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03
Nov

Se Mosca vuole fare formaggi: e si vuole specializzare nelle produzioni italiane

on 03 November 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari

di Maria Giulia Franco

Grandi manovre all’est. La Regione di Mosca punta sulla produzione di formaggi e lancia un piano operativo che la porterà a diventare non solo il secondo distretto caseario dell'intera Russia ma anche il più specializzato nella produzione di formaggi simili a quelli tradizionali italiani. 

Lo rivela Assolatte, anticipando che quest'ambizioso progetto sarà al centro dell'edizione 2017 dell'International Agricultural Dairy Forum, in programma a Mosca nei giorni 8 e 9 novembre. Per due giorni i rappresentanti delle istituzioni moscovite e del ministero dell'Agricoltura della Federazione Russa e gli operatori del settore lattiero-caseario russo presenteranno i dettagli del progetto, che prevede, entro la fine del 2018, la realizzazione nel Dmitrovsky District di sette stabilimenti caseari per una superficie complessiva di 17 ettari e una potenzialità produttiva annua di 12.000 tonnellate di formaggi di qualità. L'investimento complessivo, spiega Assolatte, è stimato in 5 miliardi di rubli (pari a 75 milioni di euro). A finanziare la costruzione a pochi chilometri a nord della capitale di nuovi e moderni allevamenti, di stabilimenti ad alta tecnologia per la lavorazione del latte, di magazzini di stoccaggio e delle relative infrastrutture è il governo della Regione di Mosca.

Ma a metterci il know-how dovrebbero essere le imprese casearie italiane, invitate dalle istituzioni russe per sviluppare partnership finalizzate alla produzione di quei formaggi che i consumatori russi sanno essere di grande pregio. "Quello nel Dmitrovsky District è uno dei progetti più ambiziosi varati dalle autorità russe per sviluppare l'industria lattiero-casearia e sopperire, così, ai pesanti effetti causati dall'embargo sull'importazione di formaggi dalla Unione europea. L'embargo, imposto nel 2014, ha colpito tutte le imprese europee, che, nel giro di 24 ore, hanno perso 250 mila tonnellate di export. A tanto – dice  Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte – ammontavano le vendite in Russia delle aziende europee, con l'Italia che mostrava tassi di crescita a due cifre" . 

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