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Dic

Dieci vini da bere per le Feste: tra grandi classici e buone scoperte

on 24 Dicembre 2014. Pubblicato in Cosa bevo

Cominciano le feste di fine anno. È tempo di  pranzi, di cene e naturalmente di vini. Abbiamo pensato a dieci etichette da consigliare per questo periodo.

Con il nostro Paese, secondo alcuni indicatori in difficoltà dal punto di vista politico ed economico, vogliamo immaginare che il riscatto possa cominciare attraverso il vino ed alcuni suoi protagonisti che ci consentano una prova di orgoglio. Grazie alle loro storie, fatte di determinazione, passione e talento. 
Volutamente non abbiamo indicato le annate, perchè si tratta di etichette la cui continuità in fatto di piacevolezza è quasi sempre una costante. Classici da non farsi mancare.

Cru Cartizze Docg - Valdobbiadene Superiore di Cartizze - Bisol 

 

È l'eleganza del Metodo Charmat. Piace per la sua morbidezza ed i suoi profumi leggermente fruttati. Al palato è fresco, con una bollicina persistente e mai invasiva. Si sposa bene con crudi di pesce e verdure fritte in pastella, in particolare quelle caratterizzate da tendenza dolce, come i fiori di zucchina. 
 
Mira – Porta del Vento

Un Catarratto Bohemièn. È un Metodo Classico fuori dagli schemi che già all'olfatto non ha paura di mostrare il suo carattere. I sentori più marcati sono quelli erbacei, ma anche leggere note di mandorle e frutta secca in generale. Al palato le note erbacee si traducono in un'acidità e freschezza ben mediate dalla tendenza amarognola. 
 
Brut riserva Talento Trento Doc - Letrari

Questo è, a nostro parere, un altro Metodo Classico che non può mancare nelle cantine degli appassionati. La sua finezza è notevole. All'olfatto è fragrante con sentori che richiamano la crosta di pane e note di tostatura. Al palato è equilibratissimo con una nota acida ben mitigata dall'alcolicità e dalla freschezza. 
 
Trebbiano d'Abruzzo – Valentini

Questo è uno di quei vini che non ha bisogno di tanti commenti, per il semplice fatto che la sua piacevolezza è tale da lasciare un ricordo indelebile. Un grande classico.
 
Lambrusco Metodo Classico – Francesco Bellei & Co.

Questo non è un vino convenzionale, bensì un Lambrusco che osa. L'abbiamo scoperto per caso in un'enoteca. Il suo colore rosso porpora carico è già sorprendente e alla vista non ti aspetti sicuramente una bollicina. È fresco, è buono come aperitivo e ben si accompagna anche ai cibi tradizionali siciliani.
 
Utopia – riserva di Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc – Montecappone 

Un bianco che sorprende perché racchiude in sé tutte quelle caratteristiche che vorremmo ritrovare nel tempo in questa tipologia). In una scheda di valutazione professionale sarebbe la perfetta descrizione dei parametri quali sapidità, freschezza e acidità. E sono proprio queste le caratteristiche che lo rendono di facile beva e di grande struttura. Note agrumate e minerali lo contraddistinguono e lo rendono vivace e piacevole.
 
Lagrein riserva di Barbagòl – Laimburg

È un rosso davvero sopra le righe questo Lagrein. I suoi profumi sono delicatissimi e vi si possono riconoscere leggeri sentori di ciliegia e di vaniglia. Il tannino è avvolgente, quasi "ammaliante" proprio come il suo nome ladino non scelto a caso che evoca proprio questa peculiarità.
 
Amarone della Valpolicella – Romano dal Forno 

Nella nostra lista non poteva mancare un Amarone. Abbiamo scelto questo perché tra i più rappresentativi della tipologia; in una batteria interessante di vini "top" emergeva il suo carattere nettamente espresso non soltanto per le sue peculiarità gusto-olfattive, con note fruttate intense soprattutto di more, ciliegia e frutti di bosco, ma anche per le sensazioni di piacevolezza che regala. È un vino che si può apprezzare da solo o  in abbinamento a un  piatto strutturato.
 
Ugolaia – Brunello di Montalcino – Lisini 

Ci sono Brunelli e Brunelli. E questo è un Brunello con la "B" maiuscola. Sobrietà e struttura insieme. Un richiamo al territorio, all'omonimo vigneto situato nella parte meridionale del comune di Montalcino. Lo definiremmo la sintesi del "terroir" nel calice.
 
Barolo Bussia Riserva – Giacomo Fenocchio 

E per finire, concludiamo con il "signor Barolo". Sentori speziati, gusto pieno di armonia. Tannini vivaci e avvolgenti gli danno corpo e struttura e lo rendono versatile nell'abbinamento. 

Maria Antonietta Pioppo

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