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02
Nov

Eataly va in Borsa. Guerra: "Quella italiana? Vedremo. Anche negli Usa siamo considerati"

on 02 November 2017. Pubblicato in Archivio articoli dal 05/04/2011 - Scenari

Per l'arrivo in Borsa di Eataly "il dado è tratto". Lo dichiara il presidente esecutivo della società Andrea Guerra. 

"Nel Cda di oggi abbiamo formalmente rideciso ciò che abbiamo detto e su cui stiamo lavorando da tempo - dice all'Ansa Guerra - ovvero la decisione di aprire il capitale di Eataly a terzi con la via maestra della Borsa, cercando di intraprendere un percorso che ci porta nell'arco dei prossimi 12-18 mesi in Borsa o comunque ad aprire il capitale a terzi". Quella della Borsa "è la via maestra". Oggi insomma "si parte", racconta Guerra dell'Ipo Eataly al termine del consiglio di amministrazione della società. Dal board, spiega, è stata assunta una "delibera di un progetto che continua, che va avanti. Abbiamo un po' cambiato marcia". Sui tempi più esatti della quotazione deciderà poi "un consiglio di amministrazione tra Natale e febbraio", racconta. In Borsa "andrà probabilmente una quota tra il 30 e il 35%. Le azioni saranno probabilmente per una grande maggioranza poste in vendita dai soci. Ma andremo poi a capire qual è la combinazione giusta".

Quindi potrebbe esserci anche una componente della cessione delle azioni per un aumento di capitale? gli è stato chiesto. "Non è deciso", spiega Guerra. "Siamo una piccola società che deve avere un percorso sia di crescita di business e sia di stabilizzazione della nostra organizzazione. Abbiamo tanto lavoro da fare. Ci saranno tre aperture a Natale" e poi "possiamo partire con quest'altro progetto". "Il dado è tratto, poi non è questo che ci angoscia. Questa è la nostra strada". Vi quoterete in Italia? "Al 99% speriamo di trovare tutte le condizioni perché la Borsa di quotazione sia quella italiana, anche se Eataly è molto considerata negli Stati Uniti, ci piacerebbe che fosse qui". Rispetto all'andamento economico di Eataly "abbiamo chiuso l'anno scorso a 380 milioni di ricavi e dovremmo chiudere quest'anno appena a sotto i 500 milioni di euro", spiega poi Guerra. Rispetto al margine operativo lordo, "l'anno scorso includendo tutte le spese avute per le operazioni di apertura anno scorso includendo tutte le spese avute per tutte le operazioni di apertura abbiamo avuto un ebitda molto prossimo allo zero, quest'anno dovrebbe essere tra i 20 e i 25 milioni di euro".

C.d.G.

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