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Lo spumante di uve Moscato: "La mia chicca per brindare in maniera unica al nuovo anno"

on 31 Dicembre 2016. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Il prodotto


(Franco di Filippo e i suoi Estasi)

di Michele Pizzillo

Nel cenone di fine anno, in molti paesi, il pesce è l’ingrediente principe. Ritenendo incontestabile questa affermazione, perché non accompagnarlo con una vera chicca? Con una bollicina unica?

Visto che è prodotta da un solo viticoltore che qualcuno ritiene addirittura missionario della doc Moscato di Trani, il vignaiolo Franco di Filippo, terza generazione di quel Francesco di Filippo che nel marzo del 1887 fondò l’azienda agricola che porta ancora il suo nome, per produrre solo uva Moscato Reale di Trani. Lo spumante del vignaiolo tranese è  “Estasi in Armonia,  spumante metodo classico, Pas Dosè, Millesimato 2011”. Uno spumante che può accompagnare tutto il pasto anche se predilige menù di pesce, crostacei crudi o cotti, frutti di mare in genere, particolarmente indicato con le ostriche dal gusto tendenzialmente dolce  ostriche affinate alle foci dei fiumi e non quelle allevate in mare aperto in quanto contengono molto iodio e sono molto più sapide ) con la raccomandazione di non utilizzare il limone .

Il Pas dosè è uno dei tre vini prodotti da Franco di Filippo; gli altri sono “Estasi in Sinfonia, spumante metodo classico  Brut, Millesimato 2010” ed “Estasi Moscato di Trani doc Passito Liberty, Vendemmia 2009”: il primo è opportuno consumarlo per il brindisi di auguri, il secondo è veramente il vino più adatto per accompagnare i dolci tipici delle festività natalizie come panettone, pandoro, pastiera  e la pletora di quelli regionali. Questa piccola azienda pugliese ha cominciato a strutturarsi a partire dai primi anni 2000 con la presenza di Franco, che ha modificato radicalmente la metodologia di lavoro sia del nonno Francesco che del papà Nicola, “attraverso un'etica aziendale basata sull'artigianalità, unicità e qualità del Moscato Reale di Trani vitigno autoctono che risale all'Anno Mille – dice il vignaiolo pugliese -. Proseguendo, però, nell’impegno di lavorare le proprie uve di Moscato Reale attraverso un processo di affinamento sulla naturalezza, la semplicità e la professionalità, tutti elementi indispensabili per rendere i propri vini Estasi unici ed inconfondibili”. E, aggiunge di Filippo, fervente cattolico,  “ringrazio la Divina Provvidenza che mi illumina e mi assiste nel lavoro che svolgo e in quello che non posso mai fare".

E, così, le uve Moscato, pur mature già nella prima decade di agosto, per scelta aziendale vengono raccolte tardivamente, a fine ottobre, quando i grappoli sono appassiti naturalmente in pianta sino al raggiungimento di una concentrazione ideale di aromi e profumi intensi e persistenti. “Noi attendiamo che Madre Natura faccia il suo corso lento e naturale, totalmente diverso dagli appassimenti artificiali in serre chiamate più comunemente fruttai con aria calda artificiale per accelerare la maturazione oppure grappoli distesi su graticci al sole”, sottolinea di Filippo. Durante la vendemmia manuale, si scelgono solo i grappoli sani, mentre i grappoli con le muffe non vengono raccolti, per non compromettere le straordinarie qualità organolettiche di un vino elegante ed estasiante.
Altro elemento importante è il fattore tempo ("è il nostro principale alleato", dice di Filippo ) in quanto il vino si lascia riposare e maturare solo ed esclusivamente in silos di acciaio e non in barrique per svariati anni affinché si possa affinare e sprigionare nella sua personalità fatta di profumi ed aromi intensi, persistenti ed eleganti derivanti dal vitigno autoctono e sopratutto dal suo territorio d'origine, Trani appunto. Anche perché, aggiunge il vignaiolo “la missione che l'azienda si è imposta è quella di emozionare ed entusiasmare il palato del consumatore attraverso l'inconfondibile unicità e autenticità dei propri vini”.

Questo appassionato viticoltore pugliese è anche prodigo di consigli per come consumare i suoi vini. E, così, ritiene importante, prima di degustare gli spumanti Estasi, prepararsi mentalmente a ciò che si andrà a bere e leggere attentamente la scheda tecnica per meglio comprendere in anticipo l'unicità e autenticità delle “creature Estasi”. La temperatura di servizio deve essere di 8° / 10°, avendo cura di mettere lo spumante in frigo un giorno prima della degustazione e portarlo in tavola 30 minuti prima di stapparla. Attendere qualche minuto dopo aver versato la spumante nel calice affinché si ossigeni, avvicinare il calice al naso per scoprirne i profumi, allontanarlo, fare nuovamente ossigenare delicatamente lo spumante o il passito, riavvicinarlo al naso in modo da scoprire altri profumi, e così via da ripetere più volte in quanto tutti i profumi si sveleranno gradatamente. Più esclusività di questa.

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