetta e da bravi amici negli anni sessanta entrambi si innamorano di due vitigni del bordolese: il Cabernet Sauvignon e il Franc. Così nella tenuta San Guido in Toscana e in quella San Leonardo in Trentino si introducono queste barbatelle capaci di dare vini di grande eccellenza.
 
Tenuta San Leonardonasce nel 1724 quando la famiglia De Gresti l’acquistò dalla Chiesa. Era un priorato dei frati Crociferi che comprendeva uno dei primi esempi di vigne in Trentino. Nel 1894 Gemma De Gresti sposò Tullo Guerrieri Gonzaga e da allora la famiglia possiede la Tenuta dove il vecchio monastero è diventato un borgo rurale assunto agli onori della storia in quanto nei primi giorni del novembre 1918 vi fu concordato l’armistizio con l’Austria. Ma il vero sviluppo vitivinicolo avviene col nipote Carlo che studia enologia a Losanna e si innamora delle vigne e dei vini di Bordeaux. Siamo in Vallagarina in riva sinistra dell’Adige in un territorio difeso dai freddi venti del nord dai Monti Lessini, quasi al confine col Veneto. Oggi sono 300 ettari di prati, di malghe, di boschi, assieme a 25 di vigneti. Oltre ai 2 Cabernet si trova il Sauvignon Blanc ed il Merlot. Veramente dovremmo dire un Cabernet e un Carmenère in quanto da una quindicina di anni si è scoperto che quello che si credeva essere un Franc in realtà è proprio un Carmenère. Le vigne sono a quote tra i 150 e i 200 m in terreni prevalentemente sabbiosi e in parte ricchi di ciottoli sedimentari, con buona similitudine ai Graves bordolesi,  e producono uve rosse che hanno una forte concentrazione di antociani.

Ma l’assonanza col Sassicaia non finisce qui in quanto anche Carlo, proprio perchè è un bravo enologo, nel 1984 si è affidato ai consigli di Giacomo Tachis che continuò la sua consulenza fino al 1999. Dal 2000 così il consulente è diventato Carlo Ferrini, quello che nel 2008 è stato premiato da Wine Enthusiast come migliore enologo del mondo. Sono circa 300.000 bottiglie in totale che per oltre la metà vanno all’estero.
 
Degustiamo il Terre di San Leonardo 2010 un IGT Vigneti delle Dolomiti. L’ispirazione bordolese si rivela anche in questo vino che costituisce la seconda etichetta della cantina. Infatti come nei più noti Chateaux i vini che non rispecchiano i più alti valori della prima etichetta, il San Leonardo, sono declassati, si fa per dire, al Terre. La vendemmia inizia a settembre e si protrae fino ai primi di ottobre ed avviene a macchina. Avete capito bene, perchè la dolcezza delle giaciture e i sesti  permettono la vendemmia meccanica che ormai è collaudata da 14 anni e con le moderne e migliori vendemmiatrici raccoglie acini d’uva integri, sani, puliti, che in pochi minuti sono portati in cantina. In compenso sono a mano e molto accurate le potature. La macerazione-fermentazione dura 16 giorni con 6 rimontaggi giornalieri e lieviti naturali. Rimane quasi un anno in vasche di cemento, per evitare l’amaro che potrebbe dare l’acciaio, dove decanta per poi passare 18 mesi in botti di rovere grandi, mentre un 20% fa barrique per 6 mesi. Le lunghe decantazioni  evitano la filtrazione e in bottiglia riposa per altri 6 mesi.

Al bicchiere il colore è rosso rubino con lieve tendenza al granato. Al naso è intenso e rotondo, di eccellente armonia, con sentori in perfetto equilibrio di frutta rossa matura: ciliege, amarene, prugne, che vanno verso la confettura. Liquirizia, note balsamiche e di erbe aromatiche, un pizzico di tabacco e una spruzzata di spezie. Fitto e complesso. Al palato i tannini si esprimono al punto giusto accompagnati da accordata vena acida. Rotondo, non di eccelso corpo, ha piacevole fragranza e buona struttura con un finale lungo e persistente dove si espandono le note olfattive. Non eccessivi i suoi 13 gradi. Vino di nobile fattura che eccelle specialmente all’olfatto.
 
Da abbinare a primi in rosso, carni non particolarmente grasse, formaggi di media stagionatura. Lo abbiamo apprezzato su delle lasagne al forno, un filetto in crosta, un provolone di bufala. Sono 100.000 bottiglie a 16 euro in enoteca. Nel borgo aziendale un museo contadino, il punto vendita e di accoglienza per le visite in cantina.

Tenuta San Leonardo
Borghetto sull’Adige
38060 Avio (Tn)
tel. 0464 689004
www.sanleonardo.it





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di Gianni Paternò

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