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14
Apr

Da casa di una principessa a ristorante: Villa Clelia una certezza per una sosta gourmet

on 14 Aprile 2017. Pubblicato in Dove mangio

di Clara Minissale

Per Giada e Jessica Lo Monaco è stata una scommessa iniziata quando erano poco più che ventenni. Oggi, che di anni ne sono passati tredici, il ristorante Villa Clelia che gestiscono a Partanna Mondello è una certezza, di quelle di cui non possono più fare a meno. 

Il ristorante si trova in via Carbone, una strada che attraversa tutta la borgata che deve il nome ai principi di Partanna, che da quelle parti avevano una tenuta, e al golfo di Mondello poco distante. La villa che ha mantenuto il nome della prima proprietaria, la principessa Clelia Cavarretta, si trova sul lato sinistro della strada, percorribile a senso unico, incastonata tra le abitazioni. Cura del cliente, scelta accurata delle materie prime, il pesce principe della tavola, dessert e pane fatti in casa sono certamente i loro punti di forza.


(Giada Lo Monaco)

Le sorelle Lo Monaco, cresciute dietro il bancone della pasticceria di famiglia che si trova poco distante dal ristorante, si danno il cambio nell’accoglienza o alla cassa, nel prendere le comande o nel fare da tramite con la cucina. Cinquanta i coperti ma si può arrivare fino a settanta e in estate si cena all’aperto.


(Jessica Lo Monaco)

Dietro i fornelli dal 2006 c’è Fabio De Luca, marito di Giada, cuoco per amore nelle sue sfaccettature familiari e gastronomiche. Lui ha preso in mano le redini della cucina per dare un’identità a questo ristorante che, all’inizio, ha avuto alterne vicende e da allora è stato un crescendo. “Fino al 2006 cucinavo per diletto, per gli amici, perché mi piaceva – racconta Fabio -. Poi io e mia cognata Jessica abbiamo deciso di occuparci personalmente delle preparazioni”. Jessica dopo un po’ è tornata in sala. Fabio è rimasto dietro ai fornelli e con lui oggi ci sono quattro ragazzi che si sono formati all’istituto alberghiero di Palermo.


(Lo chef Fabio De Luca)

“I prodotti che scegliamo sono tutti del nostro territorio – raccontano le due sorelle – e proponiamo una cucina siciliana rivisitata tenendo conto della stagionalità”. 

La cena si apre con un aperitivo, una panella fatta con farina di fave al posto della tradizionale di ceci, accompagnata da bollicine. Il benvenuto dello chef è una gustosa crocchetta di tonno su vellutata di pomodorino. 

Si entra nel vivo con uno dei pezzi forti del menu, il piatto di crudi che è una sintesi di gusto e grande rispetto per la materia prima: carpaccio di mupa, tartare di tonno, gamberoni, cous cous al nero di seppia e un saporito gambero alla catalana con cipolla.

Quindi un carciofo profumato al guanciale croccante su crema di porri, dal gusto giustamente sapido e intenso.   

Si prosegue con una zuppetta di pesce in vasocottura servita direttamente nel vaso utilizzato per completare le fasi di preparazione. Il contenitore arriva chiuso in tavola e viene aperto davanti al commensale sprigionando tutto l’aroma di cozze, vongole e mupa in guazzetto. Il pesce, naturalmente, varia in base al pescato del giorno.

Quindi è il turno di un fuori menu, ravioli con burrata, ragù di tonno in bianco, favette e caprino stagionato serviti con una polvere di pomodori confit e cappero essiccato. Buona l’idea ma il piatto necessita di maggiore equilibrio. 

Buoni invece gli spaghettoni quadrati con pesto di pistacchio e bottarga, uno dei cavalli di battaglia dello chef insieme con il riso pilaf, il piatto certezza che non ha mai lasciato la carta del ristorante. La bottarga aggiunge la giusta sapidità al pesto di pistacchio e la nota limonosa avvolge e completa il piatto. 

Il secondo è una mupa cotta a bassa temperatura servita su crema di vongole, porro e ricci di mare. 

Provenendo da una famiglia di pasticceri i dessert di fine pasto, declinati nelle versioni tradizionali – come ad esempio il semifreddo di pistacchio su croccante di cioccolato e mandorle - e gourmet, non possono che essere un appuntamento importante a Villa Clelia. A prepararli ci pensa il pasticcere Franco, fratello di Giada e Jessica, che si occupa anche della preparazione di  pane e grissini. 

Molto buono il tortino caldo di pere servito con salsa alle pere, cannella, gelato alla vaniglia e completato da un cicchetto di rum. Sta al commensale decidere se versarlo sul tortino o berlo in purezza.         

Villa Clelia
Via Carbone 26, Palermo
Chiuso: a pranzo, tranne la domenica
Ferie: variabili
Carte di credito: tutte
Parcheggio: no

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