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25
Ago

Quel calice di Borgogna accessibile a tutti (e buono): Les Hautes Maizieres 2006 di Clavelier

on 25 Agosto 2015. Pubblicato in Cosa bevo

di Federico Latteri

Quando si parla di Vosne-Romanee vengono subito in mente i suoi grands crus, da Richebourg a Romanee Saint-Vivant, ai leggendari La Tache e Romanee-Conti.

Questo piccolo centro borgognone della Cote de Nuits rappresenta una delle eccellenze assolute della produzione vinicola mondiale con etichette che sono sempre al vertice nei giudizi degli esperti, nelle quotazioni delle aste e nel cuore degli appassionati. La grandezza di questo territorio va oltre. Accanto a questi mostri sacri è possibile trovare vini che provengono da vigneti meno importanti, ma che rappresentano splendide espressioni di pinot nero. Lo scrittore Courtepee affermava “Non ci sono vini comuni a Vosne”. Si tratta di prodotti eccellenti, con una forte impronta territoriale, che è possibile acquistare ad un prezzo normale, lontano dalle cifre spesso proibitive dei grands crus e di molti premiers crus.


(Hautes Maizieres)

Un valido esempio è il Vosne-Romanee Les Hautes Maizieres 2006 del Domaine Bruno Clavelier. La storia recente di questa azienda inizia nel 1987, quando Bruno, dopo una carriera da giocatore di rugby, completa gli studi di Enologia alla facoltà di Digione e decide di prendere la guida del domaine. Ai vecchi vigneti di famiglia, piantati negli anni ’30 e ’40, ne sono stati aggiunti altri e oggi la superficie vitata arriva a 6,5 ettari, distribuiti in vari villaggi della Cote de Nuits (principalmente Vosne-Romanee e Chambolle-Musigny, con diversi premiers crus) e in piccola parte nella Cote de Beaune (Corton Le Rognet Grand Cru). Per quanto riguarda la coltivazione della vite, Bruno ha le idee chiare: rispettare, capire e assecondare la natura. L’azienda è biodinamica da 8 anni, biologica da 18 (certificata Ecocert). La vinificazione si svolge in maniera semplice, tradizionale, al fine di esaltare la qualità delle uve. Si usano tini aperti tronco-conici di rovere, lieviti indigeni e tanto lavoro manuale (follature, rimontaggi, ecc.).


(Elevage)

Dopo la fermentazione il vino va per gravità nelle cantina sottostante dove svolgerà in primavera la malolattica. L’affinamento di 16-18 mesi è fatto in barili di rovere la maggior parte dei quali usati, il legno nuovo arriva al massimo a 1/3 del totale. L’imbottigliamento avviene senza alcuna filtrazione in periodi scelti in base alle condizioni atmosferiche e alle fasi lunari. L’obiettivo del domaine è fare vini che siano quanto più possibile espressione di un territorio in una determinata annata. Per questo motivo Bruno è uno dei pochi a produrre con l’appelation village tanti vini quanti sono i suoi diversi climats, indicando in ciascuna etichetta il lieu-dit di provenienza (Les Hautes Maizieres, La Montagne, La Combe Brulee, Les Hauts des Beaux Monts).

Il Vosne-Romanee Les Hautes Maizieres proviene da un vigneto di 48 are di oltre 65 anni di età, vicino al centro abitato, proprio sotto il premier cru Les Suchots. Il terreno presenta una base calcarea e suoli argillo-fangosi con una profondità maggiore (60-80 centimetri) rispetto agli altri vigneti classificati villages, permettendo una nutrizione più facile della vite. Il vino sarà più ricco e più potente. Inoltre l’inerbimento permanente della vigna stimola le radici ad andare in profondità fino al substrato calcareo. La vendemmia 2006 ha dato qui notevoli risultati con prodotti di grande equilibrio, verticali, con un ottimo potenziale di invecchiamento.

Stappata la bottiglia il vino risulta molto chiuso. Dopo circa 45 minuti comincia ad aprirsi con un naso ampio, espressivo, complesso in cui possiamo riconoscere frutta rossa, spezie, un accenno floreale e sentori affumicati. In bocca è subito evidente un’ottima freschezza, equilibrio ed eleganza. In accordo con i riscontri olfattivi ritroviamo la frutta (ciliegia, mirtillo) e le note speziate, ottima la persistenza. Con il cibo questo Vosne-Romanee si dimostra abbastanza versatile, bisogna tener conto del medio corpo, dell’acidità e del tannino che, pur essendo un po’ evidente per un vino di questo genere, può tornarci utile in alcuni abbinamenti. Per esempio con un filetto di cinghiale al forno, ma anche un risotto con fegatini di pollo, anatra, fagiano e funghi porcini, tutto preparato in modo semplice.

Questo Pinot Nero di Bruno Clavelier rappresenta un prodotto veramente interessante che ha nella schiettezza e nella territorialità le sue armi vincenti, oltre al buon rapporto qualità-prezzo e alla duttilità a tavola.
 
Prezzo in enoteca: 55 €
Importato da Ercole Brovelli, Milano
Domaine Bruno Clavelier RN 74, 21700 Vosne-Romanee, France
Tel. +33380611081
www.bruno-clavelier.com

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