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06
Apr

Vino della settimana: Numero Zero Franciacorta di Tenuta Villa Crespia

on 06 Aprile 2013. Pubblicato in Il vino della settimana

Chardonnay in purezza in metodo classico a Dosaggio Zero.

Era il 1999, quando l'economia italiana procedeva speditamente, che i fratelli Bruno, Diego Giuliano e Giorgio Muratori, industriali tessili nel bresciano, con interessi anche nell'immobiliare e nel finanziario, decidono di invadere l'agricoltura. In quel periodo il vino tira per cui si rivolgono a Francesco Iacono, enologo e agronomo che esce dal glorioso Istituto Agrario di San Michele all'Adige per iniziare questa avventura. Iacono che si è coniato il titolo di vitienologo imposta un progetto globale e complesso basato sul concetto di ricercare le terre più adatte a determinate viti secondo il principio di produrre una sola tipologia di vino per ogni area scelta. I Muratori non desiderano la cantina di famiglia per vantarsi con gli amici di fare il vino ma applicano al mondo agricolo la loro mentalità imprenditoriale per creare qualcosa di grande.
 
Nascono così 4 aree chiamate isole che fanno quindi parte del cosiddetto Arcipelago Muratori come amano definirlo su  proposta di Iacono che ne è l'ispiratore e l'anima fino a diventarne il Direttore. Sono così acquistati 61 ha di terreni in Franciacorta sotto il marchio Tenuta Villa Crespia, 100 ha di cui 61 a vigneto a Suvereto Val di Cornia in Toscana nella Maremma livornese sotto il marchio Rubbia al Colle, 25 ha di vigneti a bacca bianca a Sannio Beneventano con il nome di Oppida Aminea, infine nell'isola (questa volta reale) di Ischia 4,5 ha da cui si ricava un passito secco storico col nome di Giardini Arimei.
 
Ogni isola ha la sua cantina, proprio per diversificare e nello stesso tempo per meglio identificarsi col territorio. Non contento di limitarsi a produrre tradizionalmente 1.200.000 bottiglie, Bruno, che nel frattempo è diventato l'amministratore, decide di approfondire la sperimentazione e gli studi in collaborazione con vari istituti universitari e col CNR. L'ecosostenibilità e il recupero ambientale diventano un pallino aziendale con l'adesione ad alcuni progetti internazionali e con la realizzazione di opere per la conservazione del suolo, il rispetto idrogeologico, le energie rinnovabili.

Un primo risultato della ricerca della naturalità si ha oggi col Progetto Simbiotico per utilizzare in vigna colonie microbiologiche di batteri e funghi che inducano nelle viti fenomeni di resistenza ed immunità verso le malattie più diffuse arrivando all'eliminazione di ogni prodotto di sintesi nonché anche di zolfo e rame. In cantina il progetto prevede l'utilizzo di soli prodotti di origine vegetale e la non aggiunta di alcun solfito. Nascono così i primi vini simbiotici: un Franciacorta, un Sangiovese e un Fiano che potranno degustarsi al Vinitaly.
 
Visto che l'Arcipelago è vasto ci concentriamo solo nell'isola di Franciacorta. Il nome Villa Crespia è legato al territorio in quanto in Franciacorta le cantine più ricche già nel Medioevo producevano le crespie, prime esperienze di rifermentazione. E siccome nella zona possono identificarsi 6 varietà pedologiche principali, 6 sono gli appezzamenti scelti e chiaramente 6 sono le etichette: 2 dosaggio zero, 2 brut, 1 rosé extra brut e un satèn ricavati dai  nuovi impianti di Chardonnay per l'85% e Pinot Noir per il restante. A questi nel 2010 è stata aggiunta la Riserva Villa Crespia e nel 2012 la Riserva dei Consoli. Per un totale di 350.000 bottiglie che in maggioranza rimangono in Italia.
 
In quest'isola degustiamo Numero Zero, il pas dosè per dirla alla francese ricavato da sole uve di Chardonnay, scelte in maniera omogenea da quelle vigne i cui suoli avessero le stesse caratteristiche, tanto per essere pignoli. Dalle spalliere potate a cordone speronato le uve sono vendemmiate ad agosto inoltrato e per il 15% fermentano con lieviti selezionati in azienda ed affinano sulle fecce fini in barriques mentre il resto percorre l'acciaio. A marzo si assembla la cuvée e aggiunta la liqueur de tirage si tappano le bottiglie dove i lieviti si nutrono per almeno 30 mesi. Alla sboccatura non si aggiungono zuccheri ma una miscela apposita dello stesso vino e una quantità molto ridotta di solfiti. Uno spumante, anzi un Franciacorta DOCG dove si sente solamente quello che danno l'uva e il terreno.

Alla vista colore paglierino classico e un perlage molto fine e abbastanza fitto. Al naso sono evidenti gli agrumi, la pesca, spezie e una leggera crosta di pane; non molto intenso. Ma è in bocca che esplode dando il meglio di sé, ma non con la carbonatica che continua ad essere finissima, delicata, da spumante di classe, bensì col suo gusto asciutto, complesso, di grande armonia, secco come te lo aspetteresti, di corretta sapidità e con un retrogusto piacevolmente amarognolo che avvolge tutto il cavo; acido al punto giusto e perfettamente franco. Una bocca d'eccellenza.
 
Lo potete gustare a solo o a tutto pasto, praticamente con qualsiasi piatto: dal più grasso al più delicato, perchè col cibo rimane neutro non influenzandolo e senza esserne travolto. Così potete arrivare con grande soddisfazione fino alla soglia del dolce, dove vi fermerete.
 
Se ne producono 80.000 bottiglie che trovate a circa 23 euro

Tenuta Villa Crespia
Arcipelago Muratori

via Valli 31
25030 Adro (Bs)
tel. 030 7451051
www.arcipelagomuratori.it





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di Giovanni Paternò

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