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07
Apr

Dodici vini imperdibili al Vinitaly 2017 secondo Daniele Cernilli (Doctor Wine)

on 07 Aprile 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Vinitaly 2017


(Daniele Cernilli - ph Vincenzo Ganci)

di Daniele Cernilli, Doctor Wine

Fabrizio Carrera mi perdonerà se mi faccio un po’ di pubblicità. Vorrei invitare tutti i lettori di Cronache di Gusto presenti al Vinitaly al nostro stand di Doctor Wine, al padiglione 10 (quello del Piemonte) A4 B4. 

Lì troveranno ben 89 vini nei dispenser che potranno assaggiare come e quando vorranno. Ed è fra quelli che scelgo stavolta i miei 12 vini imperdibili, perché la selezione che abbiamo operato mi consente di sceglierne alcuni veramente eccezionali e per niente banali. Quindi comincio. Numero uno, Costa d’Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2015 di Marisa Cuomo, un grande vino che fa pensare ai profumi dei limoni d’Amalfi canditi, in versione straordinaria. Molto giovane, ma anche estremamente promettente. Numero due, Alto Adige Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2013 della Cantina Terlano. Versione eccezionale di un grande classico dell’Alto Adige. Numero tre, Friuli Colli Orientali Biancosesto 2015 de La Tunella, da ribolla gialla e friulano in parti uguali, uno fra i più convincenti blend bianchi, in versione storica. Numero quattro, Soente 2016 di Falesco, bianco laziale da uve Viognier, esotico e agrumato nei profumi, dalla bevibilità pericolosa. Numero cinque, Vermentino di Sardegna 2016 di Audarya ottimo e dal prezzo molto ragionevole. Numero sei, Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2015 de Il Colombaio di Santa Chiara. Mi espongo? Il miglior bianco toscano della sua annata, semplicemente.

Andiamo con i rossi. Numero sette, Primitivo Es 2015 di Gianfranco Fino, non sarà più Doc, ma è una delle migliori versioni di sempre, ricco ed elegante. Numero otto, Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Neromoro Riserva 2013 di Nicodemi, in grande spolvero, possente e ricco come forse mai. Numero nove, Brunello di Montalcino 2012 di Caprili, sorprendente e molto credibile. Numero dieci, Montecucco Sangiovese Poggio Lombrone Riserva 2013 di Colle Massari, il migliore di sempre. Numero undici, Chianti Classico Riserva 2013 di Querciabella, a un passo dalla perfezione, nel suo genere, un vino grandissimo. Numero dodici, Barolo Corda della Briccolina 2012 di Batasiolo, azienda spesso sottovalutata dagli “enofighetti” ma che in assaggio coperto mette dietro fior di nomi gettonatissimi. In questo caso la versione di questo vino è assolutamente superba.

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