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02
Dic

L'enoturismo fatto per bene: presentata a Milano la Guida Cantine d'Italia 2018

on 02 Dicembre 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - La guida


(Antonio Cabrini, Massimo Corrado, Alessandro Scorsone e Magda Antonioli Corigliano)

Una sorta di omaggio alla grande accoglienza italiana in cantina. Così Massimo Corrado, presidente di GoWine, ha sintetizzato “Cantine d’Italia 2018”, la Guida curata dalla sua associazione, che ha presentato a Milano insieme al giornalista e sommelier Alessandro Scorsone, Antonio Cabrini (campione dello sport) e Magda Antonioli Corigliano, docente di economia per il turismo alla Università Bocconi di Milano, che firmano anche i tre interventi che aprono il volume e che accrescono la natura di una Guida che ha nel racconto il suo punto di forza.

E’ stato Corrado ad elencare alcuni numeri del volume: oltre 700 cantine selezionate, 230 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, oltre 4.000 vini segnalati, 1.500 indirizzi utili per mangiare e dormire. “Un volume che racconta luoghi e storie di uomini e donne del vino. Conduce al vino attraverso la cantina come sito da visitare e come fattore che concorre alla promozione del turismo del vino – ha sottolineato il presidente di GoWine -. La Guida tende a valorizzare la cantina come luogo inserito nel contesto di un territorio vinicolo e come dimora ove uomini e donne operano. Essi realizzano quella virtuosa opera di promuovere il territorio mentre promuovono se stessi. Una Guida che pertanto non vuole rivolgersi soltanto ai “super appassionati”, ma che desidera essere un’occasione per creare cultura a favore del vino e dei suoi territori. Tant’è vero che “in Guida sono numerose le realtà che si presentano sia attraverso attività parallele come agriturismo, b&b, sia attraverso iniziative che rendono la cantina un luogo aperto per incontri, eventi culturali, manifestazioni legate al gusto”. In questo contesto va vista l’attenzione per l’enoturista, accentuando quello che si può definire il fattore “D”: D come domenica. “Ovvero un simbolo posto a fianco di quelle cantine che manifestano disponibilità effettiva ad accogliere i visitatori alla domenica: direttamente o su appuntamento. Un modo per richiamare l’attenzione a favore dell’enoturista italiano che – a differenza degli stranieri – organizza spesso itinerari ed escursioni nel corso dei week-end”, ha spiegato Corrado.

Anche Cantine d’Italia ha assegnato dei premi, come le 230 “Impronte Go Wine” che rappresentano un segno di “eccellenza” nel campo dell’enoturismo nazionale e costituiscono una sorta di segno ideale che l’associazione assegna alle cantine che hanno conseguito un alto punteggio nella valutazione complessiva su sito, accoglienza e profilo produttivo. Si tratta dei tre fattori su cui si compone la presentazione delle aziende vinicole e su cui si va a definire una loro valutazione. Sito da intendere come luogo ove si trova la cantina, guardando anche alla cantina medesima dal punto di vista architettonico. Ma sito anche come patrimonio di vigneti complessivo di cui dispone la cantina. Edita dall’associazione Go Wine, la Guida Cantine d’Italia 2018 conferma l’impegno di affermare i principi ispiratori dell’attività associativa. La redazione Go Wine cura la compilazione del volume e del repertorio delle cantine selezionate, con i contributi e le segnalazioni di giornalisti e delegati Go Wine in Italia.

Le oltre 700 cantine presenti nel volume sono state scelte in base all'esperienza diretta. Per ogni cantina una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale ai dati sulla produzione, ai referenti interni da contattare; dai giorni e gli orari di visita alle informazioni stradali; dal racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore a una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top e degli altri vini da conoscere. Ogni cantina è presentata attraverso una valutazione in stelle (su scala 5), suddivisa nei tre aspetti che sono ritenuti rilevanti dalla Guida: il sito, l'accoglienza e i vini.

Inalterato è sempre lo spirito dell'opera: spingere l'appassionato a viaggiare per conoscere il fascino del territorio del vino italiano attraverso il racconto di molti suoi interpreti d'elezione. Nella speciale classifica per regioni, prima è la Toscana con 49 impronte, seguita da Piemonte (44) e Veneto (34). Sono 16 le Cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”: le toscane Badia a Coltibuono, Capezzana, Castello di Modanella e Tenuta Vicchiomaggio; le lombarde Bellavista e Ca’ del Bosco; le piemontesi Castello di Verduno, Fontanafredda e Malvirà; Bisol per il Veneto; le siciliane Donnafugata, Florio e Planeta; Ferrari per il Trentino; Lungarotti per l’Umbria; Masciarelli per l’Abruzzo.

I premi speciali destinati a resort, tavole aziendali d’eccellenza, vini “storici” e “autoctoni”, Enocultura, EnoArchitetture: 

  • Premio “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno: Russiz Superiore per il Relais Russiz Superiore di Capriva del Friuli;
  • Premio “Cantine Golose” per la tavola aziendale dell’anno: al Ristorante 21.9 presso la Tenuta Carretta di Piobesi d’Alba;
  • Premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura: Di Marzo , di Tufo, in Campania;
  • Premio Enocultura: Zaccagnini di Bolognano, in Abruzzo;
  • Premio “Autoctono si nasce”: Lacrima di Morro d’Alba, Mancinelli di Morro d’Alba, nelle Marche;
  • Premio “Buono…non lo conoscevo!”: Uvalino – Cascina Castlèt di Costigliole d’Asti; 
  • Premio “Vini Storici d’Italia”: Vino Nobile di Montepulciano, di Contucci di Montepulciano.

Michele Pizzillo

 
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